1 Amministratore - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Amministratore

15
Ott

sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle navi

 

La tutela della salute e sicurezza della cosiddetta ‘gente di mare’

sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle navi

sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle naviPubblicazione realizzata da Inail Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) Confederazione Italiana Armatori (Confitarma)
La tutela della salute e sicurezza della cosiddetta ‘gente di mare’ passa anche attraverso una costante e capillare opera di divulgazione della cultura della prevenzione, finalizzata a rendere sempre più consapevoli i lavoratori del settore marittimo dei rischi e delle misure che i datori di lavoro sono tenuti ad adottare per migliorare il benessere e le condizioni di lavoro ed evitare quindi infortuni e malattie professionali. 
In tale contesto nasce la collaborazione tra Inail e Confitarma che ha già portato nel 2013 alla realizzazione del Quaderno di formazione per la sicurezza sul lavoro in cucina a bordo delle navi e che oggi giunge alla pubblicazione della terza edizione, aggiornata e fortemente ampliata, includendo tutto il personale addetto ai servizi di ‘hotel a bordo nave’. 
Tale personale, che costituisce una parte rilevante in termini numerici dell’equipaggio delle navi passeggeri o da crociera, riveste un ruolo fondamentale nella gestione globale della salute e sicurezza a bordo. 
Infatti, una maggiore consapevolezza dei rischi presenti in una nave da parte di lavoratori che sono a contatto diretto o indiretto con il pubblico, oltre ad essere fondamentale per la tutela degli stessi, sarà sicuramente più efficace anche nella tutela più generale della salute e sicurezza dei passeggeri. 
Per una tutela efficace, se da una parte è fondamentale che tutte le situazioni di rischio vengano valutate e gestite in modo specifico, dall’altra è necessario che tutto il personale sia sensibilizzato sul tema della sicurezza. 
Proprio questo è lo sforzo che gli autori hanno effettuato, cercando di rendere il testo, pur nella completezza e nel rigore tecnico, scorrevole e di facile lettura. 
Questo testo si propone ancora una volta di essere utile al comparto cui è rivolto, proprio perché è frutto di una sintesi delle competenze reciproche degli esperti Inail e Confitarma che lo rendono concreto e calato nelle specifiche attività. Una collaborazione proficua e costruttiva che prosegue e continua a dare frutti nel tempo.
Gli infortuni sul lavoro sono una piaga sociale che non va considerata quale evento a se stante, ma quale diretta conseguenza della mancata conoscenza e osservanza delle norme di sicurezza. 
La sicurezza sul lavoro è, e non potrebbe essere diversamente, strettamente legata alla prevenzione. Purtroppo, quello della sicurezza a bordo delle navi mercantili è un tema poco conosciuto e credo che questo quaderno, destinato a tutto il personale hotel imbarcato sulle navi, possa dare un ottimo contributo alla comprensione del fenomeno. 
La pubblicazione è il risultato di una costante e proficua collaborazione tra Confitarma e Inail, e in esso sono riportati consigli molto semplici e al tempo stesso molto utili e di facile attuazione. naturalmente, i consigli devono essere sempre considerati unitamente ai risultati della valutazione dei rischi e a qualsiasi informazione o istruzione lavorativa fornita da fonti qualificate. 
Credo che questo sia un concreto esempio di come il settore marittimo sia sempre in linea con la realtà e con le nuove esigenze dettate dallo sviluppo e soprattutto pronto a promuovere la cultura della prevenzione in materia di sicurezza e salute. sviluppo e sicurezza vanno di pari passo se si vuole garantire un ritmo di crescita sostenibile a lungo termine, buoni standard di vita e alti livelli di coesione sociale. 
L’industria armatoriale italiana lo sa bene e da anni rivolge un’attenzione particolare agli aspetti della sicurezza a bordo perché gli armatori considerano il personale imbarcato sulle loro unità una risorsa preziosa che merita di essere tutelata in ogni momento. sono sempre più convinto che il vecchio detto ‘prevenire è meglio che curare’ sia sempre valido e ancor più lo sia quando l’ambiente di lavoro è così particolare come quello a bordo di navi che viaggiano per lunghi periodi in tutti i mari del mondo. L’obiettivo è uno solo: la maggiore sicurezza sul posto di lavoro e a bordo delle navi.
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15
Ott

