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Modello di organizzazione e di gestione 231

9 dicembre 2016

E-learning le attività di valutazione

 

E-learning e formazione on-line le metodologie, i criteri e gli approcci

E-learning le attività di valutazione

LE ATTIVITÀ DI VALUTAZIONE

E-learningAll’interno di un percorso formativo può essere attribuita una particolare rilevanza alle attività di valutazione. Esse non sono sempre necessarie all’interno di un percorso didattico, ma possono comunque risultare utili per consentire al discente di verificare i risultati del percorso formativo. In molti casi, però, le attività di verifica e valutazione sono formalmente necessarie e risultano di importanza significativa sia per il formatore che per il progettista. Infatti, i sistemi di valutazione, oltre a essere finalizzati ai riconoscimenti formali (esami verifiche finali, ecc.) o essere utilizzate come strumento di carattere formativo (auto-valutazioni, esercizi didattici con logiche induttive, ecc.) consentono di verificare l’efficacia del piano formativo e quindi la corrispondenza tra obiettivi prefissati ed obiettivi raggiunti. Esistono differenti tipologie di attività di valutazione: dai test a risposta chiusa, temporizzati e svolti individualmente, agli elaborati di gruppo, svolti nell’arco di un periodo di tempo prolungato, alla partecipazione dei discenti alle attività sincrone e alle discussioni formative veicolate su differenti canali e riguardanti i temi del corso. Mentre nel primo caso la valutazione viene svolta individualmente attraverso sistemi informatici, nel secondo caso il tutor è chiamato a valutare la partecipazione effettiva di tutti i discenti e il loro grado di interesse e contributo alle attività svolte.

In base alle esigenze e alle specificità del corso è utile stabilire:

• le tipologie di attività (attività auto-valutative, valutazioni formali, ecc.);

• la calendarizzazione all’interno del percorso didattico (ex ante ovvero all’inizio, a livello intermedio e/o a livello finale);

• la modalità di valutazione (valutazione delle partecipazione, delle attività, ecc.);

• i riconoscimenti formali e istituzionali, ovvero i titoli assegnati che una valutazione positiva comporta.

I sistemi di valutazione così progettati richiedono il tracciamento delle operazioni svolte dai discenti e la memorizzazione dei risultati conseguiti dopo lo svolgimento delle attività. Gli strumenti utilizzati per l’erogazione devono quindi permettere differenti modalità di tracciamento e personalizzazione, a seconda delle necessità del corso. Infine, è estremamente importante progettare la comunicazione ai discenti delle modalità di valutazione e delle informazioni ad esse correlate.

Distribuzione dei momenti di verifica dell’apprendimento Nell’ambito di un intervento formativo misto (blended) oppure totalmente online, i percorsi di verifica dell’apprendimento possono essere collocati: a) Preliminarmente, all’avvio del piano formativo Le prove di valutazione iniziali consistono solitamente in test a risposta chiusa e colloqui individuali allo scopo di identificare le competenze in entrata relativamente agli argomenti che verranno sviluppati all’interno del corso. In tal caso, i risultati dell’attività possono essere utilizzati per costruire in maniera dinamica piani di apprendimento personalizzati sulle necessità del singolo o del gruppo. I momenti di valutazione iniziali hanno anche valore di auto-valutazione per il discente e possono essere utilizzati per esplorare dimensioni propriamente non verificabili, quali la motivazione.

b) All’interno del piano formativo La valutazione svolta durante il percorso formativo può fornire al discente e al tutor un feedback correttivo sull’andamento del processo. In un’ottica più generale, tali attività oltre ad avere una finalità di verifica, rivestono un valore didattico autonomo e possono essere utilizzati in un’attenta progettazione per consentire l’auto-valutazione da parte del discente e consolidare l’apprendimento. Inoltre, se progettate come attività collaborative o esercitazioni permettono di arricchire, stimolare e rinforzare l’apprendimento.

c) Al termine del piano formativo L’attività di verifica finale ha lo scopo di misurare il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento definiti alla base del percorso didattico, ma può fornire anche indicazioni per modificare e migliorare l’intervento. Le verifiche al termine di ogni modulo rappresentano, inoltre, un criterio per l’avanzamento nelle tappe di un percorso formativo vincolato. Le attività di valutazione possono avere un valore autonomo ed essere utilizzate indipendentemente dai percorsi di apprendimento, per sole finalità di verifica. È questo il caso dei sistemi di valutazione predisposti per certificare in maniera formale le competenze possedute da un individuo in un determinato momento.

