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Modello di organizzazione e di gestione 231

5 marzo 2018

Quali sono i rischi associati alla presenza di agenti chimici pericolosi in ambienti confinati?

I principali rischi associati alla presenza di agenti chimici pericolosi (gas, vapori, polveri) in ambienti confinati sono:
  • rischio di asfissia (ovvero mancanza di ossigeno) a causa della permanenza prolungata in ambienti con scarso ricambio di aria o con produzione di gas (es. CO2);
  • rischio di avvelenamento per inalazione o per contatto epidermico di gas, fumi o vapori velenosi normalmente presenti (es. residui in recipienti di stoccaggio) o che possono penetrare da ambienti circostanti;
  • rischio di incendio e esplosione in presenza di gas, liquidi e vapori infiammabili, polveri disperse nell’aria in alta concentrazione, eccesso di ossigeno, ecc.
Le sostanze asfissianti con la loro presenza diminuiscono la concentrazione dell’ossigeno nell’aria respirata ed impediscono l’ossigenazione del sangue nei polmoni; esse esercitano la loro azione dannosa in modo sistematico provocando l’alterazione delle funzioni di un dato organo o sistema (sistema nervoso, circolatorio, respiratorio). In particolare se il livello di ossigeno scende al di sotto del 19,5%, l’aria viene considerata carente di ossigeno, mentre concentrazioni di ossigeno inferiori al 16% sono ritenute pericolose per gli esseri umani. Si può verificare la produzione di un’atmosfera asfissiante nei seguenti casi:
  •  dove c’è una reazione tra rifiuti e l’ossigeno dell’atmosfera;
  • a seguito della reazione tra l’acqua del terreno ed il calcare, con produzione di anidride carbonica, che va a sostituire l’aria;
  • nelle stive delle navi, nei containers, nelle autobotti e simili, come reazione delle sostanze contenute con l’ossigeno presente all’interno;
  • all’interno di serbatoi di acciaio e recipienti ossidati; nell’uso di agenti estinguenti come l’anidride carbonica o agenti alogenati (halon) in ambienti non aerati;
  • in ambienti o recipienti in aziende vitivinicole.
Per i lavori in ambienti confinati è necessario identificare i pericoli presenti, stimare il rischio e determinare le misure di prevenzione e protezione da adottare; generalmente la valutazione del rischio includerà considerazioni riguardanti:
  •  l’attività da eseguire;
  •  le attività eseguite in precedenza;
  • l’ambiente di lavoro;
  •  i materiali e le attrezzature per eseguire l’attività;
  •  la gestione del soccorso e delle emergenze.
L’esposizione al rischio può essere ridotta attraverso l’esecuzione del lavoro con metodologie che evitino l’accesso e l’esecuzione dello stesso nell’ambiente confinato. La pianificazione del lavoro e/o il differente approccio possono ridurre la necessità di lavorare negli spazi confinati. Ulteriore elemento di valutazione è verificare se il lavoro da eseguire, così come programmato, è realmente necessario, o si potrebbe:
  • modificarlo in modo da non entrare nello spazio confinato;
  •  effettuarlo all’esterno, ad esempio utilizzando videocamere manovrate a distanza per le attività di ispezione interne dei recipienti.
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