L’ottavo rapporto Inail – Regioni sulle malattie professionali

 

Malprof 2013-2014

L'ottavo rapporto Inail - Regioni sulle malattie professionali

L’OTTAVO RAPPORTO IN A I L - REGI ONI SULLE MALATTIE PROFESSI O NAL IMalprof 2013-2014 Il rapporto Malprof 2013/2014 rappresenta l’ottava edizione di una pubblicazione ormai standardizzata, risultato di un’attività di ricerca e di monitoraggio che coinvolge ad oggi 15 Regioni. INAIL Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale
Il presente rapporto giunge oggi alla sua nona edizione e propone in una nuova veste i dati riguardanti le segnalazioni di malattie professionali raccolte e analizzate dai servizi di prevenzione delle Asl. Le tabelle, pur numerose, sono presentate in una forma più snella per la lettura, consentendo comunque una ricerca e selezione di informazioni più dettagliate attraverso il portale web dedicato al sistema, accessibile sul sito dell’Inail. Il sistema Malprof, avviato nel 2000 raccogliendo inizialmente i dati delle segnalazioni di Lombardia e Toscana, nel tempo ha esteso la collaborazione a tutte le regioni, anche se alcune non ancora pienamente operative nella raccolta dati secondo il modello standard di rilevazione. 
Lo sviluppo del sistema è stato sostenuto nel tempo dal Ministero della salute con uno specifico progetto CCM e ribadito come importanza dal DPCM 17 dicembre 2007 Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro, che tra le tematiche rilevanti per il Servizio sanitario nazionale definisce la costruzione del sistema informativo integrato per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Tale obiettivo deve avvalersi, quali strumenti operativi … del sistema informativo Malprof sulle malattie professionali … . 
Ad oggi, dal punto di vista normativo, il decreto attuativo 25 maggio 2016 del Sinp riporta in allegato, tra le banche dati che lo compongono, proprio i contenuti del tracciato record del sistema Malprof. Senza tralasciare l’accordo quadro del 2015 tra Inail, Ministero della salute e Conferenza delle regioni e province autonome che rafforza la collaborazione tra le istituzioni per lo scambio dei dati disponibili, tra cui quelli del sistema Malprof. Il vigente Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2014 - 2018, stabilito concordemente dal Ministero della salute e dalle Regioni, ha inserito Malprof nel quadro delle attività programmate per il triennio, omogeneizzando così la rete collaborativa che dà vita al sistema stesso. 
Il percorso di sviluppo del sistema, pur evidente nella crescita della sua rete collaborativa, è tutt’altro che ultimato e si riconferma l’impegno delle istituzioni, come sopra riportato, nel monitorare con attenzione nel nostro Paese un fenomeno così complesso e articolato quale quello delle malattie di origine professionale.
La dimensione degli archivi del sistema Malprof è diventata negli anni consistente: le segnalazioni registrate tra il 1999 ed il 2014 ammontano a circa 160 mila. 
Il rapporto Malprof 2013 - 2014 analizza i dati riguardanti le segnalazioni di malattie professionali (MP) effettuate nel relativo biennio, proseguendo con la stessa logica che ha contraddistinto le versioni precedenti: una sintesi nazionale ed una parte successiva di approfondimenti relativi ad ognuna delle 15 Regioni che contribuiscono a fornire dati per la sua stesura.
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15
Ott

Gli infortuni mortali in agricoltura

 

