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Modello di organizzazione e di gestione 231

30 dicembre 2014

I farmaci chemioterapici antiblastici


L'uso sempre più frequente di farmaci chemioterapici a domicilio del paziente ha fatto sì che l'attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni si rivolgesse anche agli ambienti di vita e non solo ai luoghi di lavoro

I farmaci chemioterapici antiblastici
vengono usati da circa quarant’anni per curare le patologie neoplastiche. Ultimamente si è assistito ad un significativo incremento sia dei principi attivi utilizzati che delle patologie che vedono il loro impiego. Questi farmaci sono rappresentati da un gruppo di composti chimici dotati di spiccata citotossicità, che si esplica però sia verso le celluleI farmaci chemioterapici antiblastici neoplastiche che verso le cellule dei tessuti normali.


I chemioterapici antiblastici rientrano nella categoria dei farmaci “ad alto rischio o ad alto livello di attenzione” a causa della potenziale tossicità e teratogenicità per l’organismo ed è necessario considerarli come sostanze potenzialmente pericolose per gli operatori che le manipolano. Pertanto, negli ultimi anni, sono stati condotti numerosi interventi per prevenire il rischio di danni alla salute dei lavoratori esposti a farmaci chemioterapici antiblastici.

Attualmente, per quanto riguarda la legislazione vigente ed in particolare il D.Lgs 81/2008 e s.m.i., i chemioterapici antiblastici devono considerarsi nell’ambito del Titolo IXSostanze pericolose”. La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro impone l’adozione di specifiche misure di cautela per ridurre le contaminazioni accidentali e prevede che i lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici siano adeguatamente formati e informati sui rischi, sulle corrette modalità di manipolazione dei farmaci antiblastici e dei materiali contaminati, sull'uso dei dispositivi di protezione individuale e collettiva, sul significato del monitoraggio ambientale e della sorveglianza sanitaria.

L'uso sempre più frequente di questi farmaci a domicilio del paziente ha fatto sì che l’attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni si rivolgesse anche agli ambienti di vita e non solo ai luoghi di lavoro. La somministrazione a domicilio infatti ha dei rischi non solo per il paziente ma anche per i componenti del nucleo familiare, in quanto operazioni particolarmente delicate, come ad esempio la manipolazione del farmaco e lo smaltimento dei rifiuti, non vengono più svolte da personale sanitario debitamente formato ed informato.

Nelle situazioni di esposizione a chemioterapici antiblastici il successo degli interventi di prevenzione è strettamente legato alla conoscenza del rischio per la salute e delle azioni da adottare per prevenire una eventuale contaminazione.

I farmaci chemioterapici antiblastici

INAIL
Data:   22/12/2014
Argomento: Medicina
Tipologia: Opuscolo informativo


Introduzione
Definizione e classificazione dei chemioterapici
Effetti sull’organismo
Tipologia di somministrazione
Vie di esposizione
Fasi di rischio e misure di prevenzione
Aspetti di comunicazione équipe medica-paziente-familiari
Glossario


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