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Modello di organizzazione e di gestione 231

13 aprile 2017

Riduzione del rischio nelle attività di scavo

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Guida per datori di lavoro, responsabili tecnici e committenti

Riduzione del rischio nelle attività di scavo

Inail Direzione Regionale per la Lombardia

sicurezza_lavoroIl grande interesse suscitato dalla prima edizione della pubblicazione “Riduzione del rischio nelle attività di scavo” ha spinto gli autori a predisporre un aggiornamento, anche alla luce del mutato quadro normativo. Nella nuova edizione gli autori si propongono di mettere a disposizione di datori di lavoro, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, responsabili tecnici, committenti e addetti ai lavori in generale, uno strumento di semplice e pratica consultazione che possa essere di ausilio per prevenire e ridurre i rischi connessi a questa particolare attività. Dopo una disamina delle principali caratteristiche dei terreni, dei problemi di instabilità, dei fattori organizzativi e ambientali, delle possibili dinamiche infortunistiche, vengono riportate pratiche soluzioni organizzative e istruzioni tecniche. Inoltre, al fine di fornire indicazioni più esaustive sulle misure di prevenzione e protezione da realizzare, sono riportati due nuovi capitoli riguardanti aspetti importanti e spesso sottovalutati, quali la sicurezza del cantiere stradale e i rischi di natura elettrica nelle attività di scavo. La pubblicazione è inoltre un esempio di come la gestione di attività peculiari e complesse, quali quelle di scavo, richieda un approccio interdisciplinare in grado di includere aspetti di natura tanto ingegneristica quanto geologica. Come per l’edizione precedente, in appendice, viene riportato un riepilogo delle principali disposizioni legislative e normative riguardanti la sicurezza nelle attività di scavo. Negli ultimi anni si è registrato a livello nazionale un graduale decremento del fenomeno infortunistico. Il trend positivo, ormai consolidato, non può prescindere dai cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel mercato del lavoro a seguito della crisi economica, ma è comunque espressione di una maggiore consapevolezza del rischio e di una più diffusa cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro. Il settore delle costruzioni è tra quelli che ha da sempre versato un pesante e triste tributo in termini di infortuni mortali; gli infortuni mortali in edilizia nel periodo 2008-2011 hanno avuto un peso medio pari al 42% dell’intero settore Industria e addirittura al 58% del settore Artigianato. Dall’esame del quadro statistico relativo agli infortuni mortali occorsi nel periodo citato non si possono trarre segnali completamente positivi in quanto, se da un lato il numero di infortuni è complessivamente in diminuzione, dall’altro i decessi nel settore industriale sono calati solo nel 2011 e inoltre la durata media dell’infortunio è aumentata (Vallerga, 2013), segnale che il rischio complessivo del settore permane a livelli molto alti. Tra i diversi comparti economici che caratterizzano le Costruzioni l’Edilizia e genio civile contribuisce da sola per quasi la metà delle denunce (47,8%), percentuale che sale a ben il 60,2% per i casi mortali. Tutti i comparti evidenziano, infine, la quasi totale prevalenza dell’infortunio in occasione di lavoro rispetto a quello in itinere con l’unica eccezione rappresentata dai casi mortali del comparto Preparazione del cantiere edile in cui, pur nella sua esiguità numerica, 3/4 degli infortuni si sono verificati nel tragitto casa-lavorocasa (DATI INAIL, dicembre 2012).

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