Schede Il sistema di sorveglianza nazionale

Gli infortuni mortali in agricoltura

Schede Il sistema di sorveglianza nazionaleSistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi sul lavoro. 
Un quarto circa degli infortuni mortali avvenuti nel quinquennio 2011-2015 e registrati nella banca dati del Sistema Infor.MO riguardano il comparto agricolo (in questa disamina non sono considerati gli eventi afferenti alla silvicoltura e alla pesca). Si tratta di 312 eventi che presentano caratteristiche peculiari, di cui di seguito si riportano le più significative, anche rispetto ai casi mortali occorsi negli altri settori di attività. 
Quasi il 90% dei soggetti coinvolti negli infortuni erano cittadini italiani (84% la quota corrispondente per gli altri settori economici) mentre gli stranieri, i cui luoghi di provenienza sono variegati, sono per la maggior parte originari della Romania. 
Tornando all’insieme dei casi, emerge che si tratta essenzialmente di lavoratori che nell’84% dei casi avevano un’esperienza pluriennale nella propria mansione. 
Tale dato è peraltro molto elevato (79%) anche per il complesso degli altri settori di attività. Come era lecito aspettarsi, la distribuzione degli eventi per numero di addetti è fortemente sbilanciata verso le microimprese (1 - 9 addetti), che nel comparto agricolo raggiungono il 93%, valore nettamente superiore al corrispondente (59%) riferito agli altri ambiti di attività. Sono invece rari i casi in archivio, relativi all’agricoltura, che hanno interessato medie e grandi aziende. 
L’analisi del rapporto di lavoro rilevato a seguito dell’indagine infortunistica (Figura 1) evidenzia che oltre un quarto dei decessi (28%) ha riguardato autonomi/titolari senza dipendenti, seguiti da pensionati (18,9%). Negli altri settori di attività, dove è prevalente la quota dei dipendenti a tempo indeterminato, queste due modalità riguardano poco più del 15% degli eventi. Quasi la metà degli eventi del comparto agricolo (48,5%, contro il 27,4% negli altri settori) hanno riguardato autonomi (con e senza dipendenti), soci (anche di cooperative) e coadiuvanti familiari.
L’informazione sull’età anagrafica degli infortunati (Figura 2) caratterizza i casi dell’agricoltura, dove gli over 65 sono la categoria più numerosa, segnalata in oltre un terzo dei casi (33,8%), seguita dalla classe 51 - 65 anni con il 29,2%. Queste due classi descrivono assieme più del 60% circa di tutti gli eventi mortali esaminati. Per gli altri settori di attività, dove gli over 65 rappresentano una quota decisamente minore, è la classe 51 - 65 anni la più frequente (33,3%).
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9
Ott

Ancoraggi, Ponteggi, temperatura in Italia, Scale, Sistemi di protezione

 
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formazione HSE Ancoraggi - Quaderno Tecnico  Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili
formazione HSE Parapetti provvisori - Quaderno Tecnico  Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, ...
formazione HSE Ponteggi fissi - Quaderno Tecnico  Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili
formazione HSE Reti di sicurezza - Quaderno Tecnico  Pubblicazione realizzata da Inail
formazione HSE Variazioni della temperatura in Italia  estensione della base dati e aggiornamento della metodologia di calcolo
formazione HSE Scale portatili - Quaderno Tecnico  Le scale portatili vengono adottate, quale mezzo di accesso e lavoro, in molteplici attività effettu ...
formazione HSE sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto  Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili INAIL 2018
formazione HSE Sistemi di protezione individuale dalle cadute  Quaderno Tecnico INAIL 2018
formazione HSE Trabattelli  Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili
formazione HSE Esposizione a nanomateriali, Primo soccorso, mesoteliomi, REACH  sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati
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9
Ott

Ancoraggi – Quaderno Tecnico

 

Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili INAIL 2018

Ancoraggi - Quaderno Tecnico

calcolo ancoraggio ponteggi ancoraggio ponteggi ogni quanto tipologia ancoraggi ponteggi ancoraggio ad anello per ponteggi ancoraggio ponteggio a cravatta schema ancoraggio ponteggi ancoraggio ponteggio a vitone tassello ancoraggio per ponteggio golfarePubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
Gli ancoraggi vengono utilizzati nei cantieri temporanei o mobili per poter collegare i dispositivi di protezione - sia individuale che collettiva - e le attrezzature di lavoro di cui si vuole garantire la stabilità e il vincolo alla struttura di supporto. Essi vengono impiegati anche nei sistemi di accesso alle coperture e possono essere di tipo non permanente o permanente. La definizione di ancoraggio è fondamentale per poter effettuare una corretta valutazione dei rischi in quanto non ne esiste una condivisa sia a livello legislativo che normativo.
Documenti di riferimento 
- Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/ CEE del Consiglio. - Regolamento (UE) 305/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio. 
- D.lgs. 81/08 e smi - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. - Circolare n. 3 del 13 febbraio 2015 - Dispositivi di ancoraggio. - Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 132/91 - Istruzioni per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi metallici fissi a montanti e traversi prefabbricati. Istruzioni di calcolo per ponteggi metallici ad elementi prefabbricati ed altre opere provvisionali. - Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 44/90 - Istruzioni per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi metallici fissi a telai prefabbricati. - Circolare Ministero del Lavoro 85/78 - Autorizzazione alla costruzione e all’impiego di dei ponteggi. Art. 30 e seguenti del DPR 164/56. 
- UNI 11560: 2014 - Sistemi di ancoraggio permanenti in copertura - Guida per l’individuazione, la configurazione, l’installazione, l’uso e la manutenzione. 
- UNI 11578:2015 - Dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente - Requisiti e metodi di prova. 
- UNI EN 795: 2012 - Protezione contro le cadute dall’alto - Dispositivi di ancoraggio. Requisiti e prove. 
- ETAG 001: 2010 - Linea guida per il rilascio del benestare tecnico europeo di ancoranti metallici da utilizzare nel calcestruzzo. 
- UNI EN 516: 2006 - Accessori prefabbricati per coperture - Installazioni per l’accesso al tetto. Passerelle, piani di camminamento e scalini posapiede. 
- UNI EN 517: 2006 - Accessori prefabbricati per coperture - Ganci di sicurezza da tetto.
Cosa sono 
Il termine ancoraggio, nell’uso comune, è abbastanza generico e non ha lo stesso significato nei documenti, tecnici o normativi, ove viene menzionato. Per ancoraggio si intende l’insieme di tre elementi: la struttura di supporto (materiale base), l’ancorante e l’elemento da fissare.
Destinazione d’uso
Gli ancoraggi sono sistemi destinati al fissaggio, ad una struttura di supporto, di opere provvisionali, di dispositivi di protezione collettiva e individuale e di attrezzature di lavoro. Tali sistemi possono essere fissati alla struttura in modo non permanente o permanente.
Tipologia 
La legislazione e le norme tecniche non prevedono una classificazione degli ancoraggi in base ai requisiti degli stessi. Essi vengono individuati “per tipologia”, in base alla destinazione d’uso, nella maniera che segue: 1. Dispositivi di ancoraggio secondo la UNI 11578 o la UNI EN 795. 2. Punti di ancoraggio secondo le UNI EN 516 o UNI EN 517. 3. Ancoraggi per ponteggi secondo le Circolari del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 85/78, 44/90,132/91. 4. Ancoranti metallici/chimici per utilizzo su calcestruzzo secondo le ETAG 001. 5. Ancoraggi non rientranti nei precedenti
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Ott

Esposizione a nanomateriali, Primo soccorso, mesoteliomi, REACH

 
Esposizione a nanomateriali, Primo soccorso, mesoteliomi, REACH
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News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter Assistenti bagnanti, maglie e protezione radiazioni UV, ricerca Paf  L’indagine del Paf ha riguardato bagnini impiegati negli stabilimenti balneari toscani
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter Esposizione a nanomateriali nei luoghi di lavoro  Esposizione a nanomateriali: la prevenzione nei luoghi di lavoro
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News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter registro nazionale dei mesoteliomi  Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambie ...
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter Regione Lombardia – Decreto n. 10838 del 25 luglio 2018  VERIFICA DEGLI SCENARI DI ESPOSIZIONE DI UNA SOSTANZA AI SENSI DEL REGOLAMENTO N. 1907/2006 (REACH)
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Ott

