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Modello di organizzazione e di gestione 231

6 dicembre 2012

INAIL – In Sardegna si consolida la tendenza alla diminuzione degli infortuni

Sardegna

6 dicembre 2012. La riduzione registrata nell'isola dal Rapporto regionale 2011 è stata pari al 3,3%. Il dato è inferiore rispetto alla media nazionale ma conferma il trend al ribasso: rispetto al 2006 la flessione è del 16,6%. In agricoltura solo il 5,3% degli occupati ma il 14,7% degli incidenti, con un tasso elevato di gravità

CAGLIARI - La Sardegna conferma anche nel 2011 il trend in diminuzione del numero degli infortuni sul lavoro, che sono stati 15.440 rispetto ai 15.967 del 2010. In termini percentuali, però, il -3,3% dell'isola è pari esattamente alla metà della riduzione registrata nello stesso periodo a livello nazionale, pari al 6,6%. La tendenza alla diminuzione del fenomeno infortunistico, comunque, risulta consolidata anche in terra sarda e appare ancora più evidente prendendo in considerazione i dati relativi a un arco temporale più ampio: rispetto ai 18.521 infortuni denunciati nel 2006, il dato del 2011 equivale a una flessione complessiva del 16,6%.

Il "rischio strada" resta costante. A tracciare il quadro della situazione in Sardegna è il nuovo Rapporto regionale dell'Inail, da cui emerge che la riduzione più significativa, pari al 4,3%, riguarda gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro in ambiente di lavoro ordinario, con l'esclusione quindi degli infortuni dovuti alla circolazione stradale e di quelli "in itinere", avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro-casa. La riduzione della quota di infortuni legati al "rischio strada", infatti, è stata soltanto dello 0,6% nel caso degli incidenti da circolazione stradale e dello 0,3% per quelli "in itinere".

Circa 25 eventi ogni mille occupati. Lo stesso trend è confermato anche dall'esame dell'incidenza degli infortuni rispetto all'occupazione. Nel 2011 l'incidenza complessiva è stata di 25,61 infortuni ogni mille occupati rispetto ai 26,90 del 2010. Ma mentre per gli eventi in occasione di lavoro in ambiente lavorativo si è passati da 21,93 a 20,73, per quelli avvenuti con mezzi di trasporto e in itinere il numero è rimasto pressoché costante. L'esame della distribuzione territoriale degli infortuni mostra che il 35,4% sono concentrati nella provincia di Cagliari e che la somma degli infortuni avvenuti nelle due province di Cagliari e Sassari raggiunge il 54,7% del totale.

Meno occupati nelle lavorazioni a rischio. Questi dati si inseriscono in un contesto socio-economico caratterizzato da un calo del tasso medio ufficiale di disoccupazione, passato tra il 2010 e il 2011 dal 14,1% al 13,5%, con una popolazione occupata cresciuta da 593mila a 602mila unità. La quota di popolazione occupata in lavorazioni a rischio, come le costruzioni e l'industria in generale, nelle quali è aumentato il ricorso alla cassa integrazione, si è però ulteriormente ridotta, con un contemporaneo consolidamento del numero degli occupati del terziario, settore di attività con un'incidenza infortunistica minore.

In calo anche i casi mortali. Anche per gli eventi mortali la riduzione ha riguardato l'ambiente di lavoro ordinario, dove gli infortuni sono passati da 20 a 16, mentre quelli in attualità di lavoro con mezzi di trasporto tra il 2010 e il 2011 sono passati da tre a cinque e quelli "in itinere" sono rimasti costanti a quota sei. Nel complesso, le morti sul lavoro sono state due in meno, passando da 29 a 27, ma trattandosi di numeri non elevati la variazione può dipendere da situazioni contingenti di difficile interpretazione. È importante tuttavia sottolineare che su 27 morti ben cinque, equivalenti al 18,5% del totale, si sono verificate in agricoltura, a fronte di una percentuale di lavoratori occupati in questo settore che è pari soltanto al 5,3%. Nel complesso in agricoltura accadono il 14,7% di tutti gli infortuni (la media in Italia è del 6,5%), con un elevato tasso di gravità.

È straniero solo il 2,3% degli infortunati. Nel 2011 il numero dei lavoratori stranieri occupati in Sardegna è aumentato raggiungendo le 26.691 unità, cioè il 5,6 per cento dei lavoratori assicurati all'Inail in tutta la regione, rispetto ai 23.065 del 2010. Il numero di persone immigrate che possono vantare un impiego regolare è sempre stato in crescita nello scorso decennio e ha fatto segnare un lieve rallentamento soltanto nel 2010. La nazionalità maggiormente presente tra i lavoratori assicurati all'Istituto è quella romena (6.662 occupati), seguita da quelle tedesca (2.985) e francese (1.923), e queste presenze si riflettono anche nel numero degli infortuni: 132 sono occorsi a lavoratori rumeni, 90 a lavoratori tedeschi e 46 a lavoratori francesi. L'incidenza degli infortuni occorsi a lavoratori stranieri  in Sardegna è pari soltanto al 2,3% del totale, mentre in Italia raggiunge complessivamente il 15,9%.

Per le tecnopatie ulteriore aumento del 16,2%. Dopo il boom del 2010, in cui avevano fatto registrare un aumento del 54,1%, nel 2011 le malattie professionali denunciate in Sardegna sono aumentate, nel complesso, di un ulteriore 16,2%, passando da 2.797 a 3.249. Particolarmente rilevante è stata la crescita delle denunce di malattie muscolo-scheletriche, a seguito soprattutto dell'entrata in vigore della nuova normativa sulle malattie tabellate. Rispetto al passato vi è stato un notevole cambiamento sul tipo di malattie denunciate. Se prima, infatti, a prevalere erano le patologie legate alla sordità da rumore, attualmente la prevalenza schiacciante è quella delle malattie osteo-articolari, che costituiscono il 74,7% di tutte le malattie denunciate, a fronte dell'8,3% delle patologie da rumore. In crescita, anche se in misura ancora inferiore rispetto alle attese, le patologie tumorali, che sono passate da 34 casi a 50, di cui tre da asbesto.

Per saperne di più:

Rapporto regionale 2011

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