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Modello di organizzazione e di gestione 231

25 luglio 2016

Rischio stress lavoro-correlato monitoraggio e prospettive di sviluppo

Rischio stress lavoro-correlato, all’Inail un convegno nazionale su esperienze, monitoraggio e prospettive di sviluppo

sicurezza_lavoroL’evento che si è svolto il 14 luglio 2016 a Roma, ha approfondito gli aspetti più rilevanti del progetto CCM 2013 "Piano di monitoraggio e d’intervento della valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato", finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Inail. Lucibello: "l’attenzione ai rischi emergenti nella strategia di prevenzione dell’Istituto".

Un’occasione di confronto per verificare, approfondire e discutere dei risultati e dell’impatto della specifica metodologia Inail per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato. Questo uno dei principali obiettivi del convegno nazionale che si è svolto il 14 luglio a Roma, presso la direzione generale dell’ Istituto. Il progetto “Piano di monitoraggio e d’intervento della valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato”, coordinato dal Dipartimento medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale (Dimeila) dell’Inail con il coinvolgimento di 16 Regioni/Province autonome e di due università, a distanza di cinque anni sta raccogliendo ottimi risultati e in autunno sarà aggiornato per permettere a molte aziende italiane di attualizzare la metodologia di controllo di questo particolare e diffuso ‘rischio emergente’.

In Italia, l'attuale quadro normativa di tutela della salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81 /2008 e s.m.i .) identifica lo Stress lavoro-correlato (SLC) come uno dei rischi oggetto di valutazione e conseguente adeguata gestione da parte delle organizzazioni (in recepimento dell'Accordo europeo 2004) , predisponendo, tramite la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro, indicazioni procedurali minime utili ai fini valutativi. In tale contesto, I'INAIL ha proposto nel 2011 un percorso metodologico per la valutazione e gestione del rischio SLC, sostenibile e di facile utilizzo per le aziende, basato su approcci partecipativi e strumenti scientificamente validi. Dopo circa 6 anni dalla emanazione delle indicazioni della Commissione consultiva, si è resa opportuna una verifica dello stato di attuazione dell'obbligo di valutazione dello SLC, attraverso un piano di monitoraggio nazionale anche al fine di offrire modelli di intervento con ricadute immediate nell'ottica dell'implementazione del livello di sicurezza nei luoghi di lavoro.

PROGETTO

Il progetto, finanziato nell'ambito del programma CCM 2013 del Ministero della salute, ha rappresentato un momento di verifica oltre che dello stato di attuazione dell'obbligo di valutazione come, peraltro, identificato nel Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 anche dell'efficacia e dell'impatto della metodologia INAIL. In aggiunta, è stata prevista la messa a punto e sperimentazione di strumenti integrativi riadattati ad alcune specificità aziendali e di comparto.

Il progetto, coordinato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale (DiMEILA) dell'INAIL, con il coinvolgimento di 14 Regioni, delle Province autonome e di 2 Università, ha permesso d'intensificare la collaborazione con i servizi di prevenzione delle aziende sanitarie regionali per lo sviluppo di azioni coordinate nella gestione di tale rischio. l risultati derivanti dal progetto potranno, altresì, fornire un contributo concreto all'eventuale aggiornamento delle indicazioni della Commissione consultiva.

Lo studio è stato condotto su 124 aziende che hanno implementato tutto il percorso metodologico INAIL, corrispondenti a 292 gruppi omogenei (292 liste di controllo e 4.500 questionari) al fine di:

1. esplorare l'utilità e l'efficacia dell'approccio metodologico e degli strumenti offerti ;

2. investigare le modalità con cui è stato applicato il percorso metodologico, in termini di coinvolgimento dei lavoratori, motivazioni sottese alla valutazione approfondita, tipi di interventi sviluppati, ecc.

La raccolta dei dati ha previsto un questionario articolato in 22 domande relative a tutte le fasi del percorso metodologico. Le informazioni raccolte sono state poi incrociate con gli esiti delle due fasi di valutazione. l risultati mostrano che alcuni elementi del percorso metodologico sono legati in maniera significativa a differenze negli esiti delle fasi di valutazione e, pertanto, sembrerebbero influire sull'efficacia del percorso; ad esempio: lo sviluppo della fase propedeutica alla valutazione, il coinvolgimento dei lavoratori e/o dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) , l'erogazione di specifica formazione/informazione ai soggetti coinvolti.

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