Un sistema di whistleblowing regge solo se l’azienda investe su formazione e sensibilizzazione. Non basta attivare un canale di segnalazione: servono persone consapevoli, procedure chiare e un clima interno che non punisca chi segnala in buona fede. Di conseguenza, l’organizzazione riduce violazioni, intercetta criticità prima che esplodano e rafforza la compliance.
Formazione: cosa deve sapere chi segnala e chi gestisce
La formazione deve chiarire diritti e doveri legati alla segnalazione di illeciti. Inoltre, deve coprire aspetti normativi e operativi, collegando il whistleblowing ai presìdi aziendali, inclusi quelli previsti dal D.Lgs. 231/2001 e dalle disposizioni europee sulla protezione dei segnalanti.
Sul piano pratico, i corsi devono spiegare:
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quali comportamenti e situazioni vanno segnalati, con esempi concreti;
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come inviare una segnalazione in modo sicuro, evitando errori tipici;
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quali canali sono disponibili e come funzionano, compresi tempi e passaggi;
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quali garanzie esistono su riservatezza e protezione da ritorsioni.
Allo stesso tempo, serve un messaggio netto sulle segnalazioni strumentali. Perciò è utile chiarire conseguenze e rischi delle segnalazioni infondate o in mala fede, in modo da proteggere il sistema da abusi.
Modalità didattiche: coinvolgere senza appesantire
Per rendere la formazione efficace conviene usare modalità diverse. Per esempio, si possono combinare lezioni in presenza, webinar, e-learning e workshop con casi realistici. In parallelo, vale la pena differenziare i contenuti: chi opera su processi sensibili e chi gestisce le segnalazioni ha responsabilità diverse e necessita di focus differenti.
Sensibilizzazione: cambiare la percezione interna della segnalazione
Accanto alla formazione, la sensibilizzazione crea il contesto giusto. L’obiettivo è far percepire la segnalazione non come delazione, ma come un comportamento responsabile a tutela dell’azienda e delle persone.
Funzionano strumenti semplici e ripetuti nel tempo, come:
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comunicazioni interne chiare sui canali e sulle tutele;
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poster e materiali informativi nei punti di passaggio;
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newsletter e aggiornamenti periodici;
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momenti di confronto con il management su casi tipici e gestione delle criticità.
Di conseguenza, il tema resta “vivo” e non si riduce a un’informativa letta una volta e dimenticata.
Leadership: senza esempio dall’alto il sistema si svuota
Il coinvolgimento della leadership è decisivo. Dirigenti e responsabili devono dare il primo segnale: etica, rispetto delle regole e ascolto reale delle segnalazioni. Inoltre, devono gestire i casi con serietà e imparzialità. Se i lavoratori percepiscono chiusura o ritorsioni, il canale diventa inutile e le criticità restano nascoste.
Continuità: non un evento, ma un processo
Formazione e sensibilizzazione non possono essere episodiche. Servono richiami periodici, aggiornamenti quando cambiano procedure o canali e verifiche sull’efficacia (per esempio partecipazione, comprensione, tempi di gestione, qualità delle segnalazioni). Infine, la continuità rende il whistleblowing un presidio stabile e credibile, non un adempimento “da audit”.
L’aggiornamento periodico sulle normative e sulle best practice, unito al monitoraggio costante dell’efficacia del sistema di segnalazione, consente all’azienda di mantenere elevati standard di compliance e di ridurre il rischio di illeciti.
Per una consulenza personalizzata, un incontro conoscitivo, iscrizione ai corsi chiamare il numero verde 800300333.
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Autore
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Francesca Quintavalle è la copywriter e curatrice del progetto editoriale di MODI SRL.
È autrice degli articoli pubblicati sui diversi Blog e canali Social del Gruppo, dedicati alla divulgazione della cultura aziendale e alla condivisione di pillole informative e FAQ su tematiche di conformità normativa e responsabilità d’impresa (Modelli Organizzativi e Responsabilità Amministrativa con particolare focus sul D.Lgs. 231/2001).
Forte di oltre 27 anni di esperienza, segue la comunicazione di MODI SRL sui temi cruciali per le aziende: sicurezza sul lavoro, formazione, Sistemi di Gestione ISO (Qualità, Ambiente, Sicurezza, Anticorruzione, Parità di Genere, Sicurezza delle Informazione ecc. ) e adempimenti Privacy (GDPR).
Oltre a curare i contenuti specifici di questo portale, scrive e supervisiona l'aggiornamento informativo degli altri siti web e blog tematici collegati al network MODI: www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/.