LE ATTIVITÀ PRELIMINARI: L’ADDESTRAMENTO TECNOLOGICO

Poiché ogni sistema di e-learning ha caratteristiche e funzionalità peculiari, è utile inserire un addestramento preliminare all’utilizzo degli strumenti informatici rivolto a tutti gli attori dell’interazione: tutor, docenti e corsisti. Tale attività può essere di estrema rilevanza ai fini didattici in quanto è finalizzata all’utilizzo delle piattaforme e degli strumenti integrativi a supporto delle attività didattiche sia dal punto di vista tecnico che da quello comunicativo. Per progettare attività di addestramento tecnologico è necessario stabilire:

• come, da chi, in che contesto l’addestramento viene svolto;

• quali attività svolge ciascuno degli utenti (in molti casi tutor e docenti devono essere formati anche sull’utilizzo di strumenti di amministrazione e gestione, mentre per i corsisti l’addestramento può essere limitato agli strumenti di comunicazione e fruizione dei materiali e delle informazioni);

• quanti utenti vanno formati (tutor e docenti sono spesso un gruppo numerico limitato e localizzato in un’area territoriale limitata, mentre i corsisti potrebbero essere numerosi e sparsi sul territorio nazionale);

• quali caratteristiche hanno le tecnologie da illustrare (complessità, aggiornamento, ecc.).

L’addestramento tecnologico va progettato prendendo in considerazione le caratteristiche delle tecnologie da illustrare (dalla complessità alle prospettive di continuo aggiornamento che rendono costosa la creazione di presentazioni interattive da aggiornare continuamente), le metodologie didattiche e le caratteristiche dei contenuti presenti all’interno del corso. Se l’addestramento si rivolge a docenti e tutor, si potrebbe, per esempio, pensare a incontri e a simulazioni interattive, oppure a video che mostrino le funzionalità principali degli strumenti e la modalità di utilizzo degli stessi. Tale attività può essere pensata in aula o a distanza, prima dell’erogazione o all’inizio della stessa.

I CONTENUTI

Progettare e realizzare contenuti all’interno di un percorso di apprendimento svolto in modalità e-learning è un’attività di primaria importanza poiché riguarda una delle voci generalmente più rilevanti sia dal punto di vista dei costi che da quello della qualità complessiva dell’intervento. Lo sviluppo di contenuti è legato alla necessità di fornire ai discenti due principali tipologie di materiali:

• informazioni strutturate e selezionate in base agli obiettivi didattici (lezioni);

• supporti per la comprensione, l’approfondimento o il consolidamento (glossari, articoli, esercizi, ecc.). I contenuti possono essere classificati a seconda del loro grado di strutturazione e del “momento in cui vengono prodotti”. In questo senso si possono individuare tre tipologie di contenuto:

• Contenuti “predefiniti”, ovvero strutturati e “chiusi” prima dell’inizio del corso: lezioni, casi di studio applicativi, approfondimenti, simulazioni, esercizi oppure materiali di supporto quali glossari, manuali, linkografie, bibliografie, ecc. Tali materiali possono essere realizzati con formati multimediali differenti a seconda del contesto specifico. Ad esempio, le lezioni possono essere costituite da testi, da video, da mappe commentate, da interazioni, ecc.

• Contenuti “live”: essi, al contrario dei contenuti “predefiniti”, si costruiscono durante il corso. Si tratta in generale di nuovi contenuti offerti ai discenti lungo il percorso, che arricchiscono o completano lo stesso in base alle esigenze emerse durante l’attività formativa. Esempi di questa tipologia sono i seminari e le web conference erogate in modalità live” (in diretta) e archiviate sotto forma di registrazione. L’archivio delle registrazioni costituisce un bacino di contenuti da fruire come contenuti statici, da navigare e ascoltare in qualsiasi momento. Appartengono alla stessa categoria altre tipologie di contenuti come gli audio di un podcast o i post di blog e forum nei quali il docente introduce riflessioni che completano il percorso di apprendimento.

• Contenuti “aperti”: essi si presentano in forma di spunti da elaborare, frame da integrare, semilavorati che vengono offerti ai discenti come tracce sulle quali sviluppare attività di approfondimento e di integrazione. Quest’ultima tipologia, inizialmente trascurata dal mondo dell’e-learning, sta acquistando sempre più importanza grazie a tutti gli strumenti disponibili in rete che permettono lo sviluppo collaborativo di contenuti (wiky, blog, ecc.). Infine è interessante riflettere sull’utilità e l’opportunità di introdurre contenuti all’interno di un percorso didattico.

L’affermazione può apparire provocatoria, ma non è a priori indispensabile che un percorso di e-learning contenga contenuti strutturati: è possibile, infatti, progettare un corso basato esclusivamente su attività che prevedono la collaborazione tra i discenti e l’interazione con tutor di processo e docenti, senza inserire contenuti a supporto. Se l’obiettivo, ad esempio, è quello che i discenti apprendano modalità efficienti di lavoro di gruppo, è possibile proporre un corso costituito esclusivamente di attività, i cui risultati sono poi commentati dal docente che porterà gli studenti ad estrarre e razionalizzare i modelli di comportamento più efficaci.

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