Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

15 novembre 2012

INAIL – Professionisti della sicurezza, un progetto per armonizzare gli standard europei

Un responsabile del servizio di prevenzione e protezione

15 novembre 2012. Si chiama Eusafe ed è stato promosso da alcune associazioni di categoria, tra cui l'italiana Aias, con l'obiettivo di favorire l'eliminazione delle barriere che tuttora impediscono di esercitare fuori dai confini nazionali. Lunedì 19 novembre la presentazione dell'iniziativa alla sede centrale dell'INAIL

ROMA - Creare standard professionali volontari e condivisi all'interno dell'Unione Europea e adottare strumenti di formazione armonizzati tra i vari Paesi, per favorire anche l'eliminazione, 50 anni dopo il Trattato di Roma, delle barriere che impediscono tuttora ai professionisti della salute e della sicurezza sul lavoro di esercitare la professione fuori dai confini nazionali. Questo l'obiettivo del progetto Eusafe (European Qualification of Ohs Professionals) - promosso da Aias, che con oltre cinquemila soci costituisce la più importante associazione italiana dei professionisti che si occupano di sicurezza, salute e ambiente nei luoghi di vita e di lavoro, insieme ad altre associazioni di categoria europee - che sarà presentato a Roma lunedì 19 novembre, a partire dalle ore 10, presso la sede centrale dell'INAIL a piazzale Pastore.

In Italia i Rspp sono oltre 100mila. Attualmente il diritto alla libera circolazione dei lavoratori, sancito dal Trattato di Roma del 1957, di fatto non vale per i professionisti della sicurezza. In Italia sono oltre 100mila e sono più noti come Rspp (Responsabili del servizio di prevenzione e protezione). A loro spetta il compito di gestire e coordinare le attività, su mandato del datore di lavoro, per assicurare la prevenzione dai rischi lavorativi e la protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori.

La direttiva Ue recepita con modalità diverse. L'impossibilità di far valere le proprie competenze al di fuori dei confini nazionali deriva dal fatto che le qualifiche professionali sono il frutto di normative nazionali non armonizzate tra di loro, sebbene una direttiva Ue del 1989, la 89/391/EEC, recepita dall'Italia con il decreto legislativo 81/2008, stabilisca una legge comune europea per la sicurezza sul lavoro. Questa direttiva comune, che afferma la necessità di un miglioramento continuo delle condizioni di lavoro, attraverso attività di formazione e di informazione coordinate dai Rspp, è stata però recepita da ogni Paese dell'Ue in modo diverso. "Queste differenze - spiegano Giancarlo Bianchi, coordinatore del progetto Eusafe e presidente di Aias, e Claudio Munforti, project manager di Eusafe - non permettono un riconoscimento reciproco di una figura professionale e quindi determinano l'impossibilità per i professionisti della sicurezza di lavorare liberamente in tutta l'Unione Europea".

Il mercato continentale otto volte superiore rispetto a quello nazionale. L'armonizzazione professionale e formativa a livello europeo costituiscono le premesse indispensabili per permettere la libera circolazione dei professionisti in Europa e rappresenta oggi una grande opportunità per i professionisti italiani perché apre loro un mercato che ha un valore otto volte superiore rispetto a quello nazionale. Questa armonizzazione volontaria è molto auspicata soprattutto dai consulenti di alto profilo professionale, dalle multinazionali e dalle grandi aziende che hanno filiali all'estero o rapporti con fornitori e clienti che hanno la propria sede fuori dai confini nazionali.

Rotoli: "La qualità della formazione elemento strategico per la prevenzione". "Gli obiettivi e i risultati del progetto - sottolinea Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell'INAIL - costituiscono un contributo rilevante al processo di armonizzazione dei profili professionali e dei percorsi formativi professionalizzanti degli esperti in sicurezza sul lavoro. Forniscono, inoltre, riferimenti preziosi e tecnicamente rilevanti , anche per soggetti di riferimento istituzionale che, come l'INAIL, hanno identificato  nella qualità della formazione per gli operatori della sicurezza un  elemento strategico della politica prevenzionale".

Coinvolti i partner del network che raggruppa le associazioni di 22 Paesi. Aias si è attivata per promuovere la soluzione del problema coinvolgendo i propri partner europei inseriti nell'Enshpo (European network of safety and health professional organisations), la rete che rappresenta 22 associazioni specialistiche di 22 Paesi dell'Ue, e ha come partner del progetto Eusafe l'associazione inglese Iosh (Institution of occupational safety and health), la tedesca Vdsi (Verband deutscher sicherheitsingenieure), la cipriota CySha (Cyprus safety and health association), l'Università di Porto e l'Italiana Sinergie.

Un modello anche per il resto del mondo. Il progetto, finanziato al 75% dall'Eacea (Education, Audiovisional & Culture Executive Agency) dell'Unione Europea che lo ha scelto tra le quasi 300 proposte presentate, è partito a Roma nel 2011, in occasione dell'ottava conferenza internazionale "Health, Work and Social Responsibility", suscitando anche l'interesse dei rappresentanti di istituzioni esterne all'Ue, come quelle russa e statunitense. Le dimensioni del mercato europeo, infatti, fanno sì che uno standard volontario relativo ai contenuti professionali e agli strumenti di formazione per i professionisti della sicurezza possa diventare un punto di riferimento di rilevanza mondiale e, in prospettiva, un modello per l'elaborazione di uno standard volontario armonizzato a livello internazionale.

Seguiteci anche su Facebook, Twitter e YouTube

Leggi altri articoli della categoria Senza categoria