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Modello di organizzazione e di gestione 231

15 aprile 2013

Rating di legalità: hai un modello 231? Le banche ti finanziano!

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha emanato il Regolamento sul Rating di Legalità delle imprese.

Il rating di legalità è un giudizio che l’Autorità garante attribuisce all’impresa relativamente al rispetto di alcuni requisiti di, per l’appunto, legalità.

Del giudizio attribuito all’impresa che viene inserita nel rating di legalità, le Pubbliche Amministrazioni e le Banche devono tener conto in sede di concessione di finanziamenti pubblici e di accesso al credito bancario.

Il rating di legalità è un telepass per ottenere finanziamenti sia pubblici che privati. Le banche infatti, per legge, nel caso in cui omettano di tener conto del rating in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese, saranno tenute a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.

Il rating potrà essere assegnato alle imprese (costituite in forma individuale o collettiva) che ne facciano apposita richiesta all’AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato), purché le stesse:

(i) abbiano sede operativa in territorio nazionale;

(ii) siano iscritte, alla data della richiesta, da almeno due anni al registro delle imprese;

(iii) abbiano raggiunto, nell’esercizio precedente alla richiesta, un fatturato minimo (anche riferito al gruppo di appartenenza) di due milioni di euro.

L’Autorità garante valuta l’impresa che vuole accedere al rating e in particolare verifica, attraverso autocertificazione prodotta dall’impresa stessa, che questa sia titolare di alcuni requisiti descritti nel regolamento di attuazione dell’art. 5-ter del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 come modificato dall’art. 1, comma 1-quinques del decreto legge 24 marzo 2013, n. 29, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 2013, n. 62.

Fra questi requisiti si richiede che:

a)      L’impresa, non deve essere interessata né da condanne né da misure cautelari in relazione agli illeciti amministrativi dipendenti da reato di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;

b)      nei confronti degli amministratori, del direttore generale, del direttore tecnico, del rappresentante legale, nonché dei soci persone fisiche dell’impresa (se impresa collettiva) (i) non sono state adottate misure di prevenzione, misure cautelari e non è stata pronunciata sentenza di condanna per i reati di cui al D.Lgs. 231/2001.

Il rating di base ottenuto in presenza dei requisiti minimi richiesti, potrà essere incrementato con l’attribuzione di un segno “+” qualora l’impresa soddisfi ulteriori requisiti, tra i quali, in particolare: l’adozione di una funzione organizzativa, anche in outsourcing, che espleti il controllo di conformità delle attività aziendali a diposizioni normative applicabili all’impresa o di un modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Matteo Scomparin

MODI Qualità, Ambiente, Sicurezza, Corsi di Formazione, Privacy e 231