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28 agosto 2012

INAIL – Londra 2012, Pancalli: "Mai così tanti azzurri alle Paralimpiadi"

Luca Pancalli

28 agosto 2012. Il presidente del Cip intervistato all'aeroporto poco prima di volare nella capitale inglese, dove domani prenderà il via la 14esima edizione dei Giochi estivi: "Con 97 atleti raggiunto già un grande risultato, per l'Italia è la più grande delegazione da Seul a oggi"

ROMA - ''Sono molto ottimista. Sono convinto che le federazioni abbiano lavorato bene e anche il Comitato paralimpico nel suo insieme. Un grande risultato l'abbiamo già ottenuto. Con 97 atleti è la più ampia delegazione azzurra di sempre da Seul a oggi, vale a dire che si è curato il top level ma anche la promozione''. Così Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip), avvicinato questa mattina all'aeroporto di Fiumicino poco prima di imbarcarsi sul volo Alitalia per Londra, dove domani prenderà il via la 14esima edizione dei Giochi paralimpici estivi.

"Un'occasione per accendere i riflettori sulla nostra attività". Per quanto riguarda il medagliere, "potremo sicuramente puntare al dato di Pechino - pronostica Pancalli - Abbiamo i nostri punti di forza: il ciclismo, l'atletica, il nuoto ma attendiamo conferme da scherma, tennistavolo, accanto alla soddisfazione di avere il basket in carrozzina, che da Atene era assente. Londra 2012, per il nostro movimento, ha lo stesso significato che ha ogni Paralimpiade. È l'occasione, grazie anche al ruolo dei media, di accendere i riflettori in maniera più efficace e pervasiva sull'attività, non solo sui risultati dei ragazzi ma sulle straordinarie storie che vi sono dietro. Un veicolo di promozione dello sport sul territorio per avvicinare tanti ragazzi disabili: è l'obiettivo più importante. L'Italia è cambiata in questo, è cambiata la qualità dell'attenzione: si va oltre le storie solidaristiche, si guarda ad atleti con la 'A' maiuscola e ciò significa fare cultura''.

"Lo stop a Fabrizio Macchi un atto dovuto". Il presidente del Cip ha commentato anche lo stop alla partecipazione del ciclista Fabrizio Macchi, dopo il deferimento della procura antidoping del Coni: ''È stato un atto dovuto - spiega - Provo profonda amarezza per lui, ma ha violato una norma del codice antidoping. Chi veste la maglia azzurra ha delle responsabilità in più e deve tenere comportamenti che siano rispondenti ai codici etici e morali che la maglia azzurra richiede. Fabrizio spero avrà modo di spiegare, nel corso del dibattimento della giustizia sportiva, la sua posizione''.

Per il ciclista fatale la frequentazione con il medico Michele Ferrari. Al ciclista azzurro, medaglia di bronzo nel 2008 alle Paralimpiadi di Pechino, è costata cara la frequentazione con Michele Ferrari, il medico più volte implicato in questioni di doping e per questo inibito dal Coni, tornato alla ribalta delle cronache dopo il caso di Alex Schwazer, il marciatore trovato positivo all'Epo ed escluso dalle Olimpiadi. Alla vigilia della partenza per Londra, la procura antidoping del Coni, presieduta da Ettore Torri, dopo aver sentito l'atleta, ha deciso per il deferimento di Macchi al Tribunale nazionale antidoping del Coni per violazione delle norme che vietano agli atleti di avvalersi della consulenza o prestazione di soggetti inibiti, chiedendo la sospensione dall'attività per otto mesi. In considerazione di ciò, e considerate le norme sportive antidoping del Cip, al Comitato italiano paralimpico non è rimasto altro che disporre l'esclusione di Macchi dalla squadra italiana.

Per saperne di più:

Speciale Paralimpiadi Londra 2012

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