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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Amministratore

18
Ott

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Edizioni: Inail – 2017

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlatoNella pubblicazione sono illustrate le novità derivanti dall’attività di ricerca del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale su questo tema. A sei anni dalla sua creazione e diffusione, grazie all’adozione della metodologia da parte di un consistente numero di aziende, ben distribuite sul territorio italiano e rappresentative dei vari settori produttivi, è stato possibile integrare i risultati delle attività di ricerca con le esperienze derivanti da autorevoli collaborazioni nazionali ed internazionali, per aggiornare e ottimizzare gli strumenti metodologici offerti, al fine di supportare ulteriormente le aziende che effettuano la valutazione e gestione di questo rischio.

Manuale ad uso delle aziende in attuazione del d.lgs. 81/2008 e s.m.i.

L’attuale quadro normativo di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, costituito dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i., ha specificamente individuato lo stress lavoro-correlato (SLC) come uno dei rischi oggetto di valutazione e di conseguente adeguata gestione, secondo i contenuti dell’Accordo Quadro europeo dell’8 ottobre 2004 (di seguito denominato Accordo europeo), puntualmente richiamato dal decreto stesso. La norma ha, inoltre, demandato alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro (di seguito denominata Commissione) il compito di ‘elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato’, successivamente emanate nel 2010, attraverso l’individuazione di un ‘percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo […]’ (Comunicato del Ministero del lavoro in G.U. n. 304 del 30/12/2010). Pertanto, in considerazione dello specifico obbligo e, ancor più, in presenza di indicazioni procedurali definite ‘minime’, è evidente l’attualità del ruolo della ricerca scientifica nel fornire rigorosi contributi sulla specifica tematica finalizzati all’elaborazione e all’aggiornamento continuo di strumenti validi e soluzioni utili per la valutazione e gestione di tale rischio, anche attraverso l’individuazione e la diffusione di buone pratiche gestibili dalle figure della prevenzione che operano in azienda. In tale ottica, il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, attraverso una fitta rete di collaborazioni internazionali e nazionali, nel 2011 ha sviluppato una proposta metodologica per la valutazione e gestione del rischio SLC sostenibile, di facile utilizzo per le aziende, basata su approcci e procedure scientificamente fondati. L’obiettivo perseguito nello sviluppo di tale metodologia, che riadatta e integra il modello Management standard approntato dall’Health and safety executive (Hse), è stato quello di offrire un percorso sistematico, frutto di esperienze di ricerca, che permetta al datore di lavoro (DL), attraverso il coinvolgimento attivo di tutte le figure della prevenzione presenti in azienda, di gestire il rischio SLC al pari di tutti gli altri rischi previsti dalla vigente normativa, in maniera integrata, nell’ottica della semplicità ma, al tempo stesso, del rigore metodologico anche attraverso l’utilizzo di strumenti validati. Tale percorso è contestualizzato al d.lgs. 81/2008 e s.m.i. e raccordato con le esperienze nazionali sulla specifica tematica, tra cui le attività del Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro, nell’ottica di offrire all’utenza un ‘metodo unico integrato’ che, a partire dal modello operativo dei Management standard, adatti e valorizzi i punti di forza delle esperienze metodologiche nazionali.

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlatovalutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato

 
18
Ott

Falla WPA2 Router Wi-Fi

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Le aziende stanno già preparando degli aggiornamenti per difendere la privacy degli utenti

