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26 luglio 2016

Stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate

Stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate

Quaderni del Ministero della Salute

Pubblichiamo il quaderno n. 15 - Maggio-Giugno 2012 del ministero della salute sullo stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate.

Quaderni del Ministero della Salute © 2012 - Testata di proprietà del Ministero della Salute A cura della Direzione Generale Comunicazione e Relazioni Istituzionali Viale Ribotta 5 - 00144 Roma - www.salute.gov.it Consulenza editoriale e grafica: Springer Healthcare Italia S.r.l. Registrato dal Tribunale di Roma - Sezione per la Stampa e l'Informazione - al n. 82/2010 del Registro con Decreto del 16 marzo 2010

Quaderni del Ministero della SaluteLe malattie correlate all’amianto costituiscono una sfida per la sanità pubblica e un chiaro monito sulla rilevanza dei determinanti ambientali della salute delle popolazioni e sulla necessità di contrastarli con politiche intersettoriali. Il nostro Paese è stato, dal secondo dopoguerra fino al bando dell’amianto, avvenuto nel 1992, uno dei maggiori produttori e utilizzatori di amianto, con un consumo di oltre 3,5 milioni di tonnellate in questo arco di tempo. Le utilizzazioni hanno riguardato un amplissimo spettro di attività industriali, dalla cantieristica navale all’edilizia. Pur essendo la normativa italiana in tema di amianto tra le più avanzate in Europa e nel mondo, anticipando per alcuni versi le indicazioni della Direttiva 2009/148/CE, ancora oggi, a distanza di vent’anni dall’emanazione della Legge 27 marzo 1992, n. 257, che stabilisce la cessazione dell’impiego dell’amianto (divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione, produzione di amianto e di prodotti che lo contengono), sono tuttavia ancora presenti sul territorio nazionale diversi milioni di tonnellate di materiali compatti contenenti tale sostanza e molte tonnellate di amianto friabile in numerosi siti contaminati, di tipo industriale e non, tanto pubblici quanto privati. Della gravità della situazione relativa all’amianto si è stati finora poco consapevoli; ne sono ben consce le popolazioni dei luoghi più colpiti e le famiglie investite più direttamente dal problema. Le malattie correlate all’asbesto rappresentano, invece, a mio giudizio, un’emergenza nazionale, che impone un insieme coordinato di interventi, a partire dalla bonifica dei siti maggiormente contaminati, dal monitoraggio degli ex-esposti e degli esposti, nonché dalla predisposizione di percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti e di sostegno per le famiglie. Tra gli aspetti che rendono più gravoso il contrasto a tali malattie vi è il lungo periodo di latenza prima che esse si manifestino, fino a 30-40 anni: un arco temporale che fa attendere il picco delle manifestazioni delle patologie tra il 2015 e la fine di questo decennio.

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