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Modello di organizzazione e di gestione 231

21 dicembre 2012

INAIL – Nel Lazio infortuni sul lavoro in calo del 7%, forte riduzione dei casi mortali

Lazio

21 dicembre 2012. Come emerge dal nuovo Rapporto annuale regionale dell'Inail, nel 2011 le denunce pervenute all'Istituto sono state 51.575 rispetto alle 55.414 dell'anno precedente, mentre il numero dei lavoratori che hanno perso la vita si è ridotto di un terzo, passando da 100 a 67. Prosegue invece la crescita delle malattie professionali già rilevata nel 2010

ROMA - Nel 2011 nel Lazio sono stati denunciati 51.575 infortuni sul lavoro, in calo del 7% rispetto ai 55.414 del 2010. Il dato è contenuto nel nuovo Rapporto annuale regionale dell'Inail, pubblicato per la prima volta esclusivamente online in formato digitale. Una scelta editoriale, come si legge nella prefazione, "rigorosamente coerente con il percorso di modernizzazione della pubblica amministrazione in generale e dell'Inail in particolare", che "si colloca nell'ambito del processo di virtualizzazione del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini".

L'analisi per modalità di accadimento. Dall'analisi delle modalità di accadimento degli infortuni emerge che la riduzione degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che sono stati 43.381 a fronte dei 46.788 del 2010, è stata pari al 7,3%. In questo ambito, per gli infortuni accaduti in ambiente ordinario di lavoro, come la fabbrica, il cantiere o il terreno agricolo, il calo è stato del 7,3% (da 40.581 a 37.616), mentre quelli avvenuti con mezzo di trasporto in attualità di lavoro, come nel caso degli autotrasportatori e dei conducenti di autobus, sono diminuiti del 7,1% (da 6.207 a 5.765).

Meno marcata la contrazione degli eventi avvenuti "in itinere". La contrazione è stata invece meno marcata nel caso degli infortuni "in itinere", verificatisi cioè durante il tragitto casa-lavoro-casa, che nel 2011 sono stati 8.194, in calo del 5% rispetto al 2010. Dal punto di vista del settore di attività economica, nel ramo dell'industria il primato negativo spetta al settore delle costruzioni con 3.539 infortuni, mentre in quello dei servizi il numero più elevato di eventi lesivi è quello registrato nel settore dei servizi alle imprese e attività immobiliari, con 6.455 infortuni.

Il primato negativo delle morti nel settore delle costruzioni. Rispetto alla flessione complessiva degli infortuni, la riduzione delle morti sul lavoro avvenute nel Lazio è stata ancora più accentuata. A fronte dei 100 lavoratori che hanno perso la vita nel 2010, infatti, i casi mortali nel 2011 sono stati 67. Di questi, 54 sono avvenuti "in occasione di lavoro" - 32 in ambiente di lavoro ordinario e 22 con mezzo di trasporto - mentre i restanti 13 sono avvenuti "in itinere". Dalla lettura analitica del dato emerge che nel ramo dell'industria è ancora il settore delle costruzioni ad aggiudicarsi il primato negativo, con 17 eventi mortali, mentre nei servizi il numero più elevato di morti - 12 - è avvenuto nel settore dei trasporti e comunicazioni.

Tra gli stranieri la flessione è stata del 5,6%. Gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri nel 2011 sono stati 5.410, in calo del 5,6% rispetto al 2010, e il Paese di origine maggiormente interessato dal fenomeno infortunistico è la Romania, con 1.744 casi. In controtendenza, invece, è il dato relativo agli infortuni mortali, che tra i lavoratori stranieri sono aumentati, passando dai casi 14 del 2010 ai 19 dell'anno successivo. Anche in questo caso, i lavoratori più colpiti in termini assoluti sono quelli rumeni, coinvolti in ben 12 casi su 19.

Le donne coinvolte nel 38% degli incidenti. Gli eventi che hanno interessato le donne sono stati 20.054, in lieve calo rispetto ai 20.946 dell'anno precedente. Rispetto al numero complessivo degli infortuni sul lavoro avvenuti nel Lazio, la quota "al femminile" è dunque pari al 38%, percentuale che scende a circa il 10% nel caso degli incidenti mortali. Nel 2011, infatti, sono morte sul lavoro sette donne (due in meno del 2010) rispetto ai 67 casi mortali avvenuti complessivamente.

Due terzi delle tecnopatie interessano il sistema muscolo-scheletrico. Nel 2011 è stata confermata anche nel Lazio la crescita delle malattie professionali già rilevata nel 2010. Le denunce, infatti, sono passate da 1.643 a 1.830 e circa i due terzi, in linea con il dato nazionale, interessano il sistema muscolo-scheletrico. L'incremento delle denunce è sicuramente determinato da una maggiore attenzione rispetto al fenomeno delle tecnopatie, derivante dalla partecipazione dell'Inail a una serie di attività di aggiornamento professionale che hanno interessato le categorie dei medici e dalle collaborazioni con istituti universitari per l'approfondimento delle conoscenze su tutte le tematiche inerenti la tutela della salute dei lavoratori e la sicurezza degli ambienti di lavoro. Determinante, inoltre, è stato anche l'apporto fornito dalle nuove tabelle delle malattie professionali, più facilmente applicabili in quanto indicano nel dettaglio le malattie che possono essere causate per singolo agente.

Per saperne di più:

Rapporto regionale 2011

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