Falla WPA2 Router Wi-Fi

hackerI router wifi di tutto il mondo non sono più sicuri come si è sempre pensato. Un gruppo di ricercatori della Katholieke universiteit di Leuven, in Belgio, ha scoperto una gravissima falla di sicurezza ribattezzata Krack nel protocollo di sicurezza WPA2, in soldoni è il sistema che gli esperti hanno sempre consigliato per la creazione della password a protezione delle connessione wifi. La pessima notizia è che la vulnerabilità delle connessioni wifi permette agli hacker di violare una rete e introdursi a ogni dispositivo a questa connesso senza particolari problemi. La buona notizia è che le principali aziende del mondo digitale sono a lavoro per metterci una toppa. Una volta preso il controllo i dati scambiati sarebbero suscettibili a “decrittazione, furto di credenziali, dirottamento di connessioni TCP, iniezioni di contenuti HTTP ed altro”. Un hacker malevolo a conoscenza del meccanismo con cui il WPA2 può essere aggirato ha quindi tutto il potenziale per accedere a dati personali e impossessarsi dell’identità digitale di un’altra persona. Cambiare password non servirebbe a niente e certi dispositivi (si parla del 41% dei dispositivi Android, quelli con versione precedenti alla 6.0) sarebbero suscettibili ad attacchi come il reindirizzamento verso il download di malware. La ricerca viene descritta dall'US CERT con queste parole, diffuse a circa 100 organizzazioni: "US-CERT è venuto a conoscenza di parecchie vulnerabilità nella gestione delle chiavi nel 4-way handshake del protocollo di sicurezza Wi-Fi Protected Access II (WPA2). L'exploit di queste vulnerabilità può rendere possibile la decrittografia, il replay dei pacchetti, l'hijacking della connessione TCP, l'iniezione di contenuti via HTTP, e altro. Da notare che visto che si tratta di problemi a livello di protocollo, la gran parte delle implementazioni dello standard, o forse tutte, sono affette". La Wi-Fi Alliance, il consorzio di produttori e ricercatori che si occupa di sviluppare e "manutenere" gli standard della rete senza fili, ha dichiarato: "Questo problema può essere risolto attraverso aggiornamenti software semplici e le aziende di Wi-Fi, inclusi i principali provider di piattaforme, hanno già iniziato a distribuire patch agli utenti" afferma un portavoce dell'azienda. "Gli utenti posso aspettarsi che tutti i loro dispositivi Wi-Fi, sia aggiornati che non, possano lavorare bene insieme". Anche Apple ha inoltre confermato questa vulnerabilità è stata superata grazie ad una patch in alcune versioni beta dell'attuale sistema operativo per iPhone, iPad, Apple Watch, Apple TV e Mac. Il software sarà disponibile nelle release ufficiali di iOS 11.1, watchOS 4.1, tvOS 11.1 e macOS 10.13.1 nelle prossime settimane e questo presuppone che anche macOS e iOS siano ancora a rischio. AppleInsider ha inoltre comunicato che l'hardware AirPort, incluso Time Machine, AirPort Extreme e AirPort Express, non dispongono di una patch.

 
10
Ott

caduti sul lavoro, prevenzione incendi, mobbing

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
Qualità, Ambiente Sicurezza
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 44 del 10 Ottobre 2017 caduti sul lavoro, prevenzione incendi, mobbing
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caduti sul lavoro Giornata in ricordo dei caduti sul lavoro Prevenzione e attenzione alle vittime
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buone pratiche di protezione civile Io non rischio campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile
incendi frantoio oleario-oleificio Linee guida prevenzione incendi frantoio oleario-oleificio Vigili del Fuoco con nota n. 12622 del 26-09-2017
Cinzia Frascheri Registri degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e biologici e degli infortuni Documento a cura di Cinzia Frascheri
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HSE, sicurezza, ambiente, qualità, Elearning, HSE Stress, Coordinatore sicurezza, Legionella, Amianto HSE, sicurezza, ambiente, qualità, Elearning, HSE,

