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5 settembre 2012

INAIL – La freccia di De Pellegrin centra l’oro. L’assistito INAIL: "Che meraviglia"

Oscar De Pellegrin

5 settembre 2012. L'azzurro, portabandiera alla cerimonia di apertura a Londra, ha trionfato nell'arco ricurvo individuale W1/W2. Dopo sei medaglie in sei Paralimpiadi, è la prima volta che conquista il gradino più alto del podio: un successo che corona una straordinaria carriera cominciata oltre 20 anni fa, dopo l'infortunio sul lavoro nell'azienda agricola di famiglia

LONDRA - "Mi sembra di volare". Non ha trattenuto la gioia Oscar De Pellegrin dopo la conquista della medaglia d'oro, lunedì scorso, nella gara individuale dell'arco ricurvo W1/W2 alle Paralimpiadi di Londra. L'atleta di Belluno - paraplegico, assistito INAIL e portabandiera per l'Italia nella cerimonia di inaugurazione della manifestazione - in un'emozionante sfida durata tre giorni ha sconfitto, uno dopo l'altro, tutti gli avversari: l'ultimo è stato il malese Hasihin Sanawi, superato al termine di un match sempre in bilico per 6-5. Prima di lui, Oscar aveva battuto il rappresentante di Taipei Seng per 7-3 in semifinale, il coreano Mg Lee ai quarti e lo statunitense Russell Wolfe per 6-0 agli ottavi.

Paraplegico dal 1984 dopo un infortunio sul lavoro. De Pellegrin, 49 anni, corona nel migliore dei modi una carriera piena di riconoscimenti alla quale mancava proprio l'oro paralimpico nell'individuale (a Sydney lo aveva raggiunto nella gara a squadre). Infortunato sul lavoro nel 1984 nell'azienda agricola di famiglia, ha iniziato la sua carriera sportiva nel tiro a segno (bronzo a Barcellona '92 e ad Atlanta '96) per poi passare all'arco a partire da Sydney 2000 (oro a squadre e bronzo individuale). Quarto ad Atene 2004, ha conquistato a Pechino 2008 un bronzo a squadre. Ora, a Londra, aggiunge al suo medagliere il sesto trofeo, quello più prestigioso.

La felice conclusione di una grande carriera agonistica. "E' una sensazione fantastica: sapevo prima dell'ultimo tiro che avrei potuto centro facendo 10 punti, lo sapevo e l'ho fatto - ha affermato De Pellegrin dopo la vittoria - Dopo aver vinto il quarto di finale contro il mio amico della Corea del Sud, Myeong-Gu Lee, ero sicuro che sarei arrivato a vincere l'oro. E così è sucesso. Ho 25 anni di esperienza, ma non sono stati quelli ad aiutarmi: lo hanno fatto, invece, l'allenamento e la concentrazione nei momenti decisivi. E' fantastico concludere in questo modo la mia carriera: per me questa è una Paralimpiade straordinaria". Il trionfo inglese è, dunque, un momento felice di bilanci. "Non è stato facile venire qui sapendo che queste erano le mie ultime Paralimpiadi e rimanere abbastanza concentrato per vincere l'oro, ma ci sono riuscito e sono felicissimo - continua il campione azzurro - Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato e supportato durante la mia carriera, compresi la mia famiglia, i miei amici e il mio coach Renato Demin".

Il suo segreto: liberare la mente prima di scoccare la freccia. Passate le prime ore di festeggiamento, De Pellegrin ha risposto ai 150 sms di complimenti e ha telefonato ai suoi cari, felici come lui. "Se chiudo gli occhi, vedo le frecce che volano, soprattutto quelle prime tre che vanno dritte sul 10: una meraviglia", racconta. Oscar adesso ha vinto davvero tutto: già campionissimo per longevità agonistica (questa la sua sesta Paralimpiade) e atleta esemplare per stile e fair play, De Pellegrin racconta con emozione il significato e la bellezza di uno sport tanto amato. "E' un gioco di coordinazione muscolare, il tiro con l'arco - spiega - I 10 decimi di vista sono marginali, la mira pure. Insomma, è una speciale combinazione, un'alchimia che fa scoccare la freccia perfetta. Infatti nel nostro sport, per esempio, eccellono molti ex ginnasti, che hanno fatto moltissimo lavoro di coordinazione". Il suo segreto? "La parte mentale, che è centrale - rivela - Bisogna avere la mente libera, i pensieri sgombri. Nulla deve catturare la nostra concentrazione, non dobbiamo fare troppa attenzione a nulla, altrimenti si sbaglia".

(ls/Superabile, in collaborazione col Cip)

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