Assistenti bagnanti, maglie e protezione radiazioni UV, ricerca Paf

 

L’indagine del Paf ha riguardato bagnini impiegati negli stabilimenti balneari toscani

Assistenti bagnanti, maglie e protezione radiazioni UV, ricerca Paf

pafValutazione preliminare della protezione dalla radiazione Ultravioletta Solare offerta dagli indumenti di lavoro utilizzati da assistenti alla balneazione
Pubblicata dal Paf una nuova analisi sull’impatto delle radiazioni Uv solari, sui rischi per i lavoratori outdoor, in questo caso gli assistenti bagnanti, e sulla protezione offerta dagli indumenti solitamente utilizzati. Canottiere e magliette.
Le più autorevoli organizzioni internazionali (ICNIRP, ILO, WHO) e nazionali (Istituto Superiore di Sanità) preposte alla tutela della salute e della sicurezza e gli studi epidemiologid condotti In ambito lnternazionale concordano nel considerare la radiazione ultravioletta solare un rischio di natura professionale per tutti i lavoratori che lavorano all'aperto (lavoratori outdoor), da valutare e prevenire alla stregua di tutti gli altri rischi (chimici, fisici, biologici) presenti nell'ambiente di lavoro.
L’indagine del Paf ha riguardato bagnini impiegati negli stabilimenti balneari toscani e il grado di resistenza alla radiazione UV offerta da t-shirt, nuove o usate diverse stagioni. Nove in dettaglio i capi analizzati, nove diversi tipi di indumento:
  1. Mezze maniche, non tecnica cotone colore rosso 100% Cotone – Nuova;
  2. Mezze maniche, non tecnica cotone colore rosso 100% Cotone – Usata meno di una stagione;
  3. T-shirt a maniche corte, tecnica girocollo, colore rosso 100% Poliester Usata 2 stagioni;
  4. Canottiera non tecnica cotone rosso 100% Cotone Nuova;
  5. Polo a mezze maniche non tecnica colore rosso 100% Cotone Nuova;
  6. Polo a mezze maniche non tecnica colore rosso – 100%cotone piqué – Usata;
  7. Canottiere, tecnica colore rosso – 100% Poliestere Nuova;
  8. T-shirt a maniche corte, tecnica girocollo, colore rosso 100% Poliester Nuova;
  9. T-shirt a maniche corte, girocollo, colore verde chiaro 100% Cotone Usata.
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1
Ott

Esposizione a nanomateriali nei luoghi di lavoro

 