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E-learning

 
9
Ott

Giornata in ricordo dei caduti sul lavoro

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Giornata in ricordo dei caduti sul lavoro, Mattarella: “Troppi giovani tra le vittime”
“Prevenzione e attenzione alle vittime - ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - sono i cardini di una riflessione necessaria in materia di sicurezza. Il rischio di infortunio deve essere neutralizzato al suo insorgere in qualsiasi luogo o per qualsiasi forma di lavoro: solo così si può parlare di salvaguardia della salute. Ma se l’infortunio si verifica, l’invalidità come la malattia, non deve essere lasciata a se stessa”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio scritto, in occasione della 67° Giornata nazionale, in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro, ha richiamato l’attenzione sull’opportunità di un momento di riflessione sul tema degli infortuni: “Troppo numerosi - ha precisato Mattarella - sono i casi di aziende che risultano non in linea con gli standard di sicurezza, ed è inconcepibile che tra le vittime di infortunio sul lavoro vi siano ragazzi giovanissimi. Il lavoro irregolare deve essere contrastato in tutti i modi, la legislazione è puntuale, sta a tutti gli interlocutori attuarla e rispettarla”. La ricorrenza celebrata su tutto il territorio nazionale. Patrocinata dalla Rai, l’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di circa 50.000 persone tra soci e familiari, grazie alle 106 sezioni dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro, presenti sul territorio, oltre ad avere come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prevenzione degli infortuni sul lavoro, si è caratterizzata per la consegna, da parte dell’Inail, ai grandi invalidi, dei brevetti e dei distintivi d’onore. La cerimonia nazionale si è svolta a Cagliari con la messa officiata nella chiesa di San Paolo e la funzione civile nel Conservatorio statale di musica di Giovanni Pierluigi di Palestrina, dove, tra le altre, c’è stata la testimonianza di Antonio. Finito in coma, dopo essere stato colpito da una trivella mentre scavava un pozzo, il lavoratore ha superato quel tragico momento e ha espresso il suo messaggio di speranza: “Oggi sto bene, grazie alla terapia farmacologica, allo sport e alla mia famiglia”. Cambiamo la storia. Investiamo in sicurezza. Diamo valore alla vita. È questo lo slogan che ha accompagnato la manifestazione, preceduta da un spot televisivo di 30 secondi, trasmesso sulle reti Rai, La 7 e in 187 schermi di 93 autogrill e in molte emittenti locali. Nel filmato, in forma di cartone animato, viene raccontato il tema degli infortuni sul lavoro nei vari periodi storici. Contraddistinto da uno stile semplice ed immediato, il video è stato realizzato, in forma di cartone, per essere maggiormente fruibile da tutta la platea televisiva. Nata da un’idea di Marco Campli ed Enrico Parenti la campagna ha una grafica firmata da Igor Cicconcelli e dal Laboratorio delle idee, la voce fuori campo è dell’attrice Laura Torresin. La canzone che accompagna la clip, “I’ll be a friend with pleasure”, arrangiata per l’Anmil, dalla Bix age band, è interpretata del trombettista jazz Bix Beiderbecke. Storia di una giornata diventata poi ricorrenza. Nata nel 1951 la Giornata in memoria delle vittime degli infortuni, è stata istituzionalizzata, come ricorrenza, con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 aprile 1998 e poi del 7 marzo 2003. Nel corso degli anni è diventata un momento di incontro e un’occasione di riflessione sul tema degli infortuni sul lavoro e sulle misure da adottare per prevenirli.
 
9
Ott

Io non rischio

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile

Io non rischio

io non risccioIo non rischio è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza, consapevolezza e buone pratiche poter dire, appunto: “io non rischio”. Io non rischio è anche lo slogan della campagna, il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno di noi è chiamato a condurre per la diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri Sabato 14 ottobre 2017, nelle piazze dei 107 capoluoghi di provincia italiani si svolgerà la settima edizione di "Io non rischio", campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti scopri di più su http://iononrischio.protezionecivile.it/
 
6
Ott

Linee guida prevenzione incendi frantoio oleario-oleificio

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Vigili del Fuoco con nota n. 12622 del 26-09-2017

Linee guida prevenzione incendi frantoio oleario-oleificio

Linee guida prevenzione incendi frantoio oleario-oleificioLe linee guida sono state realizzate dai VVF in collaborazione con FOOI Filiera olivicola olearia italiana e uffici della Direzione centrale VVF. Come evidenziato dalla nota dei VVF non devono essere interpretate e non rappresentano una regola tecnica verticale. Sono uno strumento utile che non va a mutare nulla in merito agli adempimenti correnti, alla classificazione prevista dall’Allegato I del Dpr 151/2011 e all’istruttoria di prevenzione incendi DM 7/8/2012 Allegato I.

