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22 novembre 2012

INAIL – Lotito: "Quattro mosse per dare scacco all’amianto"

Franco Lotito

21 novembre 2012. Un piano integrato d'azione, il riordino del corpo normativo, nuove politiche industriali e la sollecitazione internazionale ai paesi produttori: a un giorno dalla Conferenza governativa di Venezia, dal presidente del Civ Inail il contributo delle parti sociali per dare soluzione a una "questione politica, perché insieme sanitaria, ambientale e sociale"

VENEZIA - L'amianto come questione eminentemente politica, poiché insieme sanitaria, ambientale e sociale. Una questione di cui l'INAIL "non può non occuparsi - perché fare prevenzione è parte essenziale della sua missione strategica - mettendo in campo una forte azione di contrasto al proliferare delle malattie professionali. E quelle che derivano dall'asbesto sono le peggiori". Il presidente del Civ Inail, Franco Lotito, ha presentato oggi, a Venezia, la relazione "Scacco all'amianto", un contributo e, insieme, il segnale dell'impegno costruttivo delle parti sociali rappresentate nel Civ alla seconda Conferenza governativa sull'amianto, che prenderà il via domani nel capoluogo veneto.

Un punto qualificante dell'intera consiliatura. Le tematiche legate all'asbesto hanno rappresentato uno dei punti qualificanti dell'elaborazione programmatica del Civ lungo l'arco dell'intera consiliatura: dalle "Linee di mandato strategico" per il quadriennio 2009/2012 alle tre Relazioni programmatiche di aggiornamento dei contenuti, ai due convegni nazionali sul tema. Approcci molteplici che in "Scacco all'amianto" - illustrato davanti al Consiglio - hanno trovato un momento di sintesi complessiva attraverso l'elaborazione di quattro concrete proposte d'azione lungo le quali, secondo Lotito, bisogna procedere per vincere la battaglia contro la fibra killer.

Necessario agire a tutto campo. "L'amianto è stato messo fuori legge venti anni fa ma i pericoli derivanti dall'impiego che se ne è fatto prima del 1992 sono ancora enormi e allungano la loro ombra sui prossimi vent'anni - ha affermato Lotito - Non si può più procedere settorialmente e a ranghi sparsi: la scienza, la ricerca e la medicina, da una parte, le Istituzioni e i poteri pubblici, dall'altra, e il legislatore, dall'altra ancora. Al punto in cui siamo occorre agire a tutto campo".

La priorità: promuovere un 'Piano integrato' generale. Un'azione 'globale' che deve prendere le mosse, innanzitutto, dalla costruzione di un 'Piano integrato' in grado di aggredire in modo autentico il mesotelioma ed eliminare l'amianto dai siti e dall'ambiente. Per riuscirci, secondo Lotito, bisogna procedere "alla costruzione di una rete ampia che finalmente metta in sinergia i saperi scientifici della medicina, della ricerca e della farmacologia, le competenze tecniche, le istituzioni dello Stato e gli enti del territorio, le risorse materiali, le risorse immateriali e, naturalmente, le risorse finanziarie necessarie".

"Serve un Testo unico" ad hoc. Evidenziando l'esistenza di "un impianto normativo tuttora farraginoso, ipertrofico e paradossalmente lacunoso - una vera e propria foschia istituzionale fatta di confusione ed incertezza, nella quale i lavoratori, i cittadini e le imprese sono costretti a muoversi a tentoni - Lotito ha sollecitato, inoltre, il legislatore alla realizzazione di un 'Testo Unico' per l'amianto che finalmente ponga ordine a una situazione "che tra l'altro, espone l'Inail a un tormentoso contenzioso legale".

Avvio di politiche industriali di bonifica. Il varo di un 'Piano integrato', secondo il presidente del Civ, potrebbe rivelarsi, inoltre, come uno strumento utile per "adottare soluzioni di politica industriale per dare finalmente una risposta positiva, per esempio, ad alcuni dei più significativi fattori di crisi occupazionale."Basta con le discariche abusive a cielo aperto e con i vagoni piombati parcheggiati sui binari morti delle stazioni ferroviarie minori - ha chiesto Lotito - Perché non pensare a un progetto industriale per il  Sulcis che metta in filiera il processo di inertizzazione dei materiali d'amianto con il loro definitivo stoccaggio in miniera? Non sarebbe questo un modo concreto per allestire una filiera di bonifica che avrebbe il non trascurabile merito di far fare la pace tra il lavoro e l'ambiente?"

"Il governo proponga all'Onu un appello ai paesi produttori". Lotito ha auspicato, ancora, la necessità di una strategia di contrasto all'asbesto che travalichi i confini italiani. "La lotta contro l'amianto non riguarda solo il nostro Paese - ha sottolineato Lotito - Lo dicono i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità e lo dice la condizione sanitaria degli immigrati che si portano addosso le affezioni da asbesto che hanno contratto nei Paesi dove l'impiego dell'amianto è ancora legale". Un quadro davanti al quale "il Governo italiano deve farsi promotore di una forte iniziativa internazionale, proponendo all'Onu un appello rivolto ai Paesi produttori ed utilizzatori perché l'amianto venga finalmente messo al bando dappertutto e perché sia avviata così una vera e propria opera di bonifica del pianeta".

"La volontà e le risorse dell'Inail a disposizione dello sviluppo". In questo scenario di potenziale sviluppo, ha dichiarato Lotito, "l'Inail ha i titoli, i mezzi e la volontà politica per essere parte significativa", grazie a un asset consolidato che conta su elementi di forza molteplici: dal patrimonio scientifico, medico e di ricerca - reso ancora più ragguardevole dopo l'integrazione dell'ex Ispesl - alla rete di strutture territoriali  impegnate in funzioni di cura e di medicina legale, dal fondo vittime dell'amianto alle banche dati dedicate. "Infine l'Inail può destinare alla realizzazione delle cose da fare un rispettabile volume di risorse finanziarie - ha concluso il presidente del Civ - Nelle Relazioni programmatiche predisposte dal Consiglio fra il 2010 ed il 2012 sono stati previsti stanziamenti mirati per sostenere la ricerca, la diffusione delle buone prassi di sorveglianza sanitaria, la sorveglianza epidemiologica potenziando l'attività dei Cor, e così via. Il punto è che non sappiamo come spenderli: se non avremo un Progetto generale di riferimento e un interlocutore politico ed istituzionale con cui dialogare, queste risorse - poche o tante che siano - rimarranno inerti".

(ls)

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