1 Amministratore - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Amministratore

10
Ago

Interpello 6, coinvolgimento lavoratori, Manager HSE

 
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 24 del 10 Agosto 2018 Interpello 6, coinvolgimento dei lavoratori, Manager HSE In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it o 347 71.74.164. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati. [caption id="attachment_46220" align="aligncenter" width="300"] documento valutazione di rischi valutazione e stesura[/caption]
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE proroghe per voucher digitalizzazione Pmi Ministero dello Sviluppo Economico informa su alcune proroghe approvate riguardanti i voucher 2018
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE Concetto di vigilanza dei lavoratori addetti a mansioni di sicurezza, idoneità ed efficacia Inl, interpello sicurezza sul lavoro n.6/2018
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE PROMOZIONE DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO INAIL 2018 partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE sicurezza nei luoghi di lavoro Confindustria e Cgil, Cisl e Uil percorso formativo congiunto per i responsabili del servizio prevenzione e protezione
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE Manager HSE, manifestazioni pubbliche, IMPIANTI ELETTRICI sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE UNI 11720:2018 Manager HSE Health, Safety, Environment Requisiti di conoscenza, abilità e competenza
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia pericolosità e indicatori di rischio – Edizione 2018
 
8
Ago

proroghe per voucher digitalizzazione Pmi

 

Ministero dello Sviluppo Economico informa su alcune proroghe approvate riguardanti i voucher 2018

proroghe per voucher digitalizzazione Pmi

proroghe per voucher digitalizzazione PmiProrogato fino al 14 dicembre 2018 il termine per l’ultimazione delle spese progettuali connesse agli interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e ammodernamento tecnologico. A seguito della proroga, le imprese assegnatarie del Voucher possono presentare la richiesta di erogazione, dopo aver provveduto al pagamento a saldo di tutte le spese, fino al 14 marzo 2019. Resta ferma la possibilità per le imprese di presentare le richieste di erogazione a partire dal 14 settembre 2018.


Cos'è

È una misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo, tramite concessione di un “voucher”, di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzato all'adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. La disciplina attuativa della misura è stata adottata con il decreto interministeriale 23 settembre 2014.

Cosa finanzia

Il voucher è utilizzabile per l'acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di:

  • migliorare l'efficienza aziendale;
  • modernizzare l'organizzazione del lavoro, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  • sviluppare soluzioni di e-commerce;
  • fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Gli acquisti devono essere effettuati successivamente alla pubblicazione sul sito web del Ministero del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher adottato su base regionale.

Le agevolazioni

Ciascuna impresa può beneficiare di un unico voucher di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili.

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1
Ago

Concetto di vigilanza dei lavoratori addetti a mansioni di sicurezza, idoneità ed efficacia

 

Inl, interpello sicurezza sul lavoro n.6/2018

Concetto di vigilanza dei lavoratori addetti a mansioni di sicurezza, idoneità ed efficacia