Il deposito di olio di oliva vergine costituisce un’attività soggetta al controllo dei Vigili del fuoco, in quanto ascrivibile al p.to 12 dell’Allegato 1 del DPR 151/11 . Con l’obiettivo di fornire un supporto concreto alle imprese del settore, indicando gli elementi indispensabili per assicurare il corretto adempimento degli obblighi in materia di prevenzione degli incendi, sono state predisposte le Linee guida di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività di frantoio oleario – oleificio. Il documento è il frutto della collaborazione tra Associazioni di categoria ed Uffici della Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile in particolare, basandosi su misure di carattere prescrittivo dettate anche dall’esperienza maturata nell’ambito dell’espletamento dell’attività di prevenzione incendi per questa specifica attività, le suddette linee guida rappresentano un mezzo per individuare un insieme di misure di prevenzione e di protezione, passiva ed attiva, finalizzate al contrasto del rischio di incendio nell’ambito della progettazione, costruzione ed esercizio delle attività di frantoio oleario-oleificio con deposito di olio d’oliva vergine. Nel segnalare che nulla è mutato in relazione all’istruttoria di prevenzione incendi per le attività in questione, che dovrà comunque seguire le procedure previste dal DM 7/8/2012 e dal relativo Allegato I (Documentazione relativa ad attività non regolate da specifiche disposizioni antincendio), si esprime la convinzione che, con la redazione di questo documento, si forniscano le indicazioni per garantire un adeguato livello di sicurezza per i frantoi oleari-oleifici.

Linee guida prevenzione incendi frantoio oleario-oleificio Linee guida prevenzione incendi frantoio oleario-oleificio

 
6
Ott

Registri degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e biologici e degli infortuni

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Documento a cura di Cinzia Frascheri

Registri degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e biologici e degli infortuni

Documento a cura di Cinzia FrascheriGli agenti cancerogeni e mutageni sono in grado di provocare alterazioni genetiche e neoplasie nei soggetti esposti. Il tema dell’epidemiologia dell’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni in ambito professionale e delle neoplasie correlate è complesso per diverse ragioni, fra le quali il lungo periodo di latenza tra esposizione ed insorgenza dei sintomi patologici, la multifattorialità nell’eziopatogenesi tumorale che non consente di isolare facilmente il rischio esclusivamente professionale e la difficoltà nel redigere anamnesi accurate. Sostanze o preparati cancerogeni e/o mutageni sono presenti in diversi settori: li si può trovare come materie prime (es. agricoltura, industria petrolchimica e farmaceutica, trattamenti galvanici, laboratori di ricerca), o come sottoprodotti derivati da alcune attività (es. saldatura degli acciai inox, asfaltatura stradale, produzione della gomma). La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i.) contiene prescrizioni specifiche e rigorose per la tutela dei lavoratori potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, considerata la loro pericolosità per la salute umana

Dal 12 ottobre i datore di lavoro avranno a disposizione le modalità telematiche per comunicare i dati relativi ai lavoratori esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e ad agenti biologici, direttamente sul portale dell’INAIL, in uno spazio azienda dedicato, accessibile solo con codice. Nella stessa data è previsto anche che l’obbligo a carico del datore di lavoro riferito alla comunicazione delle informazioni e dei dati relativi agli infortuni sul lavoro, già parzialmente predisposto in modalità telematica, vada definitivamente a regime: - per la comunicazione degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni, per i quali attualmente era prevista la modalità del “Cruscotto degli infortuni”, è previsto un nuovo portale dedicato. - la comunicazione degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno (escluso quello dell’evento), a fini statistici e informativi diviene obbligatoria, a carico del datore di lavoro.

