Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

28 novembre 2012

INAIL – Thyssen: parte il processo d’appello. Ed è subito scontro

Thyssen

28 novembre 2012. Oggi al tribunale di Torino la prima udienza. La difesa ha contestato la presenza delle parti civili, pur avendo firmato l'accordo transattivo col gruppo, si sono comunque presentato in aula. L'azienda si è impegnata a fornire un documento che attesti l'irrevocabilità del risarcimento in caso di sentenza diversa da quella di primo grado

TORINO - Ha preso il via stamattina, nella maxi aula 6 del tribunale di Torino, il processo d'appello contro i sei imputati per la morte di sette operai nel rogo allo stabilimento della Thyssenkrupp, nel capoluogo piemontese, la notte del 6 dicembre 2007. Davanti alla corte presieduta dal giudice Gian Giacomo Sandrelli i tre pm che hanno sostenuto l'accusa in primo grado - Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso -, gli avvocati della difesa e quelli delle parti civili. La sentenza di primo grado ha visto la severa condanna degli imputati (oggi assenti dal palazzo di giustizia): a cominciare dai 16 anni e mezzo per omicidio volontario assegnati all'amministratore delegato, Harald Espenhahn.

Esposte, dai familiari presenti in aula, le foto delle vittime. Presenti in aula - oltre ad alcuni ex lavoratori della multinazionale dell'acciaio - anche i famigliari delle vittime, che hanno portato in segno di protesta le foto dei loro cari scomparsi. Il procedimento si è aperto con l'appello delle parti civili: dieci hanno ritirato la loro costituzione (tra queste, si segnala l'unico superstite al rogo, l'ex operaio e oggi parlamentare Antonio Boccuzzi). Ma è stata subito battaglia: l'avvocato della difesa, Ezio Audisio, ha sottolineato, infatti, la presenza di alcune parti che - malgrado l'accordo di risarcimento stipulato con stipulato Thyssen che prevede la rinuncia a ogni altra azione nei confronti dell'azienda - non hanno lasciato il processo.

La difesa garantisce: "Una transazione assolutamente tombale". Di altro avviso sono stati i legali degli interessati, che hanno vincolato tale rinuncia a un'assicurazione formale da parte di Thyssen riguardo la non revocabilità del versamento dei risarcimenti in caso di sentenza diversa da quella di primo grado. Audisio - riferendosi a "una transazione che riteniamo assolutamente tombale" - si è impegnato per l'udienza di venerdì prossimo a presentare una rinuncia scritta da parte di Thyssen nei confronti di tali indennizzi. I giudici si sono riservati di decidere. Probabilmente, una volta ricevuto il documento e risolta la questione, il processo proseguirà senza la quasi totalità delle parti civili (fatta l'eccezione di Medicina Democratica che non ha sottoscritto con Thyssen nessuna intesa). Al prossimo appuntamento in aula si svolgerà, inoltre, la relazione introduttiva del giudice a latere, Paola Perrone.

Parte civile: il ritiro dell'Inail dopo l'accordo nel 2008. Si ricorda che l'Inail già a fine luglio 2008 - a margine della seconda udienza preliminare del processo di primo grado - ha raggiunto un'intesa positiva col gruppo industriale e che ha, pertanto, ritirato la propria costituzione come parte civile. Si è trattato di una scelta "obbligata" a fronte dell'offerta da parte di Thyssen del risarcimento richiesto dall'Istituto. L'accordo venne salutato positivamente dal pm Guariniello e da lui definito "un obiettivo importante da conseguire, con un valore che va al di là di questo caso specifico". "Bisogna, infatti, che le aziende si rendano conto che è meglio spendere prima, per fare prevenzione - valutò il pm - piuttosto che dopo, per risarcire".

Seguiteci anche su Facebook, Twitter e YouTube

Leggi altri articoli della categoria Senza categoria