interpello6Interpelli sicurezza sul lavoro. È stata pubblicato dall’Ispettorato nazionale del lavoro un quesito datato 18 luglio 2018, quesito n.6/2018.
L’organizzazione Cub Trasporti ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in relazione ai seguenti quesiti:
1. «tenuto conto che in tutti i settori produttivi in cui vi sono mansioni di sicurezza attinenti all’incolumità dei lavoratori e dei terzi, vi può essere l’esigenza di monitorare la cosiddetta “vigilanza” dell’operatore e fermo restando l’obbligo giuridico delle aziende a garantire misure di tutela della salute e della sicurezza anche in caso di errore, disattenzione e imprudenza dell’operatore, tale obbligo può ritenersi assolto con l’adozione di misure e dispositivi per il controllo della “vigilanza”, individuati e adottati dalla stessa impresa senza che essa - pur nella sua complessità connessa al fattore umano - sia stata preventivamente definita in termini oggettivi, al fine di consentire alle Istituzioni ed in particolare all’Organo di vigilanza di verificarne la rispondenza alle concrete necessità in relazione all’efficacia dei dispositivi alle misure organizzative adottate e alle altre norme poste a tutela dei lavoratori e dei terzi»;
2. «l’obbligo giuridico posto dalla legge in capo alle aziende - comprese quelle che eserciscono il trasporto ferroviario - di adottare nell’esercizio dell’attività produttiva le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, può ritenersi assolto - in tema di “controllo della vigilanza” degli operatori impiegati in attività rischiose - con il solo assenso di conformità dei dispositivi ritenuti dalle stesse più convenienti, del Ministero dei trasporti e dell’ANSF o tale obbligo deve essere inteso nel senso che le stesse debbano, necessariamente, ricercare, adottare ed avvalersi di mezzi, metodi, tecnologie e sistemi, tecnicamente realizzabili, di concezione più moderna, quando questi siano tali da migliorare, ai sensi del D.lgs. 81/2008, le condizioni di salute, sicurezza e benessere lavorativo».
In merito la Commissione rappresenta che, nell’ambito del trasporto ferroviario, l’adozione di strumenti per il controllo dell’attività del “macchinista” è da ritenersi obbligatoria sulla base di norme nazionali ed europee, pertanto il datore di lavoro è tenuto all’osservanza delle prescrizioni ivi previste.
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31
Lug

sicurezza nei luoghi di lavoro Confindustria e Cgil, Cisl e Uil


Un’intesa per la sicurezza nei luoghi di lavoro è stata sottoscritta a Verona tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Prevede la realizzazione di un percorso formativo congiunto per i responsabili del servizio prevenzione e protezione (Rspp) nominati dal datore di lavoro, e i responsabili dei lavoratori per la sicurezza (Rls). Queste figure saranno coinvolte insieme in attività, laboratori e seminari con l’obiettivo di creare sinergia tra i soggetti impegnati sul versante della sicurezza nelle aziende.

Obiettivo, diminuire fortemente gli infortuni e i morti sul lavoro in una provincia particolarmente esposta. Secondo le parti firmatarie, sono una decina i decessi sul lavoro a Verona, da inizio anno, con un tragico picco di due lavoratori morti solo lo scorso 21 giugno. Il nuovo accordo tra rappresentanti delle aziende e sindacati ha origine proprio da questa situazione drammatica ed impegna le parti a creare e sostenere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

“L’accordo rappresenta un primo importante passo verso il rilancio di una vera strategia per la salute e la sicurezza nel nostro territorio – ha spiegato Michele Corso, segretario generale Cgil Verona – La formazione congiunta rappresenta un impegno contrattuale propedeutico agli investimenti, ai modelli organizzativi necessari al lavoro sicuro e di qualità.
Il protocollo significa un’assunzione di responsabilità tra le parti, convinti che la salute di chi lavora rappresenta una condizione della produzione che non ammette deroghe. La sicurezza sul lavoro non deve essere I’applicazione burocratica della norma, e quindi un costo, deve essere e diventare la priorità valoriale, anche contrattuale, delle azioni specifiche da mettere in atto: deve essere un diritto inalienabile”.
Le attività formative congiunte partiranno a settembre. Queste settimane saranno utili per coinvolgere il maggior numero di aziende nel progetto.
Confindustria Verona e sindacati hanno sottoscritto anche un altro accordo che, recependo un protocollo nazionale, riguarda l’attivazione di percorsi formativi per i lavoratori dedicati a macchinari, processi e nuove tecnologie legate all’industria 4.o, usufruendo in cambio del credito di imposta.

fonte CGIL Veneto


25
Lug

Manager HSE, manifestazioni pubbliche, IMPIANTI ELETTRICI

 
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 23 del 25 Luglio 2018 Manager HSE, manifestazioni pubbliche, IMPIANTI ELETTRICI. In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it o 347 71.74.164. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati.
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E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia pericolosità e indicatori di rischio – Edizione 2018
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE misure di sicurezza manifestazioni pubbliche Testo della circolare direttiva 18 luglio 2018 e della linea guida
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE Salute e sicurezza sul lavoro, ministra Grillo insedia il Comitato di coordinamento nazionale
E-learning_9.pngsicurezza ambiente qualità E-learning HSE LAVORI SU IMPIANTI ELETTRICI IN BASSA TENSIONE pubblicazione del d.lgs. 81/2008 e delle norme CEI 11-27, IV edizione e CEI EN 50110-1:2013
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24
Lug

Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia

 

pericolosità e indicatori di rischio – Edizione 2018 ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia

ISPRAL’edizione 2018 del Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, la seconda dedicata a questo tema, fornisce il quadro di riferimento aggiornato sulla pericolosità per frane e alluvioni sull’intero territorio nazionale e presenta gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali. ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Il Rapporto aggiorna le mappe nazionali della pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico – PAI e della pericolosità idraulica secondo gli Scenari del D.Lgs. 49/2010 (recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE), realizzate dall’ISPRA mediante l’armonizzazione e la mosaicatura delle aree perimetrate dalle Autorità di Bacino Distrettuali. Gli indicatori di rischio rappresentano un utile strumento a supporto delle politiche di mitigazione del rischio. Il dissesto idrogeologico costituisce un tema di particolare rilevanza per l’Italia a causa degli impatti sulla popolazione, sulle infrastrutture lineari di comunicazione e sul tessuto economico e produttivo. Il forte incremento delle aree urbanizzate, verificatosi a partire dal secondo dopoguerra, spesso in assenza di una corretta pianificazione territoriale, ha portato a un considerevole aumento degli elementi esposti a frane e alluvioni e quindi del rischio. Le superfici artificiali sono passate infatti dal 2,7% negli anni ‘50 al 7,65% del 2017. L’abbandono delle aree rurali montane e collinari ha inoltre determinato un mancato presidio e manutenzione del territorio. Il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, nell’edizione 2018, aggiorna il quadro sulla pericolosità per frane e alluvioni del territorio nazionale, presentando le nuove mosaicature realizzate dall’ISPRA sulla base dei dati forniti dalle Autorità di Bacino Distrettuali. Oltre all'aggiornamento dei dati su popolazione, imprese e beni culturali a rischio, contiene due nuovi indicatori relativi a famiglie ed edifici. La metodologia adottata per la produzione degli indicatori risponde a criteri di trasparenza e replicabilità e restituisce i dati su base nazionale, regionale, provinciale, comunale e aggregati per macro-aree geografiche e per ripartizione dei fondi strutturali.
I principali dati dell’Edizione 2018: 7.275 comuni (91% del totale) sono a rischio per frane e/o alluvioni; il 16,6% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità; 1,28 milioni di abitanti sono a rischio frane e oltre 6 milioni di abitanti a rischio alluvioni.
Il Rapporto rientra appieno nell’ambito dell’attività conoscitiva e della produzione di dati a supporto delle decisioni. Un’approfondita e dettagliata conoscenza del territorio è infatti un’azione propedeutica fondamentale nelle strategie per la mitigazione del rischio idrogeologico, insieme a una corretta pianificazione territoriale, agli interventi strutturali, alle delocalizzazioni, alle reti di monitoraggio e ai sistemi di allertamento, alla manutenzione del territorio e alle buone pratiche in campo agricolo e forestale, alla comunicazione e diffusione delle informazioni.
In tale ambito, l’ISPRA svolge l’attività di raccolta, elaborazione e diffusione dei dati in materia di difesa del suolo e dissesto idrogeologico riferita all'intero territorio nazionale (artt. 55 e 60 del D.Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”), realizza l'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI) in collaborazione con le Regioni e le Province autonome (art. 6, comma g, della L. 132/2016), cura la standardizzazione delle informazioni correlate all’attuazione della Direttiva Alluvioni (2007/60/CE), gestisce la piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo) utilizzata sia per il monitoraggio dell’attuazione degli interventi già finanziati che per le istruttorie di richiesta di nuovi finanziamenti da parte delle Regioni/Province autonome e provvede alla pubblicazione online della cartografia tematica mediante il Sistema informativo nazionale ambientale (SINA).
Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) fornisce un importante contributo al monitoraggio e controllo delle frane, attraverso la gestione di reti regionali di monitoraggio, quali la rete ReRCoMF dell’ARPA Piemonte, la rete del Centro Monitoraggio Geologico di ARPA Lombardia e la rete Remover di ARPA Liguria.
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23
Lug

misure di sicurezza manifestazioni pubbliche

 