Le disposizioni normative e procedurali, a carico del datore di lavoro, relative alla tenuta dei registri dei lavoratori esposti agli agenti cancerogeni o mutageni (art.243, DLGS 81 del 2008 s.m.), così come dei lavoratori esposti agli agenti biologici (art. 280, DLGS 81 del 2008 s.m.) hanno trovato per lungo tempo completa sovrapposizione con quanto previsto per il registro degli infortuni (sul tema, art.18, comma 1, lett. r, DLGS 81 del 2008 s.m.). Difatti, riferendosi a quanto disposto all’art.53, comma 6, prima delle significative modifiche apportate nel 2015, nei riguardi dei registri degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e biologici (al pari del registro degli infortuni) era previsto rimanessero in vigore fino a «sei mesi» dopo l’adozione del decreto interministeriale con il quale si sarebbe istituito il Sistema Informativo Nazionale di Prevenzione (SINP). Un Sistema innovativo (che ricordiamo, non previsto nel DLGS 626 del 1994), finalizzato non solo alla costituzione di una banca dati informatizzata nazionale prevista per raccogliere tutte le comunicazioni dei datori di lavoro relative agli infortuni sul lavoro, a fini statistici e assicurativi, ma quale sistema più ampio di gestione e di confronto dei flussi informativi, nonché dei dati relativi al quadro occupazionale e di rischio, utili al promuovere interventi mirati di prevenzione. Un utilissimo strumento che avrebbe dovuto essere istituito, secondo quanto disposto ai sensi dell’art.8, comma 4, «entro 180 giorni» dalla data di entrata in vigore del DLGS 81 del 2008 s.m..

Documento a cura di Cinzia FrascheriScarica Documento a cura di Cinzia Frascheri

 
6
Ott

Registri degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e biologici e degli infortuni

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Documento a cura di Cinzia Frascheri

Registri degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e biologici e degli infortuni

Documento a cura di Cinzia FrascheriGli agenti cancerogeni e mutageni sono in grado di provocare alterazioni genetiche e neoplasie nei soggetti esposti. Il tema dell’epidemiologia dell’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni in ambito professionale e delle neoplasie correlate è complesso per diverse ragioni, fra le quali il lungo periodo di latenza tra esposizione ed insorgenza dei sintomi patologici, la multifattorialità nell’eziopatogenesi tumorale che non consente di isolare facilmente il rischio esclusivamente professionale e la difficoltà nel redigere anamnesi accurate. Sostanze o preparati cancerogeni e/o mutageni sono presenti in diversi settori: li si può trovare come materie prime (es. agricoltura, industria petrolchimica e farmaceutica, trattamenti galvanici, laboratori di ricerca), o come sottoprodotti derivati da alcune attività (es. saldatura degli acciai inox, asfaltatura stradale, produzione della gomma). La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i.) contiene prescrizioni specifiche e rigorose per la tutela dei lavoratori potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, considerata la loro pericolosità per la salute umana

Dal 12 ottobre i datore di lavoro avranno a disposizione le modalità telematiche per comunicare i dati relativi ai lavoratori esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e ad agenti biologici, direttamente sul portale dell’INAIL, in uno spazio azienda dedicato, accessibile solo con codice. Nella stessa data è previsto anche che l’obbligo a carico del datore di lavoro riferito alla comunicazione delle informazioni e dei dati relativi agli infortuni sul lavoro, già parzialmente predisposto in modalità telematica, vada definitivamente a regime: - per la comunicazione degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni, per i quali attualmente era prevista la modalità del “Cruscotto degli infortuni”, è previsto un nuovo portale dedicato. - la comunicazione degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno (escluso quello dell’evento), a fini statistici e informativi diviene obbligatoria, a carico del datore di lavoro.

