Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

19 ottobre 2015

La gestione del fumo di tabacco in azienda

Manuale informativo per Datori di Lavoro, Medici Competenti e Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione

La gestione del fumo di tabacco in azienda

INAIL 2015

fumoPubblicazione realizzata da INAIL Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale. COORDINAMENTO SCIENTIFICO Tiziana Paola Baccolo, AUTORI Tiziana Paola Baccolo, Maria Rosaria Marchetti, CON LA COLLABORAZIONE DI Diana Gagliardi, COLLABORAZIONE EDITORIALE Alessandra Luciani, Laura Medei, ILLUSTRAZIONI Laura Medei

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “il controllo del fumo di tabacco è il più importante intervento che un paese possa promuovere per migliorare al tempo stesso la salute dei propri cittadini e i conti della spesa sanitaria” ed è considerato una priorità a causa dei dati d’incidenza delle patologie fumo-correlate. Già il Piano Sanitario Nazionale 2006 - 2008 aveva incluso il fumo tra i parametri di rischio delle grandi patologie (tumori, malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie) individuando lo sviluppo di programmi multisettoriali di contrasto al tabagismo, in linea con le indicazioni dell’OMS e dell’Unione Europea, che auspicavano la prevenzione del fumo tra i giovani, il sostegno alle politiche di tutela dal fumo passivo e il supporto alla disassuefazione. In coerenza con il Piano Nazionale della Prevenzione 2014 - 2018, la realizzazione di ambienti di lavoro liberi dal fumo risponde agli obiettivi di trasversalità degli interventi tra i diversi settori, istituzioni, servizi, aree organizzative, anche in considerazione dell’individuo e della popolazione in rapporto al proprio ambiente, e rientra tra le azioni e strategie evidence based determinando minor consumo di sigarette tra i fumatori e riducendo la prevalenza dei fumatori e dei sintomi respiratori tra i lavoratori. Inoltre, anche negli ambienti di lavoro è possibile promuovere azioni di sostegno e di monitoraggio per l’applicazione dell’art. 51 della L. 3/2003, attraverso una costante informazione accompagnata da interventi educativi/dissuasivi rivolti ai fumatori. L’INAIL, con i propri piani di ricerca, si occupa anche di comportamenti e abitudini che concorrono al benessere psicofisico dei lavoratori, non da ultimo il fatto che l’adesione dei lavoratori alle iniziative aziendali sulla promozione della salute comporta un effetto positivo anche sul rendimento lavorativo, sulla produttività aziendale e sulla spesa sanitaria pubblica. Il presente manuale, realizzato dal Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale, nell’ambito della Linea di ricerca “Studio dei comportamenti a rischio dei lavoratori (tabagismo, scorretta alimentazione e scarsa attività fisica) e promozione di stili di vita salutari come contributo al miglioramento del benessere personale e sul lavoro”, accorpa le informazioni e le varie problematiche legate al fumo di tabacco nei luoghi di lavoro in modo che le figure interessate al benessere psicofisico dei lavoratori possano trovare un ausilio per l’informazione nei luoghi di lavoro, per contribuire al miglioramento della salubrità degli ambienti di lavoro, per favorire l’adozione di comportamenti non dannosi per i non fumatori, per promuovere la disassuefazione dal tabagismo, per diminuire i costi aziendali per l’assenteismo da patologie fumo-correlate, per ridurre gli infortuni e gli incidenti dovuti al fumare e gli eventuali costi per il risarcimento dei danni.

La gestione del fumo di tabacco in aziendaLa gestione del fumo di tabacco in azienda

MODI Qualità, Ambiente, Sicurezza, Corsi di Formazione, Privacy e 231