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24 luglio 2018

Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia

 

pericolosità e indicatori di rischio – Edizione 2018 ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia

ISPRAL’edizione 2018 del Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, la seconda dedicata a questo tema, fornisce il quadro di riferimento aggiornato sulla pericolosità per frane e alluvioni sull’intero territorio nazionale e presenta gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali. ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Il Rapporto aggiorna le mappe nazionali della pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico – PAI e della pericolosità idraulica secondo gli Scenari del D.Lgs. 49/2010 (recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE), realizzate dall’ISPRA mediante l’armonizzazione e la mosaicatura delle aree perimetrate dalle Autorità di Bacino Distrettuali. Gli indicatori di rischio rappresentano un utile strumento a supporto delle politiche di mitigazione del rischio. Il dissesto idrogeologico costituisce un tema di particolare rilevanza per l’Italia a causa degli impatti sulla popolazione, sulle infrastrutture lineari di comunicazione e sul tessuto economico e produttivo. Il forte incremento delle aree urbanizzate, verificatosi a partire dal secondo dopoguerra, spesso in assenza di una corretta pianificazione territoriale, ha portato a un considerevole aumento degli elementi esposti a frane e alluvioni e quindi del rischio. Le superfici artificiali sono passate infatti dal 2,7% negli anni ‘50 al 7,65% del 2017. L’abbandono delle aree rurali montane e collinari ha inoltre determinato un mancato presidio e manutenzione del territorio. Il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, nell’edizione 2018, aggiorna il quadro sulla pericolosità per frane e alluvioni del territorio nazionale, presentando le nuove mosaicature realizzate dall’ISPRA sulla base dei dati forniti dalle Autorità di Bacino Distrettuali. Oltre all'aggiornamento dei dati su popolazione, imprese e beni culturali a rischio, contiene due nuovi indicatori relativi a famiglie ed edifici. La metodologia adottata per la produzione degli indicatori risponde a criteri di trasparenza e replicabilità e restituisce i dati su base nazionale, regionale, provinciale, comunale e aggregati per macro-aree geografiche e per ripartizione dei fondi strutturali.
I principali dati dell’Edizione 2018: 7.275 comuni (91% del totale) sono a rischio per frane e/o alluvioni; il 16,6% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità; 1,28 milioni di abitanti sono a rischio frane e oltre 6 milioni di abitanti a rischio alluvioni.
Il Rapporto rientra appieno nell’ambito dell’attività conoscitiva e della produzione di dati a supporto delle decisioni. Un’approfondita e dettagliata conoscenza del territorio è infatti un’azione propedeutica fondamentale nelle strategie per la mitigazione del rischio idrogeologico, insieme a una corretta pianificazione territoriale, agli interventi strutturali, alle delocalizzazioni, alle reti di monitoraggio e ai sistemi di allertamento, alla manutenzione del territorio e alle buone pratiche in campo agricolo e forestale, alla comunicazione e diffusione delle informazioni.
In tale ambito, l’ISPRA svolge l’attività di raccolta, elaborazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (artt. 55 e 60 del D.Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”), realizza l'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI) in collaborazione con le Regioni e le Province autonome (art. 6, comma g, della L. 132/2016), cura la standardizzazione delle informazioni correlate all’attuazione della Direttiva Alluvioni (2007/60/CE), gestisce la piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo) utilizzata sia per il monitoraggio dell’attuazione degli interventi già finanziati che per le istruttorie di richiesta di nuovi finanziamenti da parte delle Regioni/Province autonome e provvede alla pubblicazione online della cartografia tematica mediante il Sistema informativo nazionale ambientale (SINA).
Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) fornisce un importante contributo al monitoraggio e controllo delle frane, attraverso la gestione di reti regionali di monitoraggio, quali la rete ReRCoMF dell’ARPA Piemonte, la rete del Centro Monitoraggio Geologico di ARPA Lombardia e la rete Remover di ARPA Liguria.
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