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13 aprile 2015

Docu-film Incidenti sul lavoro tra dramma e riabilitazione


Dopo la battaglia 31 min. - doc - Ita 2015 regia e sceneggiatura Tommaso Santi fotografia Francesco Pacitto produzione Kove, Kulturificio 7 con la collaborazione di Regione Toscana - Consiglio Regionale, Cgil Toscana, General Video

Ogni anno in Italia i numeri sugli incidenti sul lavoro sono i numeri di una battaglia, ma come per le battaglie lontane, così per gli incidenti sul lavoro spesso si preferisce dimenticare. Ci sono morti e feriti, sono persone che entrano per qualche giorno nelle pagine dei quotidiani e poi spariscono nel nulla. Non è la prima volta che il cinema e il cinema documentario affrontano il tema, questo lavoro si propone però di raccogliere una testimonianza per raccontare un aspetto più trascurato: ciò che accade nella vita di una persona che ha subito un infortunio sul lavoro. Dopo la battaglia raccoglie quattro storie tragicamente semplici, fin troppo comuni e molto emblematiche, che danno voce e corpo a dei numeri che spesso rischiano di essere soltanto una tragica statistica. 

Questioni di punti di vista Quattro storie, quattro vite – quelle di Paolo Bruschi, Cristiano Ferrari, Michele Seliziato e Michele Secchiari – fin troppo comuni e, proprio per questo, tragicamente semplici nella loro ‘ordinaria’ drammaticità. Storie e vite di cui, spesso, ci si dimentica: uomini, mariti, padri e figli ai quali Santi vuole ridare volto e sentimenti. “Ci sono morti e feriti che entrano per qualche giorno nelle pagine dei quotidiani e poi spariscono nel nulla - racconta il regista – Sono numeri da battaglia che difficilmente hanno un volto. 

Ma è sul ‘dopo’ che mi sono voluto soffermare: i sogni spezzati, la vita da riscostruire e una riabilitazione prima di tutto psicologica e poi fisica”. Narratori esterni, invece, sono gli studenti del liceo scientifico “Carlo Livi” di Prato, impegnati in un laboratorio teatrale sul tema del lavoro. “Per ragioni drammaturgiche avevo l’esigenza di voci esterne che potessero snocciolare i dati statistici e farli fondere con storie concrete, così da dare vita a un unico racconto – conclude Santi – Mi è sembrato interessante affidare questo ruolo a dei ragazzi giovanissimi, le persone più lontane dal mondo del lavoro sia per età che per interessi, e capire come in prospettiva percepissero certi temi. Il documentario, infatti, verrà proiettato principalmente nelle scuole e in altre occasione di formazione e di divulgazione sul tema degli infortuni sul lavoro”.


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