Testo della circolare direttiva 18 luglio 2018 e della linea guida

misure di sicurezza manifestazioni pubbliche

manifestazioneModelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche. È stata pubblicata dal Ministero dell’Interno il 18 luglio 2018 una direttiva sulle misure di sicurezza per le pubbliche manifestazioni e per gli eventi di pubblico spettacolo. Direttiva che ha l’obiettivo di una reductio ad unum delle precedenti linee di indirizzo e che riporta una nuova Linea guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con peculiari condizioni di criticitàE’ stata diramata questa mattina dal ministero dell’Interno la direttiva sulle misure di safety da adottare in occasione di pubbliche manifestazioni ed eventi di pubblico spettacolo. «La direttiva – ha evidenziato il sottosegretario Molteni – costituisce una rivisitazione e ricompone in un quadro unitario le precedenti linee di indirizzo per consentire l’individuazione di più efficaci strategie operative assicurando l’incolumità e la sicurezza dei partecipanti  e, nel contempo, il rispetto delle tradizioni storico - culturali e del patrimonio economico - sociale delle collettività locali che costituiscono una risorsa da valorizzare». «Le nuove indicazioni operative  - ha sottolineato il sottosegretario Candiani – intendono assicurare un approccio flessibile alla gestione del rischio, parametrando le misure cautelari rispetto alle vulnerabilità legate a ciascun evento. L’obiettivo è quello di superare le criticità applicative delle precedenti direttive rendendo le prescrizioni maggiormente conformi alle peculiarità del territorio e delle manifestazioni programmate a livello locale».
Il provvedimento indica prassi e passaggi procedurali che spettano ad organizzatori e Comuni per comunicare e pianificare le modalità di gestione del rischio. “Con riferimento alle pubbliche manifestazioni sottoposte a regime autorizzatorio, l’iniziativa spetta all’organizzatore, che invierà al Comune, con congruo anticipo rispetto alla data dell’evento, l’istanza corredata dalla documentazione necessaria, recante anche l’indicazione delle misure di sicurezza che si intende adottare. Ove si tratti di eventi di pubblico spettacolo, il Comune, ai fini del rilascio dell’autorizzazione, secondo le previsioni dell’art. 80 del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, acquisirà il parere della Commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo”. Nelle altre ipotesi sarà il Comune a poter rilasciare autorizzazione e indicare misure di sicurezza; in casi complessi informerà la Prefettura.
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20
Lug

Salute e sicurezza sul lavoro, ministra Grillo

 

Si è insediato al Ministero della Salute, il 3 luglio 2018, il “Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”

Salute e sicurezza sul lavoro, ministra Grillo

Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoroSi è insediato al Ministero della Salute, il 3 luglio 2018, il “Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. 
Presieduto dal ministro della Salute Giulia Grillo, il Comitato, è composto da rappresentanti dei Ministeri della Salute, del Lavoro, dell’Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti e delle Regioni e Province autonome. L’INAIL Partecipa con funzione consultiva.
“Il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro sarà sempre più al centro della mia attenzione - ha dichiarato il ministro Giulia Grillo nell’aprire i lavori del Comitato - anche davanti a fenomeni purtroppo sempre più frequenti anche in sanità, come le aggressioni al personale medico e non medico. Vogliamo tenere alta la guardia e puntare i riflettori su tutte le forme vecchie e nuove di mancanza di sicurezza e di tutela della salute su ogni posto di lavoro”.
La Cabina di regia si occuperà di:
  • stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • individuare obiettivi e programmi dell’azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori
  • definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell’azione di vigilanza, i piani di attività e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria
  • programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l’uniformità dell’applicazione della normativa vigente
  • individuare le priorità della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.
Fonte ministero Sanità
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20
Lug

LAVORI SU IMPIANTI ELETTRICI IN BASSA TENSIONE

 

Con la pubblicazione del d.lgs. 81/2008 e delle norme CEI 11-27, IV edizione e CEI EN 50110-1:2013, i datori di lavoro hanno accesso a tutte le disposizioni legislative e normative da mettere in atto per ridurre il rischio nei lavori sugli impianti elettrici a bassa tensione.