Le disposizioni normative e procedurali, a carico del datore di lavoro, relative alla tenuta dei registri dei lavoratori esposti agli agenti cancerogeni o mutageni (art.243, DLGS 81 del 2008 s.m.), così come dei lavoratori esposti agli agenti biologici (art. 280, DLGS 81 del 2008 s.m.) hanno trovato per lungo tempo completa sovrapposizione con quanto previsto per il registro degli infortuni (sul tema, art.18, comma 1, lett. r, DLGS 81 del 2008 s.m.). Difatti, riferendosi a quanto disposto all’art.53, comma 6, prima delle significative modifiche apportate nel 2015, nei riguardi dei registri degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni e biologici (al pari del registro degli infortuni) era previsto rimanessero in vigore fino a «sei mesi» dopo l’adozione del decreto interministeriale con il quale si sarebbe istituito il Sistema Informativo Nazionale di Prevenzione (SINP). Un Sistema innovativo (che ricordiamo, non previsto nel DLGS 626 del 1994), finalizzato non solo alla costituzione di una banca dati informatizzata nazionale prevista per raccogliere tutte le comunicazioni dei datori di lavoro relative agli infortuni sul lavoro, a fini statistici e assicurativi, ma quale sistema più ampio di gestione e di confronto dei flussi informativi, nonché dei dati relativi al quadro occupazionale e di rischio, utili al promuovere interventi mirati di prevenzione. Un utilissimo strumento che avrebbe dovuto essere istituito, secondo quanto disposto ai sensi dell’art.8, comma 4, «entro 180 giorni» dalla data di entrata in vigore del DLGS 81 del 2008 s.m..

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2
Ott

Stress, Coordinatore sicurezza, Legionella, Amianto

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Qualità, Ambiente Sicurezza
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 43 del 2 Ottobre 2017 Stress, Coordinatore sicurezza, Legionella, Amianto
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 Gruppo linkedin del Portale Consulenti Gruppo linkedin del Portale Consulenti Siamo alla ricerca di writer editor che vogliono collaborare con il PortaleConsulenti
sistema del vuoto a rendere sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere Decreto 3 luglio 2017, n. 142
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menopausa e corrette abitudini di vita Lavoratrici in menopausa e corrette abitudini di vita Il fact sheet riporta informazioni generali per la promozione della salute per la lavoratrice
incendi di natura elettrica Gli incendi di natura elettrica NIA Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco pubblicato il 25 settembre 2017
Gruppo linkedin del Portale Consulenti HACCP, bandi, Industria 4.0 sicurezza ambiente qualità E-learning HSE
 
2
Ott

sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Decreto 3 luglio 2017, n. 142

sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere

E-learningMINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 3 luglio 2017, n. 142 Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all'uso alimentare, ai sensi dell'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. (17G00154) (GU Serie Generale n.224 del 25-09-2017) note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/10/2017.

Al fine di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio,favorendo il riutilizzo degli imballaggi usati, il presente regolamento disciplina le modalita' di attuazione della sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi o residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, di cui all'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006,n.152, nonche' le forme di incentivazione, le  loro modalita' di applicazione e i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggi. La sperimentazione del sistema del vuoto a rendere  su  cauzione si applica agli imballaggi con le seguenti caratteristiche: a) di tipo primario, ai sensi dell'articolo 218, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; b) riutilizzabili, ai sensi dell'articolo 218, comma  1,  lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; c) conformi ai  requisiti  stabiliti  dal  decreto  del  Ministro dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  del  2  maggio  2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  108  dell'  11  maggio  2006, recante «Aggiornamento  degli  studi  europei  fissati  dal  Comitato europeo di normazione (CEN), in conformita' ai  requisiti  essenziali stabiliti all'articolo 9 della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi  e rifiuti di imballaggio»; d) destinati all'uso alimentare e  al  contenimento  di  birra  o acqua minerale; e) serviti al pubblico nei punti di consumo; f) di volume compreso tra 0,20 e 1,5 litri.

Decreto 3 luglio 2017, n. 142Decreto 3 luglio 2017, n. 142