Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

LA LEGGE n. 179/2017 in materia di “WHISTLEBLOWING”.

Il 14 dicembre 2017 è stata pubblicata la legge 30 novembre 2017, n. 179, recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”.

La norma è stata adottata con lo scopo di riformare la materia del whistleblowing nel settore pubblico e in quello privato.

Per quanto riguarda il settore privato, la Legge ha previsto l’integrazione dell’art. 6 del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”, al fine di tutelare i dipendenti e/o collaboratori di società che abbiano segnalato illeciti di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito delle proprie mansioni lavorative.

Con l’introduzione della novella legislativa è previsto l’obbligo, ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis. lett. a e b, del Decreto 231di prevedere adeguati canali informativi che consentano ai segnalanti di “presentare, a tutela dell’integrità dell’ente, segnalazioni circostanziate di condotte illecite, rilevanti ai sensi del presente decreto e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti”.

Alla luce della novità normativa si rende necessaria la revisione del Modello 231, e in particolar modo all’OdV spetterà il compito di:

  1. sovrintendere all’integrazione del Modello mediante l’aggiunta di una specifica sezione nella Parte Generale, dedicata alla normativa in oggetto, nonché di una sezione nella Parte Speciale che disciplini le sanzioni connesse alla violazione del divieto di atti di ritorsione nei confronti dei segnalanti e all’utilizzo abusivo dei canali di segnalazione;
  2. supportare l’ente nella predisposizione di una specifica procedura che disciplini le modalità di segnalazione;
  3. verificare l’adeguatezza dei canali informativi affinché siano tali sia da assicurare la corretta segnalazione dei reati o delle irregolarità da parte dei dipendenti della società e da garantire la riservatezza di questi ultimi;
  4. verificare che sia stato adottato un canale informatico di cui alla lettera b) del nuovo comma 2-bis dell’art. 6 Decreto 231 che stabilisce la necessità di attivare “almeno un canale alternativo di segnalazione idoneo a garantire, con modalità informatiche, la riservatezza dell’identità”;
  5. gestire il processo di analisi e valutazione della segnalazione;
  6. vigilare sul rispetto del divieto di “atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione”.
  7. vigilare sul corretto utilizzo dei canali informativi da parte dei segnalanti, atteso che la norma prevede che sia sanzionato – oltre al soggetto che abbia posto in essere atti di ritorsione o discriminatori nei confronti del whistleblower – anche colui che “effettua con dolo o colpa grave segnalazioni che si rivelano infondate”.

Gli esperti dello Staff di MOG231.it by MODI® S.r.l., sia in veste di consulenti in materia 231, che in qualità di componenti di Odv,  sono in grado di assistere gli enti sia per quanto riguarda l’attività di revisione che di vigilanza del Modello nel rispetto della L. n. 179/2017.

Per visionare le FAQ L. n. 179/2017 cliccare qui.