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Modello di organizzazione e di gestione 231

20 febbraio 2018

Sostanze chimiche pericolose

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

al via l’indagine pilota Inail-Echa

Sostanze chimiche pericolose

sostanze chimicheIdentificare le eventuali cause che impediscono un uso efficace delle informazioni contenute nelle schede di sicurezza (Sds) per la valutazione del rischio chimico in azienda e proporre le modifiche più idonee per migliorarle. Questo il contributo richiesto a un ampio panel mirato di imprese, attraverso la compilazione di un questionario che sarà online a partire dal 19 febbraio. Il questionario, predisposto da un gruppo di lavoro multidisciplinare Inail, coordinato dalla Direzione centrale prevenzione, è stato condiviso con Echa (European chemicals agency) e Federchimica. I destinatari sono i soggetti, interni o esterni all’azienda, chiamati a occuparsi della valutazione del rischio chimico e del rispetto degli obblighi previsti dal regolamento europeo Reach (Registration, evaluation, authorisation of chemicals). Dalle schede di sicurezza le informazioni necessarie contro i rischi chimici. Le schede dati di sicurezza rappresentano il principale documento informativo che accompagna le sostanze chimiche e le loro miscele. Contengono dati fondamentali per una corretta e sicura manipolazione di sostanze e miscele e consentono al datore di lavoro di identificare le sostanze pericolose e di conoscere i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente, consentendo di adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione. È la prima indagine europea sul tema. L’obiettivo della collaborazione fra Inail ed Echa, con il supporto di Federchimica, è quello di realizzare un’indagine per misurare l’impatto delle schede dati di sicurezza delle sostanze pericolose e delle miscele sugli utilizzatori a valle. Con questa denominazione, secondo i regolamenti tecnici Reach e Clp (Classification, labelling and packaging), sono indicati lavoratori individuali o imprese per i quali l’utilizzo di sostanze chimiche non rappresenta l'elemento principale dell’attività ma entra pienamente nel ciclo produttivo aziendale. È il caso, per esempio, delle aziende operanti nei settori prescelti per l’indagine, della gomma plastica, del tessile e del cuoio, della carta e del legno. Tra i prodotti chimici impiegati ci sono solitamente vernici, metalli, adesivi, solventi e detergenti. Lo studio costituisce la prima indagine pilota attivata in uno Stato dell’Unione europea e potrà rappresentare un modello trasferibile anche ad altri Paesi membri. Il questionario si articola in 24 domande. Il questionario, che sarà compilabile online fino al 20 aprile, è strutturato in 24 domande, suddivise in quattro ambiti tematici: organizzazione, conoscenza, aspetti tecnici e gradimento/criticità. Rispondendo a un primo invito, le imprese coinvolte potranno partecipare all’indagine attraverso un link personalizzato che ne consentirà l'attivazione.

Fonte inail.it

 
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