la prevenzione nei luoghi di lavoro

Esposizione a nanomateriali nei luoghi di lavoro

Esposizione a nanomateriali: la prevenzione nei luoghi di lavoroLa ricerca in tema di esposizione a nanomateriali riveste un ruolo rilevante per l’Inail, nell’ottica di ridurre gli impatti sulla salute e sicurezza dei lavoratori e contribuire all’implementazione della normativa del settore. Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale.
Le proprietà uniche dei materiali manipolati alla scala nanometrica permettono di realizzare applicazioni innovative in molti settori produttivi; tuttavia, proprio per le loro caratteristiche nuove, i nanomateriali possono rappresentare un rischio emergente per la salute e la sicurezza, che deve essere valutato e gestito tramite un approccio specifico, in particolare all’interno della complessità degli ambienti di lavoro. 
Il Dipartimento di medicina epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail è da anni attivo su tale tematica ed ha avviato un percorso di ricerca sulla salute e sicurezza delle nanotecnologie, che parte dal Libro bianco pubblicato nel 2010, su cui è stata instaurata un’attività di rete con il coinvolgimento dei principali stakeholder nazionali, passando per la partecipazione ai progetti europei (vedi NanoREG finanziato dalla Commissione europea), fino al più recente contributo alla realizzazione delle Linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, dal titolo Protecting workers from potential risks of manufactured nanomaterials del 2017. 
La tematica dell’esposizione a nanomateriali, anche nell’ambito delle tecnologie abilitanti, riveste attualmente un ruolo rilevante all’interno del piano di attività della ricerca dell’Inail 2016 - 2018, con l’obiettivo principale di individuare misure di prevenzione e protezione atte a ridurre gli impatti sulla salute e sicurezza dei lavoratori e contribuire all’implementazione della normativa del settore. In questo contesto, è stato realizzato il progetto intitolato Metodologia di analisi dell’esposizione ai nanomateriali ingegnerizzati integrata alle tecniche di control banding per la gestione del rischio nei luoghi di lavoro (acronimo Nanolab), affidato al coordinamento del Laboratorio NEST della Scuola normale superiore (Sns) di Pisa, in collaborazione con il Center for Nanotechnology Innovation della fondazione Istituto italiano di tecnologia (Iit), l’Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l’Associazione italiana per la ricerca industriale (Airi-Nanotec). 
Il presente volume raccoglie i principali risultati raggiunti nell’ambito del progetto, illustra le fasi della metodologia sviluppata sulla base degli standard di riferimento, e l’applicazione in tre casi studio realizzati nei laboratori di ricerca e sviluppo degli enti partner, su tipologie di nano-oggetti di dimensionalità differenti: grafene, nanofili e nanoparticelle. Lo studio include inoltre i dati della survey realizzata con l’obiettivo di analizzare l’applicabilità dell’approccio sviluppato anche in altri contesti di ricerca sviluppo e produzione dei nanomateriali, nell’ottica di promuovere la creazione di strumenti pratici di supporto alla gestione del rischio.
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1
Ott

Primo soccorso nei luoghi di lavoro

 

formare gli addetti e a organizzare il piano di emergenza

Primo soccorso nei luoghi di lavoro Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

Primo soccorso nei luoghi di lavoroA dieci anni dall’entrata in vigore del d.lgs. 81/2008 la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è sempre più integrata nel sistema organizzativo aziendale. Tale evoluzione ha permesso di introdurre molti aspetti innovativi nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. In tal senso anche il primo soccorso aziendale deve essere visto non più solo come un intervento di riparazione, ma come un processo integrato nel sistema di prevenzione e riduzione degli infortuni. 
Creare un sistema efficace di primo soccorso in azienda significa non solo influire in maniera determinante sull’esito degli infortuni, ma anche contribuire positivamente a costruire ambienti sani e sicuri, aumentando l’assunzione di comportamenti responsabili e migliorando la percezione del rischio da parte dei lavoratori. Prendendo spunto dall’attività formativa e di ricerca svolta dagli autori, questo manuale, aggiornato alle più recenti linee guida internazionali ed alla normativa italiana, è stato pensato come strumento didattico a supporto sia dei lavoratori addetti al primo soccorso per una immediata consultazione, sia per i formatori. 
Pur avendo il manuale una configurazione pratica, esso non si può ritenere sostitutivo di un corso di formazione che preveda delle esercitazioni pratiche, così come definito dall’art. 45 del d.lgs. 81/2008 e dal d.m. salute 388/2003 ed è, quindi, utilizzabile come supporto didattico. La prima parte, che contiene informazioni per l’organizzazione di un efficace sistema di primo soccorso aziendale, è rivolta anche ai datori di lavoro ed ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione. Segue una seconda parte, più specifica ed operativa, nella quale sono descritte le manovre di primo soccorso, orientate a mantenere in vita l’infortunato ed a limitare i danni dovuti ad eventi avversi. Nel manuale sono state introdotte anche nozioni utili per poter utilizzare il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). 
Predisporre delle misure di emergenza nei luoghi di lavoro che prevedano l’utilizzo del DAE in caso di necessità, conferisce un valore aggiunto per il sistema dell’emergenza aziendale, soprattutto in quegli ambienti di lavoro in cui lo sforzo fisico e lo stress psico-fisico sono particolarmente importanti o dove sono presenti fattori di rischio per arresto cardio-circolatorio (elettricità, presenza di gas, contatto con determinate sostanze come il monossido di carbonio), oppure nei luoghi isolati, dove è più difficile che il soccorso avanzato arrivi in tempo, come impianti di perforazione, cantieri di costruzione, piattaforme marine ecc. Sensibilizzare le imprese ad incrementare la presenza di DAE nei luoghi di lavoro potrebbe rivelarsi uno strumento importante per ottenere una copertura efficace del territorio ed incrementare la rete di accesso pubblico alla defibrillazione precoce, soprattutto nel caso di luoghi di transito e di permanenza di molte persone come centri commerciali, grandi supermercati, aeroporti, stazioni, impianti sportivi, uffici aperti al pubblico, scuole.
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Ott

