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Modello di organizzazione e di gestione 231

6 luglio 2018

Uomini e macchine. Protezione dati per un´etica del digitale

 

Garante per la protezione dei dati personali

Uomini e macchine. Protezione dati per un´etica del digitale

Uomini e macchine. Protezione dati per un´etica del digitaleIn questo volume sono raccolti i contributi di studiosi ed esperti intervenuti al Convegno “Uomini e macchine. Protezione dati per un’etica del digitale” organizzato dal Garante per la protezione dei dati personali in occasione della “Giornata europea della protezione dei dati personali” 2018.
Il 27 dicembre 1982 la rivista “Time” dedicava al computer – per la sua “grande influenza nella nostra vita quotidiana” – la propria copertina, assegnando per la prima volta la qualifica di soggetto dell’anno a una “macchina” anziché a una persona.
La pubblicazione – che sembrò quasi suggerire la fine della centralità culturale e sociale dell’uomo – precedeva di poco più di un anno quel 1984 in cui George Orwell prefigurava, già settant’anni fa, la riduzione dell’uomo a codice e l’affermazione della sorveglianza totale quale tecnica di governo della complessità sociale.
Non si trattava, del resto, di una preoccupazione isolata se pochi anni dopo Erich Fromm avrebbe osservato come “la civiltà sta producendo macchine che si comportano come uomini e uomini che si comportano come macchine. Il pericolo del passato era che gli uomini diventassero schiavi. Il pericolo del futuro è che gli uomini diventino robot”.
Il progresso tecnologico appariva pertanto – già prima dell’avvento di internet – come talmente capace di sconvolgere i parametri del vissuto individuale e collettivo, da rovesciare l’interrogativo su cosa l’uomo possa fare delle macchine nel suo inverso: cosa le macchine possano fare dell’uomo.
Se, dunque, il mero calcolatore suggeriva l’idea di un potere smisurato della tecnica e del costo umano del progresso, la rivoluzione – cognitiva, simbolica, antropologica – determinata da internet (of things, of toys, of beings) e dall’intelligenza artificiale, dovrebbe oggi indurci ad un supplemento di riflessione.
Essenzialmente perché il digitale è divenuto la trama stessa delle nostre vite, agente potentissimo di trasformazione sociale, struttura e sovrastruttura insieme, testo e contesto: la cornice entro cui si svolge ogni espressione dell’uomo, che condiziona secondo i soli parametri della funzionalità e dell’efficienza. 
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