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3 ottobre 2012

INAIL – Amianto, prima indagine su un caso di malati nell’indotto Eternit

Pericolo amianto

3 ottobre 2012. La segnalazione arrivata alla procura di Torino riguarda una coppia che per 12 anni ha venduto nella propria impresa di materiali per l'edilizia prodotti realizzati nello stabilimento di Casale della multinazionale svizzera. Il marito è morto tre anni fa di mesotelioma pleurico, poi si è ammalata anche la moglie

TORINO - A poco meno di otto mesi dalla storica sentenza di condanna dei vertici Eternit, sul tavolo del sostituto procuratore di Torino Raffaele Guariniello, che in quel procedimento ha guidato il pool dell'accusa, si apre un altro fascicolo che riguarda la multinazionale svizzera dell'amianto. È quello relativo al caso di un uomo morto di mesotelioma pleurico nel 2009 e della moglie, che si è ammalata dello stesso tumore successivamente.

I magistrati intendono accertare se l'azienda aveva informato sui rischi. La coppia per 12 anni, tra il 1980 e il 1992, ha venduto nell'impresa di famiglia di materiali per l'edilizia a Nichelino, in provincia di Torino, manufatti provenienti dallo stabilimento Eternit di Casale Monferrato. È il primo caso di malati tra i lavoratori dell'indotto della multinazionale dell'amianto raccolto dai magistrati, che ora intendono verificare se la coppia abbia mai ricevuto informazioni dalla Eternit sulla pericolosità dei materiali che trattava.

I residui della fibra-killer raccolti usando una scopa. Secondo quanto accertato finora, ogni mese dallo stabilimento Eternit di Casale Monferrato arrivavano nella ditta uno o due camion con il materiale: tubi, canne fumarie, lastre ondulate che venivano scaricate sul piazzale e che poi il titolare provvedeva a sistemare a mano su alcune scaffalature. A volte, su richiesta dei clienti, l'uomo tagliava anche il materiale su misura, togliendo poi i residui usando semplicemente una scopa. La moglie, invece, si occupava della parte amministrativa all'interno degli uffici. Anche le tettoie di magazzini e uffici che fino al 2009 hanno ospitato la ditta erano in materiale contenente amianto, ma sono state bonificate diversi anni fa dal Comune.

Otto ex dirigenti Rai a giudizio per la morte di un tecnico informatico. L'amianto era presente anche nelle intercapedini, nelle tubature e nell'impianto di condizionamento del palazzo Rai di via Cernaia, a Torino. Per questo oggi otto ex dirigenti della televisione pubblica, in servizio nel capoluogo piemontese tra il 1997 e il 2004, sono stati rinviati a giudizio dal gup Edmondo Pio con l'accusa di omicidio colposo per la morte di un tecnico informatico che aveva lavorato in quel periodo nell'edificio. I familiari della vittima, scomparsa nel 2007, a 75 anni, per mesotelioma pleurico, si sono costituiti parte civile. La Procura di Torino ha già aperto altri fascicoli sulle conseguenze della presenza di amianto nello stesso palazzo, oggi bonificato, chiedendo anche il rinvio a giudizio di alcuni direttori generali dell'emittente televisiva di Stato.

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