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22 novembre 2012

INAIL – Amianto, dal 22 al 24 novembre a Venezia la seconda Conferenza nazionale

Renato Balduzzi

21 novembre 2012. Presentata la tre giorni che dovrà elaborare un piano nazionale articolato su tre filoni principali: bonifica dei siti inquinati, presa in carico dei malati e ricerca scientifica. Il ministro della Salute Balduzzi: "Fondamentale non abbassare la guardia, il picco delle patologie correlate sarà raggiunto solo nel 2020"

ROMA - L'amianto ''è una realtà con cui dovremo convivere ancora per molto tempo. Il picco delle malattie correlate sarà infatti raggiunto attorno al 2020, quindi sarà ancora una lunga sofferenza'' rispetto alla quale ''vogliamo dare alla gente una risposta di speranza, anche agendo attraverso un miglior coordinamento della ricerca scientifica''. Lo ha detto questa mattina il ministro della Salute, Renato Balduzzi, presentando la seconda Conferenza governativa sulle patologie asbesto-correlate che si svolgerà a Venezia dal 22 al 24 novembre.

"Una grande questione internazionale che va riportata alla luce". Per il ministro della Salute è fondamentale ''non abbassare la guardia: molto è stato fatto, ma molto c'è ancora da fare sia in riferimento alla bonifica dei siti inquinati, sia rispetto alla presa in carico dei malati, ma anche in riferimento alla questione dei risarcimenti e per la ricerca scientifica''. Quella dell'amianto, ha aggiunto, ''è una grande questione internazionale che tende, però, ad andare sotto traccia. Periodicamente deve quindi essere riportata alla luce''.

I lavori sull'isola di San Giorgio Maggiore articolati in tre sessioni. I lavori della Conferenza nazionale sull'amianto - promossa dal ministero della Salute in collaborazione con i ministeri dell'Ambiente, del Lavoro e delle Politiche sociali, e realizzata attraverso un accordo con l'Università Ca' Foscari e la Fondazione Giorgio Cini - per tutta la loro durata si svilupperanno nella sede della Fondazione, sull'isola di San Giorgio Maggiore, e saranno articolati in tre sessioni parallele dedicate alla ricerca clinica e di base, alla sanità pubblica e ricerca epidemiologica, e alle bonifiche e ai metodi di inertizzazione.

Il contributo dell'INAIL. L'Istituto interverrà alla Conferenza nazionale di Venezia con il presidente Massimo De Felice, che prenderà la parola nel corso della sessione di apertura di domani, giovedì 22 novembre. Nel pomeriggio Alessandro Marinaccio, ricercatore presso il dipartimento di Medicina del lavoro di INAIL Ricerca e responsabile del ReNaM, il Registro nazionale dei mesoteliomi, illustrerà i dati del quarto rapporto ReNaM nel corso della sessione dedicata alla sanità pubblica e alla ricerca epidemiologica. La mattina di venerdì 23 novembre, nell'ambito dei lavori della stessa sessione, l'avvocato generale dell'Istituto, Luigi La Peccerella, interverrà sul processo Eternit e la costituzione di parte civile dell'INAIL come contributo all'accertamento delle condizioni di salute sicurezza negli ambienti di lavoro. Angela Goggiamani, della Sovrintendenza medica generale dell'Istituto, nel pomeriggio di venerdì presenterà invece i dati INAIL relativi alla tutela assicurativa per le patologie asbesto-correlate di origine professionale, anche in funzione dell'operatività del Fondo vittime dell'amianto.

"L'assistenza ai malati deve essere omogenea su tutto il territorio". Dalla Conferenza, ha spiegato oggi Balduzzi, ''verrà un piano nazionale sull'amianto che sarà articolato su tre filoni principali: la bonifica dei siti inquinati, la presa in carico dei malati e i problemi risarcitori, la ricerca scientifica''. La questione, ha sottolineato il ministro, resta di interesse prioritario e nel riparto delle risorse finanziarie per la sanità per il 2012 di prossima definizione "tra gli obiettivi indicati c'è anche il trattamento dei tumori rari come il mesotelioma, correlato all'esposizione all'amianto''. L'assistenza ai malati di patologie correlate, inoltre, ''deve essere resa omogenea nelle diverse regioni e uno dei compiti della conferenza è proprio riuscire a trovare una standardizzazione della presa in carico di questi malati da parte del Servizio sanitario nazionale, aspetto che sarà inserito nel piano nazionale sull'amianto''.

"Per l'Italia un ruolo di prima linea in Europa". La Conferenza, ha assicurato Balduzzi, "non sarà una passerella ma una tre giorni di lavoro. Alla fine contiamo di dare un prodotto concreto, un elemento di speranza per le comunità locali interessate e per tutti, perché l'amianto appartiene all'esperienza di tutti i nostri territori". Dopo la prima conferenza nazionale sull'amianto nel 1999, ha ricordato il ministro, è stato realizzato il registro nazionale sui mesoteliomi, patologia oncologica correlata all'amianto, ma ''molto resta da fare'', a partire dalle bonifiche dei siti inquinati e dalla presa in carico dei malati di patologie asbesto-correlate. Il ruolo dell'Italia nella lotta all'amianto si conferma però di prima linea e ''quest'anno l'Italia ha avuto il mandato dell'Ue per avviare una rete europea dei centri di riferimento per la lotta ad alcune patologie rare tra cui il mesotelioma''.

Vent'anni fa la messa al bando in Italia. Dal secondo dopoguerra fino alla messa al bando dell'amianto, avvenuta nel 1992, l'Italia è stata uno dei maggiori produttori e utilizzatori di amianto, con un consumo di oltre 3,5 milioni di tonnellate. Gli utilizzi hanno riguardato uno spettro di attività industriali molto ampio, dalla cantieristica navale all'edilizia. Ancora oggi, a due decenni dal varo della legge 257 del 27 marzo 1992 che sancì lo stop all'impiego dell'amianto - divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione, produzione di amianto e di prodotti che lo contengono - sul territorio nazionale sono ancora presenti diversi milioni di tonnellate di materiali compatti contenenti la fibra killer.

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