Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

15 novembre 2014

Modello 231 e PMI


Modelli Organizzativi previsti dal d.lgs. 231/2001

Modello 231 e PMII Modelli Organizzativi previsti dal d.lgs. 231/2001 possono essere redatti ed attuati anche dalle Piccole e Medie imprese che seguiranno, necessariamente, procedure meno onerose in termini di adempimenti formali,sempre nel rispetto delle linee Linee Guida di riferimento.

Ma attenzione a non confondere l’aderenza a questi codici di comportamento con una standardizzazione spersonalizzata, o peggio, un’approssimazione modesta nella redazione del Modello in questi ultimi casi, infatti, l’ente non avrebbe alcuna possibilità di esimersi dall’eventuale configurazione di una responsabilità amministrativa prevista dal d.lgs. 231/2001, che potrebbe comportare, in determinate ipotesi, conseguenze del tutto gravose, come l’applicazione di sanzioni pecuniarie o interdittive.

IL PANORAMA NORMATIVO

I modelli di organizzazione, gestione e controllo previsti dall’art. 6 del d.lgs. 231/2001 sono l’unico strumento che la normativa fornisce all’operatore economico per potersi esimere, in determinati casi, dalla responsabilità amministrativa degli enti. Il condizionale è d’obbligo, considerato, in prima battuta, che l’adozione del Modello Organizzativo deve rispondere a degli standard idoneità ed efficacia coerenti con la specifica realtà economica di riferimento. Contestualmente, tale Modello deveprevedere idonei protocolli operativi di gestione, organizzazione e controllo, forti di una reale capacità preventiva verso la commissione dispecifici illeciti penali.

Ai fini della verifica dell’efficacia e idoneità del Modello, il decreto istituisce un organismo, l’Organismo di Vigilanza, a cui spetta la funzione di vigilare sul corretto funzionamento del Modello Organizzativo. All’art. 6, comma 1, lett. b) del decreto viene espressamente previsto, inoltre, che l’OdV curi l’osservanza dei modelli, nonché l’aggiornamento costante, tempestivo e puntuale. Per questi motivi, i componenti di tale organismo devono necessariamente godere di determinati requisiti specifici. Fondamentali, sono le qualità di: onorabilità, non essere nemmeno sottoposti a procedimenti penali per i reati collegati o connessi agli illeciti individuati nel modello,nonché professionalità, ovverosia l’essere dotati di specifiche competenze nelle attività di natura tecnica ed ispettiva.

Considerando, inoltre, il campo d’applicazione del d.lgs. 231/2001, la dicitura del dettato normativo,in riferimento ai suoi destinatari, è volutamente ampia. Il fine è di estenderne l’applicabilità a un numero estremamenteampio di soggetti, dal momento che il termine enti, oltre che sottolineare la vasta portata della normativa, include ogni tipo di soggetto collettivo.

In particolare, il decreto è rivolto:

  • agli enti forniti di personalità giuridica
  • alle società
  • alle associazioni (anche prive di personalità giuridica)
  • alle fondazioni
  • alle altre istituzioni, sempre di natura privata, che non hanno come scopo lo svolgimento di un’attività economico-imprenditoriale
  • alle società di capitali e cooperative
  • a tutti gli altri enti privati anche senza personalità giuridica come le società a base personale e le associazioni non riconosciute.

Da qui, diventa facile interpretare come anche le piccole e medie imprese –enti economici espressamente previsti come destinatari degli effetti del d.lgs. 231/2001 – abbiano tutto l’interesse a dotarsi di tali Modelli, considerando, inoltre, la mancanza diunaalternativa di carattere preventivo. Si crea, quindi, in capo all’ente, una sorta di necessità di fatto:scegliere, se dotarsio meno, dell’unico strumento previsto del decreto che abbia una capacità esimente di tale responsabilità “amministrativa”.

Ciò è importante, soprattutto, poiché la configurazione di questa responsabilità fa scattare, in capo all’ente, delle particolari sanzioni espressamente previste nel decreto:

  • sanzioni pecuniarie
  • sanzioni interdittive di carattere temporale (tra cui la sospensione delle autorizzazioni operative, dell’attività, della possibilità di contrarre con la Pubblica Amministrazione)

 

download 231Scarica documento Modello 231 e PMI

Si consiglia: Convegno “Compliance aziendale – il dettato normativo e la responsabilità dei soggetti apicali”.

La partecipazione all’incontro può essere un valido strumento sia per gli operatori di tali materie, sia per coloro che si avvicinano al mondo della Compliance per la prima volta, nell’ottica di fornire strumenti pratici per la corretta applicazione delle norme di riferimento.

Per informazioni e prenotazioni

Gruppo PLS srl

- sito internet: http://www.gruppopls.com/it/convention.html

- email: convegni@gruppopls.com

- Customer Service telefonico: +39.02.39443190

Orari e Luoghi

Milano, 28 novembre 2014 - ore 09:00 - 18:00

Palazzo Bovara - Corso Venezia, 51 (MM. Palestro)

Massimo Cella

@GruppoPLS


Leggi altri articoli della categoria Generale