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Modello di organizzazione e di gestione 231

28 novembre 2012

INAIL – A Milano la sicurezza sul lavoro arriva dal basso

Il cantiere di Porta Nuova a Milano

27 novembre 2012. Il merito è del progetto realizzato da Gae Engineering e Avventura Urbana nel cantiere di Porta Nuova Garibaldi, dove in tre anni si sono verificati solo tre infortuni tra i suoi 500 operai di 27 nazionalità diverse, grazie a una gestione attiva della prevenzione che capovolge l'approccio prescrittivo e sanzionatorio a favore di quello partecipato

MILANO - "In cantiere ci sono persone che hanno delle capacità e delle idee e che non hanno la possibilità di esprimersi. Gli operai sanno cose che gli ingegneri non sanno". Così Alessio, pontista della MTN Ponteggi, impresa coinvolta nel progetto di Porta Nuova Garibaldi a Milano, ha commentato la sua partecipazione al concorso "La sicurezza ti premia", una delle tappe del progetto di sicurezza partecipata realizzato da Gae Engineering e Avventura Urbana.

Una soluzione semplice per un rischio reale e frequente. Insieme ad Alberto, Alessio ha proposto un supporto di bloccaggio della tenaglia, uno degli attrezzi di lavoro più diffusi in cantiere, agganciato alla cintura. Una soluzione selezionata nella categoria miglioramenti dei dispositivi di protezione individuale poco costosa e facile da realizzare per proteggersi da un rischio reale e frequente. Per Luigi, preposto dell'impresa Fecarbo, premiato per aver ideato un dispositivo di sicurezza per il lavoro sui solai, "il progetto di sicurezza partecipata ha fatto conoscere un metodo di lavoro nuovo e ha dimostrato che si può tenere alta la produttività del cantiere anche lavorando in sicurezza. Basta cercare la soluzione migliore".

L'esperienza replicata nel restauro del Museo Egizio di Torino. L'approccio di individuare soluzioni dal basso, in un cantiere ad alta visibilità che in tre anni ha registrato solo tre infortuni tra i 500 operai di 27 nazionalità diverse che ci lavorano, mostra che la sicurezza partecipata è vincente. Il progetto di sicurezza partecipata - nato da un'idea di Giuseppe Amaro, della Gae Engineering, azienda che si occupa di gestione della sicurezza, in particolare nei cantieri, in collaborazione con Avventura Urbana, società esperta in progettazione partecipata - è in fase di realizzazione anche nel cantiere di restauro del Museo Egizio di Torino, dove la Gae è impegnata direttamente.

Il lavoratore fulcro di tutte le attività di prevenzione. Il progetto è il primo esperimento di gestione attiva della sicurezza in Italia che capovolge l'approccio prescrittivo e sanzionatorio a favore di quello partecipato come metodo di miglioramento continuo della sicurezza. Indagine, ascolto e mediazione sono gli strumenti che nel cantiere hanno permesso di superare la distanza tra norme e comportamenti reali facendo del lavoratore il fulcro di tutte le attività legate alla sicurezza.

"Nella pratica quotidiana regole e prassi sono scollegate". Ed è proprio il lavoratore il punto comune delle buone prassi presentate durante la giornata dedicata ai partner della campagna 2012-2013 "Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi", promossa dall'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (Eu-Osha). In occasione della giornata Amaro ha condiviso la sua esperienza di sicurezza partecipata e in quanto partner della campagna europea, incentrata sulla collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, ha ricordato che nella pratica quotidiana "regole e prassi sono scollegate", sottolineando la necessità di "attivare una funzione di intermediazione che li connetta", partendo dai comportamenti reali degli operai, dei capocantieri e dei datori di lavoro.

Dallo shadowing all'ascolto creativo. Il metodo utilizzato è quello dello shadowing, un particolare tipo di osservazione "partecipante" in cui l'esperto segue come un'ombra il lavoratore nel corso di tutta la sua giornata, osservando le attività svolte. Nella fase successiva di ascolto creativo, tecnici e operai, con l'aiuto di mediatori esperti, individuano insieme delle soluzioni per migliorare o semplificare alcune procedure di lavoro rendendole più sicure. In questo modo la condivisione dei diversi punti di vista, molto spesso impliciti, che convivono in un cantiere permette di superare i racconti e le risposte standard sulla sicurezza, dettati spesso dalla paura della sanzione.

Sette regole da ricordare. Interviste di approfondimento, focus group, confronti creativi, concorso di idee hanno contribuito a migliorare la percezione del rischio in cantiere, con una forte riduzione degli infortuni, a individuare sette regole "da ricordare", che sono state affisse con manifesti tradotti in tutte le lingue parlate in cantiere per migliorare le modalità di comunicazione e innalzare la percezione del rischio. L'ultima ricorda che "se c'è una regola per la sicurezza è perché qualcuno, prima di te, si è fatto male quando la regola non c'era".

Raccolti i contributi di tutti i soggetti coinvolti. Tra i risultati innovativi della sperimentazione come utile strumento di prevenzione è stato elaborato il piano di sicurezza e coordinamento partecipato, trasformando il piano di sicurezza e coordinamento in uno strumento di lavoro utile perché applicabile e comprensibile. Il piano, infatti, è stato arricchito dai contributi di tutti i soggetti coinvolti nella redazione e dai contributi di quelli che lo utilizzano. Rispetto al piano di sicurezza ordinario, quello partecipato si arricchisce di nuovi capitoli nei quali si individuano soluzioni per migliorare la sicurezza in una fase anticipata rispetto a quella di esecuzione dei lavori, definendo problemi e soluzioni con margini molto più ampi, difficilmente realizzabili quando i lavori sono già in fase avanzata.

Una funzione più operativa per il piano delle attività. Lo sforzo è stato quello di dare al piano di sicurezza partecipata una funzione più operativa, con l'aggiunta di un capitolo sulla programmazione delle attività di cantiere, dove per ogni fase di lavorazione è indicato un livello di rischio collegato alle singole attività previste. L'obiettivo è quello di favorire la consapevolezza delle imprese del fattore di rischio presente nelle scelte progettuali e di realizzazione dell'opera e di guidarle nella scelta di modalità di esecuzione in cui la sicurezza prevale su costi ed efficienza.

(Valeria Rey)

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