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Modello di organizzazione e di gestione 231

21 novembre 2016

Linea guida per il monitoraggio delle sostanze prioritarie

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

D.Lgs. 172 2015 ISPRA Manuali e linee guida

Linea guida per il monitoraggio delle sostanze prioritarie

Linea guida per il monitoraggio delle sostanze prioritarieLa linea guida per il monitoraggio delle sostanze prioritarie è stata redatta in ottemperanza al Decreto Legislativo 13 ottobre 2015, n. 172 Art. 78 – undecies, comma g che richiede agli istituti scientifici nazionali di riferimento di definire: criteri e informazioni pratiche, necessarie all’utilizzo di taxa di biota alternativi ai fini della classificazione dei corpi idrici; criteri fisico-chimici per valutare la concentrazione di piombo e nichel in base alla biodisponibilità sito-specifica nelle acque interne.

ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. La presente linea guida è divisa in due parti : PARTE I: Criteri per il monitoraggio delle sostanze prioritarie nel biota PARTE II: Criteri fisico - chimi ci per valutare la concentrazione di piombo e nichel in base alla biodisponibilità sito - specifica nelle acque interne Ognuna delle due parti risponde all’ obiettivo richiesto dalla normativa , in particolare : · stabilire i criteri per l’utilizzo di taxa di biota alternativi ai fini della classificazione · definire i criteri fisico - chimici per valutare la concentrazione di piombo e nichel in base alla biodisponibilità sito - specifica nelle acque interne Ciascuna di queste due parti sarà preceduta da alcune considerazioni di carattere generali sulla problematica in oggetto, seguite dalla presentazione di informazioni pratiche e proposte operative. La presente linea guida potrà essere soggetta a revisione nel momento in cui si renderanno disponibili nuovi dati o informazioni utili all’implementazione della suddetta normativa. La strategia di monitoraggio per il biota per un determinato corpo idrico deve includere: la selezione dei siti, la selezione delle specie rappresentative per un o specifico corpo idrico, il periodo di campionamento, la frequenza di monitoraggio e la definizione di un modello per la registrazione e archiviazione dei dati raccolti. Per questo ultimo punto nell’Allegato 1 si forniscono due schede per il rilevamento d elle informazioni stazionali e delle variabili biologiche. Le informazioni da registrare sono armonizzate con quelle richieste per il monitoraggio dello stato ecologico, consentendo, nel tempo, di costruire un set omogeneo e confrontabile di informazioni sia a livello regionale che nazionale. La naturale variabilità nell’ambito dei campioni di organismi acquatici deve essere ridotta attraverso un’appropriata progettazione del campionamento tenendo conto di differenze nell’età, sesso, taglia, stato di maturità sessuale e periodo riproduttivo, poiché tutti questi fattori possono influenzare i livelli di concentrazione dei contaminanti. Il campionamento del biota dovrebbe avvenire quando, ad esempio specie ittiche o molluschi, sono in una fase fisiologicamente stabile e fuori dal loro periodo di deposizione. Linea guida per il monitoraggio delle sostanze prioritarieLinea guida per il monitoraggio delle sostanze prioritarie