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Modello di organizzazione e di gestione 231

13 marzo 2017

secondo Rapporto sullo stato dell’energia nell’UE

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certifica che in tutta l'Unione la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio è ormai una realtà concreta

secondo Rapporto sullo stato dell'energia nell'UE

Il secondo Rapporto sullo stato dellIl secondo Rapporto sullo stato dell'energia in Europa, pubblicato il 2 febbraio 2017, certifica che in tutta l'Unione la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio è ormai una realtà concreta. L'Europa è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi al 2020 per le emissioni di gas a effetto serra, l'efficienza energetica e le energie rinnovabili. Ha già raggiunto l'obiettivo fissato al 2020 per quanto riguarda il consumo di energia finale; le emissioni di gas a effetto serra nel 2015 erano del 22% inferiori ai livelli del 1990; è sulla buona strada nel settore delle energie rinnovabili che, in base ai dati del 2014, hanno raggiunto il 16% del consumo finale lordo di energia. Un altro importante dato è che si conferma il disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di gas a effetto serra: nel periodo 1990-2015 il prodotto interno lordo (PIL) combinato degli Stati membri dell'UE è aumentato del 50%, mentre le emissioni sono diminuite del 22%. A conferma di quanto già tratteggiato nella prima Relazione sullo stato dell'Unione dell'Energia del novembre 2015, il nuovo Rapporto conferma che il 2016 è effettivamente stato per l'Unione Europea un anno di importanti realizzazioni e di progressi che la Commissione intende consolidare nel  corso del 2017, anno in cui ulteriori iniziative di settore sono già state inserite tra le priorità legislative complessive della UE. L'Unione Energy è stata infatti individuata dalla Commissione come una delle 10 priorità politiche della UE in quanto si tratta, come già sancito dalla dichiarazione Bratislava, di un progetto organico e complementare allo sviluppo e al consolidamento di ogni altra politica europea. Energia e clima non pongono solo questioni ambientali, ma sono anche fondamentali per proteggere gli interessi economici e il benessere dei cittadini, per modernizzare l'economia europea e realizzare la transizione verso verso un sistema a basse emissioni di carbonio che usa le risorse in modo efficiente e socialmente equo. Per l'Unione dell'Energia il 2016 è stato l'anno dell'incisività: la visione racchiusa nella strategia quadro è stata tradotta in iniziative legislative e non legislative concrete, soprattutto con il pacchetto Energia pulita per tutti gli europei. Sempre nel 2016, la Commissione ha presentato anche una strategia europea per la mobilità a basse emissioni caratterizzata da un obiettivo ambizioso e chiaro: entro la metà del secolo le emissioni di gas a effetto serra provenienti dai trasporti dovranno essere inferiori di almeno il 60% rispetto al 1990 ed essere instradate saldamente su un percorso di avvicinamento allo zero, pur assicurando le esigenze di mobilità dei cittadini e delle merci e la connettività globale. Dopo le basi poste nel 2016, il 2017 deve essere l'anno dell'attuazione. Questo è il messaggio chiave della Commissione che sarà al centro anche della nuova campagna di comunicazione che a partire dal 3 febbraio 2017 si concretizza in un tour europeo dedicato all'Unione dell'Energia con visite programmate lungo tutto il corso del 2017 nel quale la Commissione condurrà un'ulteriore analisi approfondita delle politiche dei vari  stati membri. L'Europa ha già dimostrato di essere in grado di mantenere in questo campo il ruolo di leader mondiale che, secondo le dichiarazioni dei commissari, può rafforzarsi ulteriormente. Il fatto di essere sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi al 2020 in materia di clima ed energia, nonostante l'attuale incertezza geopolitica, deve dare un'ulteriore spinta per procedere speditamente verso la transizione ed accreditare così anche la sua leadership. Di fatto, ad oggi, le energie rinnovabili sono più competitive e talvolta più a buon mercato dei combustibili fossili, danno lavoro a oltre un milione di persone nella sola UE e attraggono maggiori investimenti rispetto a molti altri settori. Inoltre hanno ridotto di 16 miliardi di euro la nostra fattura per le importazioni di combustibili fossili. In un contesto geopolitico in rapida evoluzione il successo dell'Unione dell'Energia è ritenuto fondamentale per proteggere gli interessi economici e il benessere a lungo termine dell'Europa e degli europei. Per questo motivo negli scorsi mesi il lavoro dell'Unione dell'Energia si è concentrato con più attenzione sulla diplomazia energetica, prefiggendosi di incrementare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, di far crescere le esportazioni di soluzioni targate UE basate su una tecnologia a bassa intensità di carbonio e di potenziare la competitività industriale europea.

Il secondo Rapporto sullo stato dell'energia nell'UEIl secondo Rapporto sullo stato dell'energia nell'UE

tratto da ARPAT news