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Modello di organizzazione e di gestione 231

23 gennaio 2017

I contenuti di un progetto e-learning

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E-learning e formazione professionale

I contenuti di un progetto e-learning

E-learningL’e-learning comporta un notevole cambiamento nelle modalità di svolgimento delle attività formative,  dei  ruoli ricoperti dagli attori coinvolti e delle risorse impiegate per diffondere la conoscenza. Tali modifiche determinano numerose problematiche, ma al tempo stesso rappresentano anche delle sfide da raccogliere per arrivare alla diffusione di questa modalità di formazione, in tutti gli ambiti nei quali la sua applicazione  può creare un valore aggiunto rispetto ai sistemi finora utilizzati. Un corso on line è strutturato in moduli. Ciascun modulo ha una sua autonomia, ma deve inserirsi con coerenza nel progetto complessivo del corso. Peculiare del modulo è il rapporto fra gli obiettivi di formazione, i contenuti e le discipline, rispetto all’insegnamento tradizionale. In quest’ultimo la disciplina costituisce il contenuto dell’apprendimento. Nell’approccio modulare, invece, la disciplina è strumentale rispetto al contenuto.

Il progettista deve chiedersi come può migliorare le performance aziendali con il contenuto formativo all'interno del corso. In pratica questo strumento formativo deve identificare gli apporti concreti che può offrire al miglioramento della “catena del valore aziendale”: l'accelerazione dei processi di apprendimento, fornire una distribuzione capillare delle informazioni, trasferire metodologie di lavoro e di comportamento, far apprendere tecniche, migliorare la qualità di lavoro, rapidità di aggiornamento, ect, con l'obiettivo di una crescita d elle risorse umane dell'impresa che si rifletterà con un ritorno economico per l'impresa e vantaggio competitivo. Inoltre è importante allineare il percorso di studio personalizzato sui gap di competenze individuali L'offerta formativa deve essere la risposta al GAP di competenza rilevata attraverso valutazione condotta sui discenti. Quindi differenziare i percorsi formativi secondo le necessità formative del discente dopo aver valutato le competenze e ovviamente dopo avere inizialmente definito i profili professionali. Un prodotto per la formazione in autoapprendimento ha sicuramente dei vantaggi e svantaggi. E’ necessario che il progettista inserisca nel prodotto formativo in autoapprendimento (e-learning o CBT) tutte le facilitazioni e servizi possibili, affinché il discente senta meno la differenza con la formazione tradizionale in aula. Solo cosi la formazione in autoapprendimento può essere considerata un valido strumento di apprendimento alternativo al tradizionale.

La tecnologia messa al servizio della didattica favorisce l’adozione della metodologia più congeniale per produrre ed erogare contenuti efficaci: ne consegue che la continua evoluzione delle tecnologie influisce sul modo di fare e-learning. E-learning non è solo applicazione di nuove tecnologie per la formazione. E’ necessario un metodo di progettazione di soluzioni che consenta di compiere le scelte più adeguate per il contesto in cui queste devono essere applicate: Formazione totalmente a distanza o formazione mista? Progettazione di un percorso di studio o selezione di un repository di informazioni non strutturate? Realizzazione dei contenuti o acquisto di pacchetti (Learning Object) da società editoriali specializzate?

La tecnologia basata su Internet offre soluzioni per la gestione della conoscenza. L’ontologia consente di evidenziare relazioni tra contenuti che apparentemente sembrano indipendenti tra loro, dando un valore aggiunto a ogni informazione. In futuro saranno inoltre applicabili soluzioni di e-learning basate sul web semantico.; un’evoluzione di Internet che da semplice sistema di comunicazione e recupero di documenti diventa sistema “intelligente”, capace di comprendere il contenuto dei documenti (e quindi anche dei contenuti didattici) e di presentare, su richiesta dell’utente, solo le informazioni di cui effettivamente ha bisogno. Ontologie, domini di conoscenza, motori inferenziali, sono solo alcune delle parole chiave con cui impareremo a confrontarci nell’era del Web Semantico per una nuova evoluzione della gestione della conoscenza.

Progettare e realizzare contenuti all’interno di un percorso di apprendimento svolto in modalità e-learning è un’attività di primaria importanza poiché riguarda una delle voci generalmente più rilevanti sia dal punto di vista dei costi che da quello della qualità complessiva dell’intervento.

Lo sviluppo di contenuti è legato alla necessità di fornire ai discenti due principali tipologie di materiali:

• informazioni strutturate e selezionate in base agli obiettivi didattici (lezioni);

• supporti per la comprensione, l’approfondimento o il consolidamento (glossari, articoli, esercizi, ecc.).

I contenuti possono essere classificati a seconda del loro grado di strutturazione e del “momento in cui vengono prodotti”. In questo senso si possono individuare tre tipologie di contenuto:

• Contenuti “predefiniti”, ovvero strutturati e “chiusi” prima dell’inizio del corso:

lezioni, casi di studio applicativi, approfondimenti, simulazioni, esercizi oppure materiali di supporto quali glossari, manuali, linkografie, bibliografie, ecc. Tali materiali possono essere realizzati con formati multimediali differenti a seconda del contesto specifico. Ad esempio, le lezioni possono essere costituite da testi, da video, da mappe commentate, da interazioni, ecc.

• Contenuti “live”: essi, al contrario dei contenuti “predefiniti”, si costruiscono durante il corso. Si tratta in generale di nuovi contenuti offerti ai discenti lungo il percorso, che arricchiscono o completano lo stesso in base alle esigenze emerse durante l’attività formativa. Esempi di questa tipologia sono i seminari e le web conference erogate in modalità live” (in diretta) e archiviate sotto forma di registrazione.

L’archivio delle registrazioni costituisce un bacino di contenuti da fruire come contenuti statici, da navigare e ascoltare in qualsiasi momento. Appartengono alla stessa categoria altre tipologie di contenuti come gli audio di un podcast o i post di blog e forum nei quali il docente introduce riflessioni che completano il percorso di apprendimento.

• Contenuti “aperti”: essi si presentano in forma di spunti da elaborare, frame da integrare, semilavorati che vengono offerti ai discenti come tracce sulle quali sviluppare attività di approfondimento e di integrazione. Quest’ultima tipologia, inizialmente trascurata dal mondo dell’e-learning, sta acquistando sempre più importanza grazie a tutti gli strumenti disponibili in rete che permettono lo sviluppo collaborativo di contenuti (wiky, blog, ecc.).

Infine è interessante riflettere sull’utilità e l’opportunità di introdurre contenuti all’interno di un percorso didattico. L’affermazione può apparire provocatoria, ma non è a priori indispensabile che un percorso di e-learning contenga contenuti strutturati: è possibile, infatti, progettare un corso basato esclusivamente su attività che prevedono la collaborazione tra i discenti e l’interazione con tutor di processo e docenti, senza inserire contenuti a supporto. Se l’obiettivo, ad esempio, è quello che i discenti apprendano modalità efficienti di lavoro di gruppo, è possibile proporre un corso costituito esclusivamente di attività, i cui risultati sono poi commentati dal docente che porterà gli studenti ad estrarre e razionalizzare i modelli di comportamento più efficaci.

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