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Modello di organizzazione e di gestione 231

15 gennaio 2013

INAIL – Amianto: otto morti alla Grandi Motori. Indagati gli ex dirigenti

il complesso industriale triestino

15 gennaio 2013. Secondo la Procura di Trieste i manager - nel corso di 29 anni, dal 1971 al 2000 - non avrebbero attuato misure per la bonifica della fibra dallo stabilimento né avvisato i dipendenti del pericolo, causando la manifestazione del mesotelioma pleurico. Adesso sono accusati di omicidio e cooperazione colposi

TRIESTE - La Procura della Repubblica ha concluso le indagini su otto decessi per mesotelioma pleurico di lavoratori della Grandi Motori Trieste. Secondo le prime informazioni trapelate, le notifiche sono andate a quattro ex dirigenti, indagati per omicidio colposo e cooperazione colposa. Le esposizioni a amianto vanno dal 1971 al 2000. Gli indagati sono il direttore generale di Grandi Motori Trieste (Gmt) negli anni dal 1970 al 1977, il presidente e amministratore delegato dal 1977 al 1984, il direttore generale e amministratore delegato di Fincantieri (Divisione grandi motori) dal 1984 al 1992 e un membro del consiglio di amministrazione di Fincantieri dal 1984 al 1994.

Tra le contestazioni: gli operai lavoravano senza maschere protettive. La Procura contesta ai quattro di non aver posto in essere misure per la sostituzione dell'amianto, di non aver dotato gli ambienti di lavoro di impianti fissi e mobili per l'aspirazione e di non aver posto l'amianto in ambienti separati. Ancora, ai lavoratori non sono state date informazioni sui pericoli e nemmeno fornite le mascherine. I lavoratori morti per amianto erano attivi in vari reparti: saldatori, collaudatori e attività manutentiva. La proprietà dello stabilimento della Grandi Motori è più volte passata di mano: dal 1966 al 1972 è stato di Fiat-Iri, dal 1972 al 1982 di Grandi Motori Trieste (dal 1975 totalmente trasferita all'Iri), dal 1984 al 1998 di Fincantieri, dal 2000 è della multinazionale finlandese Wartsila.

Il primo fascicolo riguardante l'asbesto a Trieste. "E' difficile indicare le responsabilità per esposizione da amianto, nel territorio di Trieste, essendoci o essendoci state molte attività a rischio - ha affermato alla stampa il Procuratore generale, Michele Dalla Costa. Il fascicolo relativo alle otto morti per mesotelioma pleurico alla Grandi Motori rappresenta un primo caso in cui gli inquirenti sono riusciti a circoscrivere delle eventuali colpevolezze. La Procura ha in corso, inoltre, un ulteriore filone di indagini per altri sei casi di decessi alla Gt: tre sarebbero  recenti, gli altri tre casi sono stati riaperti dal gip proprio alla luce dell'inchiesta della Procura, dopo un'iniziale archiviazione per carenza di motivazione.

Il ceo Razeto: "La fibra killer è ormai bandita da anni". "Una volta si usava l'amianto, o materiali che lo contenessero, ora sono anni e anni che sono stati banditi - ha commentato il presidente e Ceo di Wartsila Italia, Sergio Razeto. Wartsila e i suoi dirigenti non sono indagati e il periodo oggetto dell'indagine della procura di Trieste si chiude prima dell'insediamento della multinazionale finlandese nello stabilimento friulano della ex Grandi Motori. Razeto - che è anche presidente di Confindustria Trieste - ha voluto ricordare che "al primo posto delle preoccupazioni Wartsila ha proprio la salute dei lavoratori. Se non c'è salute non c'è efficienza, non c'è niente". Il presidente della società ha anche riferito di non ricordare "grossi eventi" di bonifica da amianto, dopo l'insediamento. "Sono state eliminate delle guarnizioni, ma non avevamo un ambiente così inquinato - ha precisato - E' il materiale che veniva usato in passato che è dannoso".

Il complesso industriale oggi parte del gruppo Wartsila. Wartsila in Italia produce e fornisce impianti completi sia nel settore marino che in quello industriale per la generazione di energia. Lo stabilimento di Trieste si estende su un'area di 550 mila metri quadrati, di cui 155 mila coperti. In Wartsilaÿlavorano più di 1.500 professionisti tra le sedi di Trieste, Milano, Genova, Napoli, Taranto. Nei primi nove mesi del 2012 il gruppo Wartsila ha registrato ricavi netti per un miliardo di euro (+28%) e un risultato operativo di 122 milioni (+23%).

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