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Modello di organizzazione e di gestione 231

24 settembre 2015

Il rischio biologico negli ambulatori Prime Cure INAIL

Proposta di valutazione attraverso una metodologia integrata Risultati

Il rischio biologico negli ambulatori Prime Cure INAIL 2015

sicurezza_lavoroCon il Volume Il rischio biologico negli ambulatori “Prime Cure Inail. Proposta di valutazione attraverso una metodologia integrata”, edito nel 2013, la Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione dell’ Inail ha pubblicato l’impianto metodologico messo a punto per la valutazione del rischio biologico negli Ambulatori Inail Prime Cure, nell’ottica di rispondere alla necessità di uniformare all’interno dell’Istituto, su scala nazionale, le metodologie e le procedure di accertamento di tale rischio occupazionale. Infatti, nonostante l’ampia disponibilità di linee guida, buone prassi, indicazioni operative etc. per la prevenzione ed il controllo del rischio biologico negli ambienti sanitari, a tutt’oggi manca una metodologia di riferimento validata per la valutazione. L’attività è stata condotta in collaborazione con la Consulenza Statistico Attuariale, l’Unità Operativa (U.O.) Laboratorio del Dipartimento di Genova dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL) e il Laboratorio di Micologia del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente (DSTA) dell’Università degli Studi di Pavia. La metodologia proposta, validata presso gli Ambulatori “Prime Cure” di Sedi Inail delle regioni Lazio, Liguria, Umbria, Marche, Puglia e Toscana – ove non si fa utilizzo deliberato di agenti biologici - è stata sviluppata sulla base del metodo “Bio-ritmo”, elaborato da Inail e ARPA Liguria per le attività dei laboratori chimici e biologici e successivamente generalizzato per permetterne l’applicazione in differenti settori lavorativi. La metodologia si sviluppa attraverso tre fasi successive:

1. Raccolta sistematica e organizzata di dati, relativi ad ambienti, attività e procedure di lavoro, aventi rilevanza ai fini dell’analisi delle fonti di pericolo nel contesto lavorativo vigente;

2. Inserimento dei dati in un algoritmo di valutazione del rischio, che fa riferimento al metodo “a matrice”, ampiamente utilizzato in Igiene Industriale per la valutazione semi quantitativa dei rischi occupazionali;

3. Individuazione e pianificazione degli interventi migliorativi da attuare. La ricognizione dettagliata dell’attività lavorativa oggetto di valutazione, condotta attraverso la raccolta di informazioni distinte per i diversi ambulatori specialistici e le diverse mansioni, consente di attribuire un valore numerico ai diversi coefficienti di cui si compone l’algoritmo e di definire, di conseguenza, il livello complessivo del rischio biologico.

La somministrazione di un questionario sulla percezione dei rischi al personale interessato completa la valutazione del rischio, fornendo informazioni utili per la pianificazione o la modifica, nell’ottica del miglioramento continuo, degli interventi di formazione, informazione e addestramento ai fini della prevenzione del rischio di esposizione ed anche per intervenire a livello di gestione della sicurezza e di modifica degli ambienti. Qualsiasi fattore biologico in grado di alterare l’equilibrio ambientale può agire negativamente sulla qualità degli ambienti indoor sede di vita e di attività antropica. Così come per ogni altra sostanza aerodispersa che possa avere effetti sulla salute dell’uomo, anche la misura della presenza dei batteri e dei funghi nell’aria può essere utile per la valutazione del rischio biologico nell’ambiente confinato, sia esso inteso come indoor lavorativo che residenziale.

É previsto pertanto anche il monitoraggio della contaminazione microbiologica ambientale, avvalendosi di metodologie di campionamento e analisi standardizzate, per verificare lo stato igienico generale sotto il profilo dell’esposizione dei lavoratori ad agenti biologici per via inalatoria e/o per contatto diretto. In questo secondo Volume gli Autori intendono presentare i risultati dell’applicazione di tale metodologia integrata agli ambulatori ‘Prime cure’ delle Sedi Inail coinvolte nell’attività. Il lavoro è stato condotto con l’intento di fornire un ausilio alla valutazione del rischio biologico ed alla conoscenza del livello di contaminazione microbiologica che differenzi l’ambiente salubre da quello insalubre, con opportuni riferimenti allo stato microbiologico dell’aria, al tipo di locale, di persone che lo frequentano e di attività di lavoro che vi si svolgono. Per una panoramica sulle caratteristiche degli agenti biologici di più frequente riscontro in ambienti di lavoro assimilabili a quelli oggetto dello studio, si rimanda agli approfondimenti sulla componente microfungina di cui al paragrafo 3.4 ed alle schede tecniche informative sui pericoli biologici, pubblicate nel Volume edito nel 2013.

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