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11 ottobre 2012

INAIL – Marò in India: processo rinviato all’8 novembre. Terzi: "Sconcertati"

Giulio Terzi

11 ottobre 2012. Ennesimo slittamento nel processo di primo grado che vede imputati i fucilieri Latorre e Girone, i militari in servizio anti-pirateria sulla petroliera "Enrica Lexie". La Farnesina: "In caso di sentenza negativa, sarà controversia tra stati"

NEW DELHI - Ritorna a salire la la tensione tra Italia e India sul caso di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i marò in servizio anti-pirateria sulla petroliera italiana "Enrica Lexie" da oltre otto mesi bloccati in India con l'accusa di avere ucciso, per errore, due pescatori dell'imbarcazione St.Antony, scambiati per predoni del mare. Ieri, infatti, il processo di primo grado che vede i due fucilieri imputati a Kollam, in Kerala, è stato rinviato all'8 novembre. "Siamo allibiti e sconcertati - ha commentato il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che ha evidenziato incredulità per il fatto che "uno stato di diritto come l'India non riesca a esprimere con coraggio un giudizio in tempi rapidi che riporti a casa i nostri militari".

Dopo aver ascoltato brevemente gli avvocati delle parti, il giudice P.D. Rajan ha convenuto che nell'imminenza di una sentenza della Corte Suprema di New Delhi sul fondo della questione, il dibattimento a Kollam non può cominciare. Lo scorso 4 settembre il giudice Altamar Kabir ed il collega J.Chelameswar, componenti della seconda sezione del massimo organo giudiziario di New Delhi, avevano ufficialmente chiuso il processo annunciando il suo passaggio a sentenza. Questa, però, non è stata ancora emessa perché nel frattempo il giudice Kabir ha assunto la responsabilità di presidente della Corte Suprema indiana.

Un ritardo inaccettabile per lo stato italiano. "Il tema è stato portato in tutte le istanze, ho contato oltre cento interventi specifici - ha continuato Terzi, sottolineando come "in tutti è stato dato riconoscimento di principio alla posizione italiana, chiarissima sul piano giurisdizionale". Con una sentenza negativa dell'Alta Corte indiana sulla vicenda l'Italia avvierà "tutta una serie di azioni a livello internazionale, perché si aprirebbe anche sul piano legale una controversia tra Stati - ha concluso il titolare della Farnesina - Ma non voglio neanche immaginare che questo debba avvenire".

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