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4 febbraio 2016

Ideambiente n. 1 2016

Istituto Superiore per la  Protezione e la Ricerca Ambientale

Ideambiente n. 1 2016

La lotta ai cambiamenti climatici parte da ognuno di noi Il clima secondo Obama L’Accordo di Parigi: contenuti, limitiIl nuovo numero di Ideambiente. Tra i temi affrontati, la Cop21 di Parigi, le misure per contrastare l’emergenza smog, i trend del clima e gli effetti sulla salute, la desertificazione, il fenomeno dei rifugiati climatici, con uno sguardo alle politiche statunitensi in materia. Ampio spazio, inoltre, al Rapporto rifiuti ISPRA, alle iniziative in difesa del verde urbano e a numerosi eventi ed attività legate all’ambiente e alla sostenibilità, nonché notizie e curiosità dal Sistema delle Agenzie ambientali e dal mondo della Ricerca.

Quando mi accingevo a scrivere questo editoriale, erano ormai passati diversi giorni dalla chiusura della XXI Conferenza delle parti di Parigi: molto è stato scritto sulle diverse testate e detto in varie occasioni, da telegiornali e trasmissioni di approfondimento sul tema. C’è stato chi ha criticato fermamente le decisioni prese in quella sede, a volte senza una esatta cognizione, sottolineando l’inutilità di tali manifestazioni per un ambiente che ha bisogno di fatti più che di parole scritte, chi invece si è detto entusiasta e considera gli esiti della conferenza alla stregua di una panacea. Chi scrive non prenderà posizioni, non è né il mio ruolo né quello dell’istituto che presiedo. Mi limiterò a qualche considerazione, anche tenendo conto delle competenze e delle conoscenze che in ISPRA ci sono sui temi dibattuti a Parigi e di quanto riferitomi da parte di chi dell’ISPRA ha seguito direttamente quel dibattito. E’ ormai innegabile per chiunque, anche per gli scettici della prima ora, che l’andamento del clima degli ultimi decenni rappresenta un grave rischio non solo per l’ambiente naturale, ma per l’umanità stessa e per il suo habitat, cioè il territorio, tanto che, se non si corre ai ripari e non si adottano soluzioni efficaci, il futuro potrebbe essere molto difficile, se non drammatico. Non c’è tema di cui ci occupiamo in ISPRA che non ci costringa ad affrontare il clima ed il suo mutare, dalle emissioni di gas serra alla qualità dell’aria, dalla biodiversità alle dinamiche dell’ambiente marino, dall’uso di fitofarmaci e pesticidi in agricoltura agli impatti dei cicli produttivi. Sottolineo, se mai ce ne fosse bisogno, il ruolo dell’ISPRA in qualità di supporto scientifico e tecnico tanto ai decisori, chiamati, mai come ora, a tradurre in azioni concrete i dati e le informazioni che l’Istituto elabora e diffonde anche attraverso i suoi Rapporti annuali (mi riferisco, ad esempio, all’Inventario Nazionale ISPRA sulle emissioni di gas serra, pubblicato di recente), quanto ai soggetti chiamati ad operare per fronteggiare impatti, crisi ed emergenze ambientali.

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