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17 settembre 2012

INAIL – L’impegno dell’INAIL contro l’asbesto: dalla ricerca al sostegno alle imprese

Massimo De Felice

17 settembre 2012. Le strategie dell'Istituto illustrate al workshop di Casale Monferrato dal presidente, Massimo De Felice: "L'analisi quantitativa del fenomeno uno strumento essenziale per l'azione politica e la ricerca". Circa 25 milioni di euro dei 250 offerti nell'ambito dell'Operazione incentivi hanno finanziato progetti di bonifica

CASALE MONFERRATO - L'analisi storica della diffusione delle patologie asbesto correlate e dei casi attualmente in essere. La predisposizione di specifiche "chiavi di lettura" dei propri dati a sostegno della ricerca e dell'azione politica. Una ricerca più integrata a livello nazionale sul mesotelioma. E, infine, interventi di sostegno finanziario alle azioni di bonifica. E' questo l'arco ramificato di strategie che l'INAIL sta mettendo in atto sul fronte della lotta all'amianto e che il presidente dell'Istituto, Massimo De Felice, ha illustrato oggi in occasione del workshop di Casale Monferrato "Verso la 2° conferenza governativa su amianto e patologie correlate".

Il supporto del Renam al Quaderno del ministero della Salute. I dati del Registro nazionale dei mesoteliomi sono stati una delle principali fonti dalle quali ha attinto il ministero della Salute per la predisposizione del Quaderno "Stato dell'arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate", la prima mappatura mai fatta della presenza della fibra killer nel territorio nazionale. Secondo le rilevazioni del Renam - che ha contribuito direttamente alla redazione del volume - dal dopoguerra fino al 1992 (anno di messa al bando dell'asbesto e dei prodotti che lo contengono), l'Italia è stato uno dei maggiori paesi produttori e importatori di amianto grezzo, col consumo di circa 3,5 milioni di tonnellate.

Un'epidemiologia rigorosa sul mesotelioma. A dimostrare l'ampiezza della diffusione del 'fenomeno amianto' è la vasta localizzazione del mesotelioma polmonare, il tumore esclusivamente associato da un punto di vista causale a questo materiale. Se attualmente si registrano circa mille casi ogni anno, i 30/40 anni che possono caratterizzare il periodo di latenza della contaminazione fanno prevedere che la fase d'apice di malattie e di decessi correlati arriverà tra il 2015 e il 2020. Da rilevare, ancora, come nel 10% circa dei casi l'esposizione sia avvenuta in ambito familiare o residenziale, mentre i settori lavorativi maggiormente coinvolti sono quelli caratterizzati (prima del bando) da un utilizzo diretto della sostanza: in particolare nell'attività cantieristica navale, nell'edilizia e in quella del cemento-amianto. Per quanto riguarda il tasso d'incidenza, questo è pari a 3,6 casi per 100mila abitanti negli uomini e a 1,6 casi per 100mila abitanti nelle donne.

De Felice: la lettura del fenomeno mediante i database dell'Istituto. Il contributo di conoscenze offerto nel Quaderno rappresenta, tuttavia, solo un aspetto preliminare delle potenzialità del patrimonio informativo dell'INAIL. Intervenendo al workshop, il presidente Massimo De Felice ha evidenziato, infatti, gli importanti contributi che l'Istituto può mettere a disposizione - attraverso i propri database e il quarto rapporto del Renam - con un'opportuna 'lettura' dell'evoluzione e dello stato del problema. In relazione ai numeri delle malattie professionali da asbesto - ha detto - "credo che definire uno standard informativo (un insieme di tabelle e grafici coordinati da criteri di analisi, coerenti e sequenziali) da mantenere stabile nel tempo, dia uno strumento essenziale per l'azione politica". Analoghe analisi di dettaglio possono essere, inoltre, condotte anche nei riguardi dei numeri dei casi in essere che sono disponibili col Fondo vittime dell'amianto.

"Amianto parte rilevante nel nuovo piano triennale della ricerca". Ancora, facendo riferimento al progetto di informatizzazione che - in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità e le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna - entro due anni renderà più uniformi, tempestive ed efficaci le attività dei diversi centri operativi regionali del Renam, De Felice ha dichiarato che "l'amianto avrà parte rilevante nel nuovo piano triennale della ricerca che l'INAIL sta predisponendo e che sottoporrà al ministro della Salute per l'approvazione".

Incentivi alle imprese: accolte 432 domande di finanziamento. Infine, il presidente dell'Istituto ha sottolineato - a dimostrazione della sensibilità diffusa che caratterizza ormai il problema - che 432 domande di finanziamento (sul totale di 4.300) relative ai progetti in materia di prevenzione ammessi nell'ambito dei 250 milioni dell'Operazione incentivi hanno riguardato la 'bonifica amianto'. "L'importo erogato nel complesso è di circa 25 milioni di euro, per quattro progetti localizzati nella provincia di Alessandria e 13 nella provincia di Torino - ha concluso De Felice - Poiché si tratta di un importo di co-finanziamento al 50% (l'altra metà è a carico dell'impresa) l'impegno complessivo per questa voce sarà di circa 50 milioni di euro complessivi".

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