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Modello di organizzazione e di gestione 231

27 giugno 2015

L’Isis fa meno morti che andare al lavoro

L'Isis fa meno morti che andare al lavoro

La domanda viene spontanea e' piu' pericoloso andare al lavoro o combattere in guerra ????

Questo Articolo è una provocazione non una comparazione.

Provocazione ai Media, che trattano giustamente il fenomeno ISIS ma che non trattano mai il problema ormai cronico dei morti sul lavoro.

Sembra assurdo che in Italia ci sono circa 1.000 morti all' anno e migliaia di feriti senza che nessun talk faccia una trasmissione dedicata.


Maurizio Sacconi chiede Semplificazioni più coraggiose per sicurezza lavoro

Secondo il relatore, Maurizio Sacconi, “gli ampi criteri di delega consentono al legislatore delegato ben più consistenti margini di intervento ai fini di semplificazione e di razionalizzazione in una delle materie più segnate dalla complessità della regolazione”. Secondo il Presidente della Commissione lavoro del Senato “la relazione allo schema di decreto in oggetto segnala in particolare, ove la volontà semplificatoria si traduca in maggiore complicazione, le integrazioni che possono rafforzare il conseguimento dell’obiettivo dichiarato, gli ulteriori ambiti di riregolazione in coerenza con i principi e i criteri di delega”. In merito ai profili della sicurezza e della salute sul lavoro la relazione esplicita che “per produrre luoghi di lavoro sicuri e prevenire efficacemente i danni alla salute delle persone appare necessario riconfigurare in senso moderno le norme sulla salute e sicurezza del lavoro, in un’ottica di incremento delle tutele accoppiata ad una vera semplificazione. Sarebbe quindi auspicabile una più coraggiosa opera di riscrittura della legislazione vigente, ridondante oltremisura e vaga nella definizione dei comportamenti penalmente rilevanti in modo da assicurare” tra gli altri che: “siano definiti dei principi essenziali in non più di 20 articoli, ispirati al testo della Direttiva Europea 89/391 e all’esperienza di successo di altri Paesi europei; tutto ciò che comporta obblighi per le aziende sia supportato da adeguate evidenze scientifiche di efficacia; le fattispecie penalmente rilevanti e i precetti di prevenzione siano definiti con estrema chiarezza, anche attraverso l’applicazione di norme tecniche e linee guida; le sanzioni penali siano graduate in base alle possibili conseguenze del pericolo cagionato; per le imprese con profili di rischiosità bassi e assimilabili agli ambienti domestici (piccoli uffici, attività di servizio semplici, ecc.) siano previste norme specifiche, estremamente semplificate rispetto a quelle generali; gli adempimenti documentali siano ridotti al minimo indispensabile e vengano effettuati attraverso modelli unici nazionali da compilarsi via internet”. Forse Maurizio Sacconi vive sulla Luna : 1) Perche' ci ha sanzionato la Comunità Europea proprio per le semplificazioni 2) Le persone che muoiono nei luoghi di lavoro in Italia sono in aumento non diminuiscono, se vanno calcolati sulla forza lavoro attiva.... 3) L' Italia non e' l'Europa. “Secondo statistiche Eurostat (aggiornate a dicembre 2012) considerando le attività del Nace-R2 (una sorta di ‘paniere’ delle 13 attività economiche comuni ai paesi della Ue) l’Italia tra il 2008 e il 2010 è stato per valori assoluti il Paese con più morti sul lavoro (718 vittime nell’ultimo anno considerato, contro le 567 della Germania, le 550 della Francia, le 338 della Spagna e le 172 della Gran Bretagna). Situazione leggermente migliore per gli infortuni con Germania e Spagna, che precedono il nostro Paese, in valori assoluti. Esempio dati, Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro Morti sul lavoro nel 2015 27 giugno Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 290 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano i 600 morti complessivi (stima minima) . Occorre tenere presente che nelle statistiche delle morti sul lavoro lo Stato considera morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere e che tantissime categorie come per esempio le Partite Iva Individuali, Vigili del Fuoco, Poliziotti, Carabinieri, lavoratori in nero e tanti altri non rientrano nelle statistiche ufficiali. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario fare conoscere questo aspetto ai cittadini italiani. TENIAMO SEMPRE PRESENTE QUESTO ASPETTO QUANDO PARLIAMO DI QUESTE TRAGEDIE CHE SI TENDONO SEMPRE A SOTTOVALUTARE. Poi occorre tenere presente dei feriti, perche' questa e' una guerra. In Italia si verificano circa 600.000 incidenti con danni temporanei ogni anno. Forse il Senatore si e' scordato delle Malattie professionali. Indicativamente in Italia si registrano, dal 2000 al 2005, circa 25.000 malattie professionali di vario tipo registrate dall'INAIL. Mondo L’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) stima che ogni anno si verificano nel mondo:     • 250 milioni di incidenti sul lavoro, che equivalgono a 685.000 al giorno, 475 al minuto e 8 al secondo;     • 12 milioni di incidenti sul lavoro che colpiscono minori;     • più di 1.300.000 decessi legati al lavoro che equivalgono a 3.300 morti al giorno;     • 100.000 decessi provocati dalla sola lavorazione dell’amianto. Le statistiche ufficiali dei morti per terrorismo morti terrorismo Nel 2013 sono state uccise 17.891 persone, 61% in più rispetto al 2012, mentre il numero degli attacchi (9.707) segna un +43%. I feriti sono stati 32.577 e quasi 3.000 le persone rapite. La domanda viene spontanea e' piu' pericoloso andare al lavoro o combattere in guerra ???? Articolo di Mario Di Carlo   MODI Qualità, Ambiente, Sicurezza, Corsi di Formazione, Privacy e 231