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Modello di organizzazione e di gestione 231

8 agosto 2016

Statistiche sentenze penali in materia di sicurezza del lavoro


Amministrazione Regionale Emilia-Romagna Delibera della Giunta Regionale 28/12/2016 n. 2304 - Programma annuale attività ERVET C11 2016

Statistiche sentenze penali in materia di sicurezza del lavoro

Statistiche sui casi giuridici selezionati nelle sentenze penali in materia di sicurezza del lavoroDisponibile una elaborazione statistica dei casi d’interesse per la sicurezza sul lavoro e nel settore costruzioni selezionati tra le sentenze Corte di Cassazione e resi consultabili alla sezione “Dati per conoscere il lavoro nei cantieri”. L’Area tematica “Sistema di osservazione” della sezione “Dati per conoscere il lavoro nei cantieri” è stata aggiornata con il documento “Statistiche e riflessioni in margine a sentenze in materia di sicurezza nei luoghi di lavori: analisi di casi d’interesse per il settore costruzioni selezionati tra quelli esaminati dalla Corte di Cassazione.” Il testo, prodotto come materiale di lavoro in assistenza ad attività definite nell’ambito delle collaborazioni fra Regione e Forze Sociali, è articolato in due parti. La prima tratta delle statistiche riguardanti l’attività della Corte di Cassazione in materia di “sicurezza nel lavoro” e viene affrontata in due capitoli, rispettivamente dedicati all’attività delle sezioni competenti e gli esiti dei procedimenti. Amministrazione Regionale Emilia-Romagna Delibera della Giunta Regionale 28/12/2016 n. 2304 - Programma annuale attività ERVET C11 2016 DIREZIONE GENERALE CURA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE SERVIZIO GIURIDICO DEL TERRITORIO, DISCIPLINA DELL'EDILIZIA, SICUREZZA E LEGALITÀ.
Sin dall’inizio del lavoro di selezione delle sentenze in materia di sicurezza sul lavoro ritenute d’interesse per gli operatori nelle costruzioni, della creazione del database e della redazione delle schede descrittive dei singoli casi giuridici, è stato dedicato particolare impegno alla classificazione delle caratteristiche e dei contenuti dei casi esaminati per consentire ricerche e analisi comparative attraverso il ricorso a diverse variabili, tra loro eventualmente incrociabili.
Mentre quanto inserito nella base dati permetteva di effettuare selezioni e considerazioni giuridiche sulle varie figure onerate di responsabilità prevenzionistiche, vi era l’aspettativa che, col tempo e con l’aumentare del materiale censito, il lavoro avrebbe prodotto risultati utili anche ai fini statistici. Seppur non costituendo un campione rappresentativo in senso stretto, le schede e il complesso della base dati consentono di effettuare riflessioni qualitative in merito ai contenuti delle pronunce giurisprudenziali ed ai soggetti che entrano nel circuito giudiziario, nonché una prima ricognizione dell’evoluzione della materia della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il materiale raccolto sinora alimenta insomma un serbatoio di dati sull’aspetto qualitativo dell’azione del Giudice di terzo Grado e in particolare le sentenze che, per la particolarità o l’importanza dei temi e della risoluzione delle tematiche giuridiche sottese, sono state citate da autorevoli riviste di settore. Un piccolo patrimonio “ragionato” che a disposizione degli operatori pubblici e delle parti sociali può favorire l’identificazione di fattispecie e di ipotesi di intervento verso il settore e le figure professionali maggiormente coinvolte..
Le informazioni ed i rapporti che l’ufficio di statistica della Suprema Corte di Cassazione mettono a disposizione degli utenti rappresentano ulteriori utilissimi strumenti per seguire anno per anno quante e quali sono state le decisioni riguardanti la materia d’interesse.
Tali risorse informative, specie da quando sono state rese più facilmente accessibili, permettono di fare un ulteriore passo avanti e di riflettere su nuovi confronti e miglioramenti riguardanti la base dati in costruzione all’interno del sito dedicato alla Legge 2/2009 della Regione Emilia-Romagna.
E’ per esempio grazie a questi dati che si è potuto valutare che l’operazione di selezione e schedatura, riguardante complessivamente 273 sentenze per 350 schede di casi giuridici esaminati (la differenza tra numero di sentenze e numero di schede è data dal fatto che ciascuna sentenza può contenere statuizioni riguardanti più soggetti coinvolti ma con differenti destini processuali) comprende 145 sentenze emesse nel periodo 2011-2015, un quinquennio nel quale l’attività della Corte risulta aver definito 743 provvedimenti in materia classificati alla voce “sicurezza nel lavoro (igiene e prevenzione infortuni)”. Al di là di poter pertanto affermare che è stato analizzato un numero di sentenze equivalente al 20% di quelle statisticamente attribuite alla tematica, va sottolineato come la selezione operata sia esplicitamente orientata ai casi di interesse specifico del settore delle costruzioni e quindi come tale ordine di grandezza vada a crescere necessariamente relativamente allo specifico ambito di indagine, con livelli di copertura e rappresentatività non precisamente valutabili ma comunque consistenti.
Con riferimento alla selezione delle sentenze, nel 2015 la raccolta è stata effettuata in alcuni casi su base tematica e, quindi, le schede hanno riguardato singoli soggetti (RSPP, Medici competenti, ecc.),indipendentemente dagli ulteriori soggetti coinvolti nel processo che ha dato origine alla pronuncia di legittimità. Se questo ha presumibilmente determinato effetti sulla composizione della platea dei soggetti coinvolti non ha comunque generato conseguenze sulle rispettive percentuali di condanna e di assoluzione che vengono considerate nell’ultimo capitolo del documento, quello dedicato all’epilogo dei procedimenti selezionati.
Va inoltre ricordato che le vicende sottese ai ricorsi riguardano anche casi di mancata tutela che hanno portato ad infortuni nei quali sono state contestate responsabilità penali per lesioni personali gravi o gravissime e per omicidio colposo; una parte residuale delle schede (37 delle 350 schede) riguarda appunto casi che abbiamo definito di lesioni alla “Salute & Sicurezza” della globalità dei lavoratori dell’azienda coinvolta nel procedimento penale. Nei casi di mancata tutela si tratta di processi riguardanti eventi infortunistici dove l’intervento degli operatori delle AUSL e/o della DTL è stato effettuato in quanto Ufficiali di Polizia Giudiziaria delegati dall’Autorità Giudiziaria o “di iniziativa”. Negli altri casi le vicende riguardano casi di sanzioni, prevalentemente prescrizioni, elevate in occasione di visite ispettive preventive di routine nel corso delle quali sono state rilevate mancanze e conseguentemente contestate sanzioni alle quali evidentemente, è stata proposta opposizione.


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