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Modello di organizzazione e di gestione 231

9 agosto 2012

INAIL – Sommerso. Entra in vigore il decreto per regolarizzare i lavoratori ‘in nero’

immigrati

9 agosto 2012. La norma introduce sanzioni più severe per chi impiega immigrati irregolari e consente a coloro che denunciano di essere stati sfruttati di ottenere un permesso di soggiorno 'umanitario'. Dal 15 settembre imprese e famiglie potranno presentare domanda per regolarizzare le situazioni pregresse

ROMA - Entra in vigore domani la nuova normativa che introduce sanzioni e provvedimenti per chi dà lavoro a cittadini di Paesi terzi sprovvisti di regolare permesso di soggiorno. Il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 introduce,dunque, sanzioni più dure per chi impiega immigrati irregolari e, insieme, offre agli stranieri vittime di sfruttamento la possibilità di denunciare i loro aguzzini, ottenendo un permesso di soggiorno 'umanitario'. Il provvedimento vuole rappresentare anche una chance per imprese e famiglie che impiegano clandestini 'in nero' di autodenunciarsi e di regolarizzare il rapporto di lavoro - con apposita domanda da presentare tra il 15 settembre e il 15 ottobre - evitando, così, le sanzioni e dando un permesso di soggiorno ai lavoratori. La platea degli interessati - secondo una stima  del governo - è di circa 150mila persone.

Riccardi: "Occasione per fare una scelta di legalità". In base alla normativa, che recepisce una direttiva Ue, i datori di lavoro dovranno pagare un contributo forfettario di mille euro e - quando verranno chiamati a stipulare il contratto di soggiorno - dovranno anche dimostrare di aver pagato almeno sei mesi di stipendi,  tasse e contributi. Ai lavoratori, che dovranno anche dimostrare di essere in Italia almeno dal 31 dicembre 2011, verrà rilasciata, così, il documento per risiedere in Italia. "Il messaggio che vogliamo dare non è quello di una sanatoria,  tipica di un paese dove si pensa che alla fine tutto si aggiusta e  dove, invece, tutto si scassa - ha detto il ministro per l'Integrazione, Andrea Riccardi - Occorre, invece, uscire dall'illegalità e dallo sfruttamento dell'immigrazione e ora c'è l'occasione per fare una scelta di legalità da parte dei datori di  lavoro".

Giro di vite sullo sfruttamento. Il decreto stabilisce che il nulla osta al lavoro potrà essere rifiutato nel caso in cui il datore di lavoro risulti condannato per determinati reati: tra questi, il favoreggiamento dell'immigrazione  clandestina, il reclutamento di persone da destinare alla  prostituzione o allo sfruttamento della stessa o di minori da impiegare in attività illecite, l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro. Se i documenti presentati per ottenere il permesso di soggiorno risultassero ottenuti mediante frode, falsificati o contraffatti, si procederà con una revoca del nulla osta al lavoro che sarà comunicata al ministero degli Esteri tramite collegamenti telematici. Le pene previste per i datori di lavoro possono aumentare nel caso in cui il numero dei lavoratori occupati sia superiore a tre, o quando si tratta di minori o di lavoratori sottoposti a condizioni di particolare sfruttamento. In quest'ultima ipotesi, il questore potrà rilasciare allo straniero che abbia presentato denuncia - e che cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro - uno speciale permesso di soggiorno.

Incentivi all'emersione. Il decreto prevede inoltre una disposizione transitoria mirata a permettere ai datori di lavoro di dichiarare l'esistenza di rapporti di lavoro irregolari pregressi. Fino alla conclusione del procedimento di regolarizzazione saranno sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore per le specifiche violazioni. L'art.5, comma1, del provvedimento dispone infatti - entro 20 giorni dalla sua entrata in vigore - l'adozione di un decreto attuativo a firma del ministro dell'Interno (di concerto coi ministri del Lavoro, per la Cooperazione internazionale e l'integrazione e dell'Economia) contenente le modalità di presentazione della domanda e i limiti di reddito del datore di lavoro, richiesti per l'emersione del rapporto. La dichiarazione di emersione potrà essere fatta dai datori di lavoro italiani, comunitari e stranieri 'lungo soggiornanti' che, alla data del 9 agosto, occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di emersione lavoratori stranieri che si trovano in Italia ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011 o precedentemente. La dichiarazione potrà essere presentata, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, secondo le modalità che saranno stabilite dal decreto. Sono esclusi dalla procedura i rapporti di lavoro a tempo parziale, fatto salvo quanto previsto, in materia di lavoro domestico e di sostegno al bisogno familiare, dal comma 8 della disposizione transitoria.

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