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Modello di organizzazione e di gestione 231

9 giugno 2015

Fitofarmaci proprietà ambientali e dati di utilizzo dei prodotti fitosanitari

L'indicatore di pressione che viene proposto vuole migliorare quello comunemente utilizzato per caratterizzare l’impatto da attività agricola, corrispondente al dato quantitativo di impiego di prodotti fitosanitari in un determinato territorio, introducendo una sorta di “peso specifico ambientale” moltiplicativo

Anno di pubblicazione: 2015 A cura di: A. Franchi, ARPAT-Direzione Tecnica

L’impiego di fitofarmaci è da sempre l’ indicatore di pressione più utilizzato per misurare il potenziale impatto sull’ambiente derivante dall’ attività agricolaL’impiego di fitofarmaci è da sempre l’ indicatore di pressione più utilizzato per misurare il potenziale impatto sull’ambiente derivante dall’ attività agricola. Da quanto emerge dai dati vendita, da alcuni anni il consumo di fitofarmaci in Italia è in lenta ma progressiva decrescita. Secondo dati ISTAT, agli inizi degli anni 2000 erano venduti in Italia poco più di 90.000 tonnellate di fitofarmaci (circa 7 kg/ha SAU), nel 2012 la quantità è calata a poco più di 60.000 tonnellate (meno di 6 kg/ha SAU).

Secondo dati forniti dal Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), ad oggi circa il 50% dei prodotti utilizzati in Italia è rappresentato da composti a base di rame e a base di zolfo, poco più del 40% è rappresentato da prodotti organici di sintesi , il restante 10% da altri prodotti.

I prodotti organici di sintesi si riferiscono a più di 400 diverse sostanze attive in commercio in Italia negli ultimi anni, anche se soltanto una decina rappresentano il 50% della quantità totale venduta e circa un centinaio rappresentano il 90%.

Alcune delle sostanze appartenenti a questa categoria possono rappresentare un rischio per l’ambiente, soprattutto per il loro possibile impatto sulla risorsa idrica, come dimostrano i risultati del monitoraggio delle acque in Italia degli ultimi anni .

In Italia negli ultimi 5 anni la quantità complessiva di prodotti organici di sintesi venduti è diminuita gradualmente fino a raggiungere nel 2012 l’ammontare di poco superiore alle 12.500 tonnellate. Parallelamente si osserva nello stesso periodo un incremento dei prodotti a base di zolfo, quantità che dal 2002 è quasi quadruplicata.

La quantità utilizzata di fitofarmaci su un determinato territorio è un buon indicatore di pressione come tale, che tuttavia può essere ulteriormente migliorato se alla quantità vengono associate informazioni sulle proprietà ambientali, eco-tossicologiche e tossicologiche di ciascuna sostanza attiva con lo scopo di differenziare il grado di pressione esercitato sull’ambiente. Per caratterizzare l’impatto dei prodotti organici di sintesi da attività agricola, l’indicatore proposto introduce una specie di “peso specifico ambientale” collegato alla quantità effettiva utilizzata, utile per caratterizzare meglio la pressione esercitata sull’ambiente dai fitofarmaci impiegati e rendere meglio confrontabili quantità derivanti da prodotti diversi caratterizzati da un diverso comportamento e destino ambientale.

L’impiego di fitofarmaci è da sempre l’ indicatore di pressione più utilizzato per misurare il potenziale impatto sull’ambiente derivante dall’ attività agricolaFitofarmaci proprietà ambientali e dati di utilizzo dei prodotti fitosanitari

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