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Modello di organizzazione e di gestione 231

3 dicembre 2012

INAIL – Nel 2011 in Puglia sensibile calo di infortuni (-9,5%) e casi mortali (-28,6%)

Puglia

3 dicembre 2012. In un contesto in cui la recessione economica non ha determinato una contrazione dell'occupazione, il nuovo Rapporto regionale dell'Inail mostra una flessione del fenomeno infortunistico superiore a quella registrata a livello nazionale. Prosegue, invece, il trend di crescita delle denunce di malattia professionale (+20,2%)

BARI - Gli infortuni sul lavoro denunciati in Puglia nel corso del 2011 sono stati 31.960, 3.359 in meno rispetto ai 35.319 del 2010, pari a un calo percentuale del 9,5%. Questo dato, contenuto nel nuovo Rapporto annuale regionale dell'Inail, segnala una flessione del fenomeno infortunistico superiore a quella registrata nello stesso periodo a livello nazionale (-6,6%) ed è particolarmente significativo perché si inserisce in un contesto in cui la recessione economica non ha determinato una contrazione dell'occupazione.

Inversione di tendenza per gli incidenti stradali. Il calo degli infortuni ha interessato tutte le modalità di evento: sia i casi avvenuti in occasione di lavoro, ovvero quelli avvenuti nell'esercizio effettivo dell'attività, sia i casi in itinere, che si verificano al di fuori del luogo e dell'orario di lavoro, durante il normale percorso "casa-lavoro-casa". In passato gli incidenti sulla strada, sia in itinere, sia in occasione di lavoro, hanno avuto un trend in aumento in Puglia. Nel 2011, invece, la tendenza si è invertita, anche grazie al decennale impegno dell'Istituto nel creare sinergie sul territorio con l'assessorato ai Trasporti e altri enti impegnati in tale ambito, per contrastare sempre più efficacemente il fenomeno dei sinistri da circolazione. A spiccare, in particolare, è la flessione del 14,8% degli infortuni da circolazione stradale in occasione di lavoro, che hanno coinvolto autotrasportatori, commessi viaggiatori e addetti alla manutenzione stradale.

Diminuzione omogenea nei vari settori di attività. Rispetto ai diversi settori di attività, il calo degli infortuni denunciati in Puglia nel 2011 risulta sostanzialmente omogeneo, attestandosi intorno ai 9 punti percentuali rispetto al 2010 sia in agricoltura, sia nell'industria e servizi, sia fra i dipendenti della Pubblica amministrazione. Dal punto di vista della distribuzione territoriale, invece, tra le province si assiste a una certa diversificazione della percentuale di riduzione degli infortuni, che è meno intensa in quelle realtà socioeconomiche con particolari caratteristiche. È il caso di Taranto, dove il polo siderurgico dell'Ilva continua a presentare notevoli fonti di rischio sia per gli operatori interni sia, a livello ambientale, per coloro che a vario titolo hanno contiguità con lo stabilimento.

In agricoltura riscontro incoraggiante degli interventi attuati. Il calo del 9,3% degli infortuni avvenuti in agricoltura conferma l'opportunità di interventi selettivi e rappresenta un riscontro incoraggiante di quanto si sta realizzando in termini di controllo finalizzato all'emersione del lavoro nero, al rispetto della normativa prevenzionale e alla diffusione capillare dell'informazione/formazione sui rischi tipici del lavoro agricolo, specie se svolto secondo le modalità tradizionali. In Puglia, infatti, questo settore è interessato da tempo da politiche di sicurezza dedicate e da processi di ammodernamento delle imprese, con l'introduzione di tecnologie avanzate che oltre ad aumentare la produzione consentono anche di ridurre le operazioni manuali ad alto rischio.

Forte riduzione delle morti legate al "rischio strada". Con uno scarto notevole rispetto alla media nazionale (-12,3%), nel 2011 la Puglia ha registrato una riduzione percentuale degli infortuni mortali pari al 28,6%, frutto dei 22 casi in meno che si sono verificati rispetto all'anno precedente. Sono diminuiti soprattutto gli infortuni mortali stradali, sia in occasione lavoro (-40,90%), sia in itinere (-36,36%). Dal punto di vista territoriale, l'unica provincia interessata da un aumento dei casi mortali è stata la B.A.T. (da sette a 10 casi), mentre Foggia presenta il decremento più significativo, legato presumibilmente al ridimensionamento dell'exploit di infortuni mortali del 2010. Il maggior numero di casi mortali si è verificato nell'industria (28 casi), seguita dai servizi (16) e dall'agricoltura (7), mentre nella gestione dei dipendenti pubblici non si è verificato E' ancora diminuito, rispetto al 2010, il dato in agricoltura, ove si rilevano solo 7 casi.

Il dato delle donne in controtendenza. In questo quadro di progressivo miglioramento, l'unica novità decisamente negativa è rappresentata dall'aumento degli infortuni che ha riguardato le donne. Rispetto ai quattro casi mortali del 2010, infatti, lo scorso anno le donne che hanno perso la vita sul lavoro sono state nove. A incidere su questo dato è soprattutto il crollo della palazzina di Barletta del 3 ottobre 2011, in cui hanno perso la vita quattro operaie di un laboratorio tessile e la figlia del titolare.

Tra gli stranieri mancate denunce a causa del sommerso. In linea con gli scorsi anni, Svizzera (230 casi) e Germania (229) sono i Paesi di origine che si contendono il primato degli infortuni sul lavoro avvenuti in Puglia tra i lavoratori stranieri. Questo dato è il risultato della cosiddetta immigrazione "a rotazione", in base alla quale i discendenti di coloro che nel dopoguerra parteciparono ai flussi migratori verso l'estero, in seguito sono ritornati in Italia per ragioni familiari, affettive e anche di opportunità. Nell'elenco seguono Albania (197 infortuni) e Romania (194). Il Rapporto regionale Inail sottolinea però che in questi dati non sono compresi gli infortuni di cui l'Istituto non viene a conoscenza per le mancate denunce correlate al lavoro nero. Tra i lavoratori stranieri, soprattutto quelli extracomunitari, il fenomeno del sommerso infatti è particolarmente diffuso e a loro si rivolgono alcune iniziative locali tese a risolvere le elementari problematiche del linguaggio e della mancanza d'informazione sui diritti e sui rischi lavorativi.

Con le nuove tabelle boom delle tecnopatie. Anche nel 2011 è proseguito il trend di crescita delle denunce di malattia professionale, che in Puglia sono passate da 2.018 a 2.425, con una variazione percentuale del 20,2%. È un dato molto superiore rispetto a quello nazionale, attestato al 9,6%. Dall'esame delle statistiche regionali emerge che i riconoscimenti Inail sono aumentati in parallelo all'adeguamento normativo e all'indirizzo operativo ispirato a una tutela più estesa dei tecnopatici. Grazie a una diffusa sensibilizzazione di lavoratori, datori di lavoro, medici di famiglia, medici competenti e medici dei patronati, le patologie di origine professionale stanno emergendo, con effetti indiretti virtuosi rispetto alla prevenzione. Tra le tecnopatie, si assiste a un vero e proprio boom di quelle osteo-articolari e muscolo-tendinee, favorito dal loro inserimento nelle nuove tabelle delle malattie professionali.

Per saperne di più:

Rapporto regionale 2011

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