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Modello di organizzazione e di gestione 231

16 aprile 2016

Nove morti, oltre ai due dispersi di oggi, negli ultimi dieci anni alle cave di Carrara

Niente da fare. Serviva un miracolo, ma il miracolo non c’è stato. I vigili del fuoco impegnati a Carrara nelle ricerche dei due cavatori dispersi a seguito del cedimento di un costone roccioso, hanno ritrovato i corpi senza vita.

Le ricerche sono proseguite per tutta la notte. Il lavoro dei soccorritori nella cava di marmo Gioia a Colonnata, nel distretto delle Alpi Apuane, dove si è staccato il costone roccioso era iniziato con il mettere in sicurezza l’area in cui si era verificato il distacco della parete. Alle 6 di mattina il ritrovamento del corpo del primo operaio. Poco dopo, quello del collega.

La procura di Massa, dopo la tragedia nella cava Antonioli di Carrara, ora sotto sequestro, indaga per omicidio colposo, lesioni e disastro colposo. La pm titolare dell'indagine, Alessia Iacopini, appena possibile, interrogherà l'operaio sopravvissuto, Giuseppe Alberti, 48 anni. L'uomo è ancora in stato di choc, ma avrebbe detto alla moglie di aver visto "i due compagni scomparire sotto le rocce". L'operaio, che aveva una imbracatura, ha riportato alcune contusioni per aver sbattuto contro il marmo mentre rimasto sospeso in aria, prima di essere tratto in salvo dall'elicottero del 118. Sono stazionarie le condizioni del direttore dei lavori, Carlo Musetti, 63 anni, anche lui alla cava, colto da infarto e trasferito all'ospedale apuano dove  stato sottoposto ad un intervento di angioplastica. Anche un altro cavatore, colto da malore per aver assistito alla tragedia, è stato medicato al pronto soccorso.

«Un’altra inaccettabile giornata. Gli incidenti sul lavoro non si fermano, c’è sempre più paura e preoccupazione tra i lavoratori, tutti dobbiamo domandarci come fare di più per combattere questa piaga. Esprimiamo cordoglio e vicinanza ai familiari dei lavoratori coinvolti», commenta il segretario generale della Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani. Aggiunge Dalida Angelini (segretaria generale di Cgil Toscana): «In generale i numeri degli incidenti sul lavoro sembrano ormai quasi quelli di un bollettino di guerra, ogni giorno a Carrara i lavoratori escono la mattina per fare il loro mestiere nelle cave e si chiedono se torneranno a casa. Andare a lavoro non deve mettere a rischio la vita. Avevamo chiesto un tavolo permanente per trovare strumenti di controllo e prevenzione sul tema dei rischi alla sicurezza sul lavoro, oggi siamo a riproporlo alle istituzioni locali e regionali».

Nove morti, oltre ai due dispersi di oggi, negli ultimi dieci anni alle cave di Carrara e un ferito ogni due giorni: i dati choc sono quelli diffusi di recente dall’Asl di Massa Carrara, che testimoniano come i rischi nell’attività estrattiva siano ancora elevati. Sono stati 1.258 gli infortuni dal 2005 ad oggi in ambito estrattivo. Considerato che le giornate lavorative sono circa 250 l’anno, il conto è di un infortunio ogni due giorni. L’ultima tragedia il 24 novembre 2015 quando perse la vita il cavatore Nicola Mazzucchelli, 46 anni, ucciso da una `perlina´, una sfera di acciaio schizzata via dalla catena del filo diamantato durante il taglio di un blocco; il 29 agosto dello stesso anno nelle cave ai Campanili di Colonnata aveva perso la vita Brunello Maggiani, 46 anni, caduto da una bancata. Il 6 settembre 2014 era stato fatale il primo giorno di lavoro a Lurand Llanaj, 32 anni, autista albanese precipitato con il suo camion a Lorano. Il 2013, per fortuna, è passato indenne, nessun morto anche se i feriti sono stati 81. L’anno prima, l’8 settembre 2012, una scaglia di marmo staccatasi da un blocco aveva ucciso Lucio Cappe’, 47 anni, che stava lavorando sulla bancata della cava di Calocara dell’azienda Fb Cave. Ancora una morte bianca il 16 novembre 2011: Enrico Mauceri, 34 anni, padre di due bambine, è rimasto folgorato da una scarica di 15mila volt mentre stava tinteggiando una cabina Enel nella cava Ruggetta.

Nell’attività di vigilanza sulle cave delle Apuane sono state svolte varie attività di assistenza, tra cui 20 incontri per spiegare il corretto utilizzo delle macchine a filo e altre attrezzature. “Questo nuovo tragico incidente, se ci conferma la giustezza della scelta fatta, nello stesso tempo, come ha detto il presidente Rossi, pone la necessità di una chiamata di responsabilità a tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle stesse imprese, parti sociali e istituzionali”. E’ stato inoltre stipulato un accordo con l’Inail affinchè sia varato un approfondito programma formativo da destinare alle scuole per sensibilizzare i giovani d’oggi e futuri lavoratori del domani sull’importanza fondamentale che riveste nella vita di tutto i giorni la sicurezza sul lavoro.

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