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Modello di organizzazione e di gestione 231

16 febbraio 2017

Sostenibilità ambientale dell’uso dei pesticidi

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Rapporto ISPRA - Istituto Superiore  per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Sostenibilità ambientale dell'uso dei pesticidi

downloadSostenibilità ambientale dell'uso dei pesticidi. Il bacino del fiume Po L'istituto  Superiore  per  la  Protezione  e  la  Ricerca  Ambientale  (ISPRA),  le  Agenzie  Regionali  per  la Protezione dell'Ambiente (ARPA), le Agenzie Provinciali per la Protezione dell'Ambiente (APPA) e le persone  che  agiscono  per  loro  conto  non  sono  responsabili  per  l’uso  che  può  essere  fatto  delle informazioni contenute in questo rapporto. ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Febbraio 2017 Il rapporto studia la contaminazione da pesticidi del bacino del Po, il più importante d’Italia per dimensione e per concentrazione delle attività umane. Un monitoraggio esteso dell’area (sviluppato nell’ambito del monitoraggio nazionale coordinato da ISPRA che coinvolge le Regioni e le ARPA/APPA) ha consentito di studiare l’evoluzione della contaminazione a partire dal 2003. E’ stata analizzata la presenza nel fiume e nelle acque sotterranee dell’intero bacino di alcuni erbicidi non più usati da anni (atrazina, simazina, alaclor). Questo ha permesso di approfondire aspetti relativi alla sostenibilità dell’inquinamento chimico e in particolare alla capacità del bacino di rispondere a fattori di stress antropico, confrontando i dati di contaminazione con i limiti di legge previsti in fase di autorizzazione. Il rapporto inoltre affronta il problema della valutazione di pericolo per alcune sostanze “estremamente preoccupanti” quali le sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, le sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche, gli interferenti endocrini. Non essendoci una soglia di pericolo per queste tipologie di sostanze, non è possibile stabilire un livello di sicurezza e quindi risultano rilevanti anche le basse concentrazioni a cui sono esposti gli organismi viventi. Viene infine affrontato il tema delle miscele di sostanze rilevate nei siti di monitoraggio del bacino, e le problematiche dovute alle lacune conoscitive degli effetti cumulativi.

Il documento presenta un’analisi della contaminazione da pesticidi del bacino idrografico del fiume Po, il più importante d’Italia sia per dimensione sia per la concentrazione delle attività presenti, considerando in modo particolare la rilevanza dell’agricoltura esercitata in modo intensivo con elevato utilizzo di pesticidi. L’obiettivo è quello di comprendere le dinamiche e i tempi con cui evolve la contaminazione da pesticidi nelle acque, tenendo presente che ai fini del la sostenibilità ambientale può non essere sufficiente il confronto con i limiti fissati dalla normativa, ma si dovrebbe prendere a riferimento la capacità di un determinato ambiente di conservare le caratteristiche che determinano la qualità degli ecosistemi e la loro sopravvivenza. La disponibilità di dati di monitoraggio esteso su tutta l’area rende possibile studiare la contaminazione da pesticidi e la sua evoluzione a partire dal 2003. Le valutazioni si basano sui dati utilizzati per la redazione del “rapporto nazionale pesticidi nelle acque” (nel seguito indicato come “Rapporto pesticidi”), realizzato dall’Istituto nell’ambito dei compiti stabiliti dal decreto 22 gennaio 2014 (Piano di Azione Nazionale per l’utilizzo sostenibile dei pesticidi [DM 35/2014]), che ha tra le sue finalità quella di rilevare eventuali effetti derivanti dei pesticidi, non previsti nella fase di autorizzazione e non adeguatamente controllati in fase di utilizzo 1. Il rapporto è il risultato di una complessa attività che coinvo lge le Regioni e le Agenzie regionali/provinciali per la protezione dell’ambiente che effettuano il monitoraggio nell’ambito dei programmi di rilevazione previsti dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 [D.Lgs. 152/2006], mentre l’Istituto fornisce g li indirizzi tecnico -scientifici, raccoglie i dati, li elabora, li valuta ed evidenzia le criticità riscontrate. I pesticidi sono le sostanze utilizzate per combattere organismi ritenuti dannosi e come tali possono essere pericolosi per tutte le forme di vita. Da un punto di vista normativo, si distinguono i prodotti fitosanitari [Reg. CE 1107/2009], utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei vegetali, e i biocidi [Reg. UE 528/2012], impiegati in vari campi di attività (disinfetta nti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo, ecc.). Spesso i due tipi di prodotti utilizzano gli stessi principi attivi, il termine pesticidi comprende i due gruppi di sostanze. La regolamentazione europea dei pesticidi ha una lunga tradizione ed è f ra le più articolate e complete a livello mondiale. Una valutazione approfondita del rischio viene svolta prima dell’immissione sul mercato; è regolamentata anche la fase finale del ciclo di vita, con la definizione di livelli considerati non pericolosi ne gli alimenti e nell’ambiente. In anni recenti, infine, è stata regolamentata anche la fase intermedia del ciclo, quella dell’uso, con una serie di misure volte a migliorare le pratiche agronomiche, minimizzando l’uso di sostanze chimiche, a proteggere i corpi idrici e le aree sensibili, a fornire un addestramento adeguato agli operatori.

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