Tecnologie assistive strumenti e percorsi

 

Osservatori: Service delivery in Assistive Technology

Tecnologie assistive strumenti e percorsi Pubblicazione realizzata da Inail Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione Area comunicazione istituzionale

tecnologieL’idea di connotare questa pubblicazione come un “book di progetto” deriva dall’aver sviluppato in questo triennio una mole di elaborazioni e di esperienze che si è ritenuto necessario sistematizzare e proporre sotto forma di libro. Non è quindi una mera sommatoria di documenti-deliverables del progetto, ma questi stessi sono stati rivisitati e organizzati in modo da consentire una lettura più agevole e organizzata per tematiche omogenee. 
Nel capitolo 1 “Introduzione”, sono presentati le attività e gli obiettivi raggiunti dal progetto PDT1/2 “Osservatori: Service Delivery in Assistive Technology”, compreso nell’attività di ricerca Inail del triennio 2013-2015. Il progetto ha avuto una dimensione nazionale, con lo svolgimento di attività in diverse regioni in cui sono presenti Punti di assistenza del Centro Protesi Inail e Centri Ausili della rete GLIC. Nel capitolo vengono presentati i tre partners che hanno collaborato durante questo triennio di attività: Inail, con il Centro Protesi di Vigorso di Budrio, la Filiale di Roma e i Punti di assistenza del Centro Protesi, l’Azienda USL di Bologna, che ha messo a disposizione le competenze e i professionisti presenti nell’Area ausili Corte Roncati e l’Associazione GLIC, che raccoglie una ventina di Centri Ausili presenti sul territorio italiano e considerati come punti di riferimento per la consulenza e il training di ausili tecnologici e informatici. 
Il capitolo 2 “Le Tecnologie Assistive: strumenti e processi” introduce l’argomento cardine del progetto, richiamando alcuni documenti attuali che sono il riferimento culturale nel mondo dell’Assistive Technology a livello europeo (sviluppati da organizzazioni-ombrello come AAATE e EASTIN), per poi focalizzarsi sulle caratteristiche dell’innovativo settore delle ICT (Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione). Nello stesso capitolo si descrive il “Percorso ausili”, introducendo la tematica della valutazione dell’outcome (ripresa successivamente nel capitolo 5 “Strumenti per valutare l’outcome del Percorso ausili”) e la problematica dell’abbandono degli ausili, in cui recenti ricerche attestano il fatto che circa il 30% delle forniture pubbliche esitano in un abbandono degli ausili stessi. 
Nel capitolo 3 “L’indagine conoscitiva in Inail”, si riporta l’indagine relativa alla presa in carico dell’assistito Inail rispetto agli ausili. Tale indagine si è focalizzata sulla descrizione delle fasi di valutazione, prescrizione e consegna degli ausili tecnologici, offrendo una panoramica completa del Percorso ausili, necessaria per lo sviluppo e l’implementazione della fase di sperimentazione territoriale prevista dal progetto. Le sperimentazioni svolte in sette regioni pilota (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania e Puglia) hanno visto la collaborazione delle équipes multidisciplinari Inail con i professionisti dei Centri Ausili nella fase di valutazione degli ausili tecnologici.
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