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Modello di organizzazione e di gestione 231

13 settembre 2012

INAIL – I periti: “L’equipaggio della Concordia non preparato a gestire la crisi”

la Costa Concordia

13 settembre 2012. Depositata la relazione degli esperti: oltre alla responsabilità del comandante Schettino, sarebbero stati commessi errori in tutte le fasi dell'incidente. Ancora: il personale "destinato a incarichi chiave non conosceva i propri compiti in caso di emergenza" e alla guida dei mezzi di salvataggio si trovavano uomini senza certificati di idoneità

GROSSETO - Una lunga sequela di ritardi e di errori, aggravata dalle carenze di parte dell'equipaggio incaricato della gestione delle emergenze. Queste, in sintesi, le valutazioni contenute nella perizia sulla scatola nera della Costa Concordia, depositata ieri al tribunale di Grosseto: mille pagine e sette dvd con le risposte dei periti alle 50 domande formulate dal gip. Dalle carte emergono, dunque, non solo le responsabilità del comandante, Francesco Schettino, ma anche i ritardi nell'abbandono della nave, nonché le carenze del personale, non adeguatamente formato in materia di sicurezza. Se, dunque, la causa dell'impatto con lo scoglio dell'Isola del Giglio fu "una manovra estremamente azzardata", le conseguenze del naufragio avrebbero potuto essere più contenute - specie in termini di vittime - se le procedure corrette fossero state rispettate.

Incomprensioni fra il comandante e il timoniere. Ogni fase dell'evento - stimano gli esperti - ha disatteso le modalità per la corretta gestione di una situazione d'allarme. L'urto della Costa Concordia avvenne dopo che, in plancia di comando, si era susseguita una serie di ordini incompleti e incomprensioni fra Schettino e il timoniere, che non capiva cosa doveva fare o che sbagliava ad eseguire. Ma gli errori sono appena cominciati.

Caos nelle procedure di emergenza. Dopo la collisione, il fleet crisis coordinator di Costa Crociere, Roberto Ferrarini -  colui che, a terra, ha la responsabilità e l'autorità di gestire le prime fasi di pericolo - venne informato da Schettino del fatto che c'erano tre compartimenti allagati. Erano le 22.27. A quel punto Ferrarini "avrebbe dovuto suggerire prontamente al comandante" di diramare "l'emergenza generale e il successivo abbandono nave". "Invece da quel momento trascorrono sei minuti prima che Schettino acconsenta all'emergenza generale e circa 27 minuti all'annuncio di abbandono nave - si osserva nei documenti - Se appropriati suggerimenti fossero pervenuti a Schettino da Ferrarini, i tempi per attivare le procedure di emergenza sarebbero stati celeri".

L'ordine di evacuazione partì in ritardo. Altri sbagli sarebbero stati commessi anche in relazione all'ordine di evacuazione della Concordia, che si sarebbe dovuto dare alle 22.00 e 40 secondi. "La chiamata verrà ordinata ufficialmente da Schettino alle ore 22.51.10 ed eseguita alle 22.54.10", si legge nella perizia. Inoltre, alle 21.58 il capitano "avrebbe dovuto chiamare l'emergenza generale: in realtà la comunicazione via interfono avverrà alle ore 22.36". La richiesta di assistenza sarebbe dovuta partire alle 22.02, "invece di mentire dicendo di avere un blackout a bordo. In realtà avverrà alle 22.25": un ritardo che "rende meno efficace l'intervento".

L'equipaggio non conosceva i propri compiti. Quando l'allarme finalmente scattò, continua il documento, si scoprì che "parte dell'equipaggio destinato a incarichi chiave non conosceva i propri compiti in caso di emergenza" e che "ai mezzi collettivi di salvataggio erano stati assegnati membri dell'equipaggio che non erano in possesso del certificato di idoneità". Non solo: "Non tutto l'equipaggio era in grado di capire le istruzioni in caso di emergenza nella lingua di lavoro (italiano)".

La società: "Nessuna pecca nella formazione". Se la Compagnia da Genova ha fatto sapere con una nota che "si riserva di analizzare i documenti ufficiali nei prossimi giorni, per poter così formulare un proprio giudizio in merito", su quest'ultimo punto la posizione molto netta: "L'affermazione che il personale fosse impreparato alle emergenze è destituita di fondamento - scrive la società - I presunti difetti nelle certificazioni di alcuni membri dell'equipaggio, peraltro non condivisibili dal punto di vista tecnico-amministrativo riguardano solo pochi componenti che non rivestivano alcun ruolo attivo nella gestione dell'emergenza".

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