LAVORI SU IMPIANTI ELETTRICI IN BASSA TENSIONE INAIL 2018

rischio elettricoIl rischio elettrico è qualcosa a cui la maggior parte dei lavoratori sono esposti solo a seguito del venir meno delle barriere di sicurezza di cui sono stati dotati in fase realizzativa gli impianti o le apparecchiature, pertanto solo a seguito di un’errata realizzazione o di incuria nell’uso. Vi sono invece lavoratori, come quelli che si occupano dell’esercizio, della manutenzione o delle verifiche dei sistemi elettrici, che hanno particolarmente a che fare con il rischio elettrico durante l’attività lavorativa. Il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i.) dedica un intero “Capo” (il III del Titolo III) all’attenzione che il datore di lavoro deve dedicare alla riduzione del possibile rischio elettrico. Con la pubblicazione del d.lgs. 81/2008 e delle norme CEI 11-15 e CEI 11-27, IV Edizione, e con il recepimento della norma En 50110-1:2013, sono a disposizione dei datori di lavoro tutte le disposizioni legislative e normative da mettere in atto per ridurre il rischio nei lavori con rischio elettrico. L’Inail ha preso parte all’evoluzione della normativa e svolge attività di ricerca e di formazione sulla valutazione del rischio anche in tale campo. Il presente lavoro ha lo scopo di presentare:
• le disposizioni legislative e normative,
• esempi e procedure per la sicurezza dei lavoratori.
Il rischio elettrico è il rischio a cui la maggior parte dei lavoratori sono esposti solo a seguito del venir meno delle barriere di sicurezza di cui sono stati dotati gli impianti o le apparecchiature, pertanto solo a seguito di un’errata realizzazione o di incuria nell’uso. Altri lavoratori, invece, sono esposti a tale rischio poiché svolgono la propria attività lavorativa sugli impianti elettrici stessi, ad esempio per l’esercizio, le verifiche o la manutenzione; ulteriori lavoratori, infine, sono esposti a causa di una attività lavorativa svolta nei pressi di impianti elettrici, come ad esempio la potatura di piante o altre attività nei cantieri edili in presenza di linee elettriche aeree. Il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i. nel seguito indicato semplicemente come “d.lgs. 81/2008” o come “Testo Unico”) dedica il Capo III del Titolo III agli elementi di cui il datore di lavoro deve tener conto per ridurre il rischio di natura elettrica. Se un lavoro comporta un rischio elettrico, devono essere adottati opportuni accorgimenti e procedure di lavoro, soprattutto se tale lavoro rientra nella definizione di “lavoro sotto tensione” ai sensi dell’art. 82 del Testo Unico. non tutti i lavoratori possono eseguire un simile lavoro. Per chiarire quali sono gli obblighi di sicurezza il Testo Unico fornisce alcune indicazioni e rimanda per ulteriori particolari alle norme tecniche pertinenti. La norma tecnica internazionale che disciplina i lavori elettrici è la norma CEI En 50110-1. Le norme tecniche nazionali che disciplinano i lavori elettrici sono la norma CEI 11-27 (di cui a gennaio 2014 è stata pubblicata la IV edizione per allinearla alla norma internazionale) e la norma CEI 11-15 (specifica per i lavori in media e alta tensione).
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17
Lug

Microclima, Stress lavoro correlato, RLS, STAMPA 3D

 
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 22 del 17 Luglio 2018 Microclima, Stress lavoro correlato, RLS, STAMPA 3D. In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it o 347 71.74.164. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati.
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