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9 ottobre 2012

INAIL – Niente doping per Macchi. Il Cip: "Esclusione dalle Paralimpiadi una scelta obbligata"

Luca Pancalli

9 ottobre 2012. Il presidente Pancalli commenta l'assoluzione del ciclista al quale fu vietato partecipare a Londra 2012 per avere frequentato un medico inibito dal Coni: "Felice per lui, ma di fronte a un deferimento non potemmo agire diversamente". E sull'amarezza espressa dall'atleta: "Sono rammaricato, ma non l'abbiamo mai abbandonato"

ROMA - "Di fronte a un deferimento della procura nazionale antidoping non potevamo davvero fare altrimenti". Il presidente del Cip Luca Pancalli torna sulla vicenda di Fabrizio Macchi, il ciclista paralimpico escluso alla vigilia dei Giochi di Londra per aver frequentato un medico sportivo inibito dal Coni e assolto venerdì scorso dal Tribunale nazionale antidoping. "Non ho letto la sentenza - dice Pancalli  - e aspetto di conoscere nel dettaglio le motivazioni. Ma, comunque, le sentenze non si commentano e si rispettano. Sono certamente felice per Fabrizio che è un grande atleta e può ora ricominciare a correre".

"Delusione comprensibile, è un fatto fisiologico". In merito alla delusione espressa da Macchi - che si è detto "abbandonato dal Comitato" - "capisco la sua reazione e so che si tratta di una reazione umana e in qualche modo fisiologica, dal momento che ha perso un appuntamento importante per la sua vita sportiva come quella di una fantastica Paralimpiade - aggiunge Pancalli - Mi spiace che si sia sentito abbandonato, a me non sembra sia andata così: io voglio bene a Fabrizio, e lui sa bene quante ore siamo stati al telefono in quei giorni e quanto poi ci siamo detti in privato".

"Ha tutte le carte in regola per ripartire alla grande". Pancalli precisa, quindi, che il Cip non poteva davvero agire diversamente. "In ogni caso, di fronte a un deferimento al Tribunale antidoping da parte della procura nazionale per la supposta violazione di norme sportive sull'antidoping, non potevamo fare nient'altro rispetto a quello che abbiamo fatto - illustra - Il mondo paralimpico doveva dare un segnale, anche perché situazioni simili erano capitate in passato con altri atleti e non si possono avere due pesi e due misure. Insieme a lui siamo stati fra i primi a essere rammaricati per quanto stava accadendo, ma l'etica non va mai interpretata. Lui, comunque, è un lottatore, e sa bene che nella vita si incontrano numerosi ostacoli, che a volte producono grande amarezza. Ma ugualmente bisogna andare avanti. E lui ha le carte in regola per farlo".

Unione tra Cip e Coni? "Lo sport è uno e uno solo". Pancalli - oggi presidente Cip e vicepresidente Coni (ma con buone possibilità di diventare nuovo segretario generale del Coni) - interviene anche sulla potenziale unione, in futuro, fra Coni e Cip: "Al di là dei ruoli, credo sia un percorso inevitabile a dimostrazione del grande processo di integrazione che lo sport ha realizzato nel corso del tempo. Non so se il mio futuro sarà effettivamente di segretario generale del Coni, ma questo percorso di avvicinamento è nei fatti, lo sport è uno e uno solo".

"Bene il movimento paralimpico, ma il rischio è sempre in agguato". Spazio, infine, anche per un bilancio sulla situazione generale del movimento paralimpico: "Il nostro paese deve ripensare la propria consapevolezza circa l'importanza dello sport: non ci possiamo scoprire innamorati solo quando ci sono i successi paralimpici e poi scordarcene nei momenti importanti, come quando un ente locale alle prese con il bilancio sceglie di tagliare proprio l'investimento sullo sport". Pancalli esprime un bilancio positivo sullo stato di salute del movimento: "Siamo cresciuti in termini di visibilità e di risultati agonistici: alle Paralimpiadi siamo stati l'unico paese a fare un balzo di 15 posizioni nel medagliere, da 28esimi a 13esimi, segno che abbiamo lavorato bene - conclude - I numeri dei praticanti si stanno allargando e l'età media della nazionale si è abbassata: certo, non dobbiamo crogiolarci perché viaggiamo su un piano inclinato e il rischio di tornare indietro è sempre dietro l'angolo".

(Fonte: Superabile)

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