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28 settembre 2012

INAIL – Stop amianto: ai cittadini di Casale Monferrato il premio Testimoni di Pace

Stefano Pesce e Romana Blasotti

28 settembre 2012. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a Romana Blasotti e Bruno Pesce, in rappresentanza della popolazione del paese: "Simbolo di tutti coloro che si sono battuti affinché emergesse la verità e fosse fatta giustizia sulla vicenda tragica dell'utilizzo industriale dell'asbesto"

OVADA (ALESSANDRIA) - I cittadini di Casale Monferrato sono Testimoni di Pace. Quest'anno, in occasione della settima edizione del prestigioso premio assegnato dal comune di Ovada non è stato necessario varcare i confini italiani e andare dall'altra parte del mondo per trovare protagonisti di storie dal grande significato umano e sociale. E' bastato restare nella provincia di Alessandria, e spostarsi poco più di 70 chilometri: la distanza sufficiente per arrivare a Casale Monferrato, dove abitano Romana Blasotti, presidente dell'Associazione Famigliari vittime dell'amianto, e Bruno Pesce, cofondatore dell'Associazione e coordinatore del comitato Vertenza amianto. Sono loro, infatti, i vincitori del premio Testimone di pace 2012.

Un premio per una città che non si è mai arresa. Il riconoscimento, assegnato dal Comune di Ovada e dal centro pace Rachel Corrie, viene attribuito a chi si è distinto per attività nel campo della pace e della nonviolenza. La scelta di Romana Blasotti e di Bruno Pesce è stata fatta per l'alto valore simbolico di queste due persone che possono essere considerate simboli di un'intera comunità che - pur segnata profondamente dall'amianto, al quale è stata costretta a pagare un alto costo di vite umane - non ha mai smesso di arrendersi.

"Una storia ancora aperta". "Romana Blasotti e Bruno Pesce vengono premiati come rappresentanti e simbolo di tutti coloro che si sono battuti affinché emergesse la verità e, per quanto umanamente possibile, fosse fatta giustizia sulla vicenda tragica dell'utilizzo industriale dell'amianto - si legge nella motivazione - Una storia, purtroppo, del tutto aperta, che ha in Casale Monferrato e nell'Eternit il suo epicentro, ma che riguarda moltissime altre situazioni in Italia e nel mondo: tutti i luoghi in cui l'amianto è stato utilizzato e prodotto. Una storia aperta perché i tempi di latenza della malattia, nelle sue diverse forme, sono molto lunghi e perché non è cessata del tutto la produzione in vari Paesi né sono state fatte tutte le bonifiche necessarie".

Protagonisti del "processo del secolo". Romana Blasotti e Bruno Pesce hanno portato con le loro testimonianze elementi decisivi nel procedimento Eternit, il "processo del secolo" che ha visto la condanna in primo grado a 16 anni di reclusione dei due imputati, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 64 anni, e il barone belga Louis de Cartier, 89 anni, ex vertici della multinazionale elvetica, accusati di disastro ambientale doloso e di omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche. Schmidheiny e de Cartier dovranno anche pagare un ammontare di rimborsi di oltre 90 milioni di euro.

Anche l'INAIL tra le parti civili. La sentenza del giudice Casalbore ha riconosciuto anche all'INAIL una provvisionale di 15 milioni (una somma di denaro a titolo di anticipo su una successiva causa di risarcimento danni). L'Istituto aveva chiesto come parte civile 272.518.026 euro (oltre agli interessi) e una provvisionale immediatamente esecutiva di 185.579.193 euro. Di fatto, la provvisionale ammessa dalla Corte riconosce la responsabilità degli imputati: i 15 milioni, dunque, sono da intendersi come una cifra che il giudice civile non potrà, comunque, disattendere e che - sempre in separata sede civile - potrà essere ulteriormente integrata, fino all'accoglimento della richiesta originaria.

"Violenza inaccettabile contro persone innocenti". Il premio, dunque, ha scelto Romana Blasotti e Bruno Pesce come testimoni di un'intera cittadinanza che non ha mai smesso di lottare per la giustizia. "Come dimostra in modo inoppugnabile la recente sentenza del Tribunale di Torino, quel che è successo non è dipeso dalla fatalità e dall'ignoranza. Chi sapeva, e siamo ai vertici dell'imprenditoria internazionale, ha fatto il possibile per non porre fine al disastro (solo a Casale e dintorni, sinora, oltre milleottocento vittime) e far fronte alle sue responsabilità (la sentenza verrà contestata con ogni mezzo) - continua, ancora, la motivazione - Si è trattato quindi di una violenza incettabile a danno di vittime innocenti, contro cui, per molto tempo, solo pochi si sono opposti. Ad essi, attraverso le persone di Romana Blasotti e Bruno Pesce, va il premio Testimone di Pace del 2012".

La cerimonia giovedì 4 ottobre. Romana Blasotti - per colpa dell'amianto - ha perso il marito Mario, operaio all'Eternit per 18 anni. Successivamente il mesotelioma le ha portato via la sorella, il nipote, la cugina e, nel 2004, la figlia. Bruno Pesce ha dedicato, da sempre, ogni energia a chiedere giustizia e a lottare per la cittadinanza di Casale e per tutte le persone colpite nella vita e negli affetti dalla fibra killer. La premiazione si svolgerà presso il teatro Splendor di Ovada, giovedì 4 ottobre 2012, alle ore 21.00. Il coordinamento della serata sarà di Assunta Prato, docente e membro di AFeVA, e del giornalista Danilo De Biasio.

(ls)

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