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5 settembre 2012

INAIL – Una Paralimpiade "inSuperabile": il ruolo dell’INAIL illustrato a Casa Italia

Casa Italia

5 settembre 2012. Il quartier generale azzurro ai Giochi di Londra ha ospitato un evento dedicato all'esperienza del Contact center integrato e all'apporto dell'Istituto allo sviluppo della ricerca e della pratica sportiva. Il presidente De Felice: "Non siamo qui in maniera occasionale, ma come parte di una storia iniziata prima delle Paralimpiadi di Roma 60"

LONDRA - Casa Italia, il quartier generale della delegazione azzurra ai XIV Giochi paralimpici di Londra, venerdì scorso ha fatto da cornice a "Una Paralimpiade inSuperabile", il convegno dedicato al Contact center integrato SuperAbile, la "best practice" italiana promossa dall'INAIL per la consulenza alla pari e l'informazione specializzata alla disabilità e agli infortunati sul lavoro, convegno al quale hanno preso parte anche alcuni atleti protesizzati presso il Centro di Vigorso di Budrio in gara oltremanica: Riccardo Scendoni, Martina Caironi e Marco Pusinich.

De Felice: "La nostra storia ispirata alle politiche sociali". Nel corso del convegno moderato da Stefano Trasatti, direttore dell'agenzia Redattore Sociale e responsabile editoriale di SuperAbile Magazine, il presidente dell'INAIL, Massimo De Felice, ha sottolineato il contributo dell'Istituto e del Comitato italiano paralimpico (Cip) alla promozione della pratica sportiva nei confronti delle persone con disabilità da lavoro. Lo ha fatto ripercorrendo la storia dell'INAIL e sottolineando lo stretto legame instaurato con il Cip. "L'Istituto ha grandi dimensioni - ha detto - ma ha anche grandi 'agilità' che derivano dalla sua storia, fondata non su uno spirito burocratico ma su grandi intuizioni. Una storia ispirata alle politiche sociali, a cui a un certo punto si sono aggiunte le intuizioni di grandi uomini, che vanno al di là delle pure questioni tecniche". De Felice ha ricordato anche che l'INAIL si sente parte della storia delle Paralimpiadi: "Su SuperAbile Magazine ho letto la storia di Guttman e di Antonio Maglio, che organizzò a Roma nel 1960 la prima vera Paralimpiade moderna. Storie di profonda partecipazione. Ancora oggi questa molla motivazionale nell'Istituto è molto viva e potrà portare a risultati sempre più rilevanti".

"Lo sport elemento importante nel ciclo della riabilitazione". "Oggi non siamo qui in maniera occasionale", ha aggiunto il presidente dell'INAIL, che ha ricordato i successi conseguiti dalla collaborazione tra l'Istituto e il Cip. Una sinergia che ha riconosciuto il ruolo dello sport come "elemento importante nel ciclo di riabilitazione, per la riconquista delle motivazioni e per veicolare il senso della vita attiva". In questa direzione, ha precisato De Felice, l'INAIL ha lavorato in tre ambiti: "Il potenziamento del lavoro di ricerca per le protesi sportive; il tentativo di orientare anche sulle problematiche dello sport l'azione di SuperAbile; l'esigenza di creare una banca dati su quello che è il rapporto tra disabilità e sport, per fornire basi statistiche di conoscenza ed orientare così l'azione politica".

"Assistere alle gare è un'esperienza molto emozionante". Da qui l'impegno a continuare, tenuto conto anche dei nuovi compiti assegnati dal legislatore all'INAIL, ricordati dallo stesso De Felice: "L'obbligo di incorporare l'Ispesl nell'INAIL: è normale che in ogni incorporazione di imprese pubbliche ci siano resistenze. Ci sono poi novità dal 2001 su ausili e protesi, e l'accordo-quadro dello scorso febbraio raggiunto in sede di Conferenza Stato-Regioni per accordi strutturati con il Servizio sanitario nazionale per il recupero e il reinserimento degli infortunati. Speriamo in questo senso di poter coinvolgere gli enti locali e rinnovare l'impegno con il Cip". De Felice ha concluso il suo intervento confermando la sua personale emozione per la presenza a queste Paralimpiadi: "Ero venuto con convinzione, vista l'importanza della collaborazione con il Cip. Ho visto le gare e ho aggiunto una grossa componente emozionale a quella razionale".

Pancalli (Cip): "L'Istituto nostro compagno di squadra". Anche il presidente del Cip, Luca Pancalli, nel corso della serata si è soffermato sull'importanza della collaborazione tra l'Istituto e il Comitato paralimpico: "Il rapporto con INAIL non nasce, è sempre esistito. Ha vissuto un periodo di lontananza, di cui non conosco i motivi, ma da quando ho assunto questo incarico mi sono posto degli obiettivi: dare dignità agli atleti, attivare un percorso virtuoso per la promozione dello sport paralimpico, e spiegare l'importanza della collaborazione con Vigorso di Budrio, conoscendo la capacità italiana di sviluppare ricerca. Eppoi ho chiesto a INAIL di veicolare messaggi per intercettare le vocazioni sportive degli infortunati sul lavoro. Devo dire che siamo andati molto più in là, grazie alla capacità di non essere refrattari alle nuove idee". Per Pancalli l'Italia paga dei ritardi rispetto alle altre realtà nazionali legati "a un Paese che non crede e non investe nella riabilitazione". Infine, sul rapporto con l'Istituto, Pancalli ha chiosato: "Noi non abbiamo riscoperto solo una sigla, ci siamo riappropriati di un compagno di squadra, di viaggio, e della consapevolezza che questo percorso va condiviso insieme per il bene di tanti ragazzi e ragazze".

Carletti: "Il futuro sarà ancora più entusiasmante". "L'utilizzo dello sport per la riabilitazione - ha detto il direttore Riabilitazione e Protesi dell'INAIL, Mario Carletti - è stata una necessità dopo la seconda guerra mondiale. Oggi l'Istituto si trova a combattere una 'guerra' quotidiana, quella degli infortuni sul lavoro: lo sviluppo, le nuove tecnologie, i ritmi di lavoro espongono le persone a rischi e danni per la salute. Per questo la riabilitazione è un investimento". Per Carletti "il percorso iniziato con il provvedimento dello scorso febbraio in Conferenza Stato-Regioni è molto importante, perché l'INAIL era stato espropriato della sua funzione sanitaria. Stiamo lavorando ai primi accordi con alcune Regioni. C'è il regolamento protesico, che fa dell'infortunato INAIL, lasciatemelo dire, un 'infortunato fortunato'. E c'è il sistema di comunicazione SuperAbile, nato nel 2001 da un'intuizione unica, che rappresenta un altro progetto unico in Europa. Per tutto questo - ha concluso - il futuro sarà ancora più entusiasmante del presente e del passato".

Per saperne di più:

Speciale Paralimpiadi Londra 2012

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