CONSULENZA AZIENDALE
Venerdì 1 Dicembre 2023




Approfondimenti in breve

    1. La legge 231/2001 prevede l’adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e controllo in termini di facoltatività e non di obbligatorietà;
    2. Il Decreto 231/01 nasce dall’esigenza di introdurre e valorizzare comportamenti etici nel mondo delle imprese;
    3. Il D.Lgs. 231/2001 è stato introdotto nel nostro ordinamento per colmare un vuoto, infatti prima di quel momento si applicavano strumenti penali per colpire le sole persone fisiche che avessero commesso reali per creare vantaggio alla società, quest’ultima rimaneva indenne;
    4. Con il MOG231 l’azienda predispone un efficace sistema organizzativo per individuare e prevenire la commissione dei reati di cui al decreto;
    5. L’adozione del Modello 231 favorisce la partecipazione a gare e bandi pubblici e l’accesso ai sistemi di “vendor rating”;
    6. Un Modello Organizzativo sancito dal D. Lgs. 231/01 è un insieme di protocolli che regolano la gestione e la struttura aziendale riducendo il rischio di commettere illeciti penali;
    7. “Il D.lgs. 231/2001 disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”.
    8. L’adozione del Modello 231 qualifica la Società quale interlocutore etico e affidabile a beneficio dell’immagine aziendale;
    9. Il MOG231 deve prevedere norme operative in grado di prevenire la commissione di reati da parte di chi opera in nome e per conto dell’ente;
    10. Il Modello 231 è l’unica possibilità per le aziende per invocare l’esclusione della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, nell’ipotesi di commissione di un reato”;
    11. Sanzioni? Reati? Per difendere l’Azienda serve un Modello di Organizzazione D.Lgs. 231/01, gestione e controllo, la nomina dell’ODV e formazione adeguata ai dipendenti;
    12. “Solo l’effettiva adozione di un Mog 231 può aiutare l’azienda ad evitare pesanti sanzioni per reati commessi dai soggetti apicali, dai dipendenti o dai collaboratori della società”;
    13. Prima di redigere il Modello Organizzativo D.Lgs. 231/01, va fatta un’analisi di rischio che mira ad individuare le aree o i settori di attività nel cui ambito possono verificarsi gli illeciti. Il Modello 231 non è obbligatorio poiché non esiste un obbligo normativo;
    14. Il Modello Organizzativo D.lgs. 231/01 deve essere approvato con delibera del Cda dell’ente che lo adotta; o con atto di determinazione dell’Amministratore Unico;
    15. L’adozione del #Modello231 qualifica la Società quale interlocutore etico e affidabile a beneficio dell’immagine aziendale e competitività;
    16. Il MOG231 va correttamente ed efficacemente applicato dall’ente e aggiornato periodicamente;
    17. La violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro è reato;
    18. Per essere ritenuto idoneo dai giudici, il Modello di Organizzazione e Gestione D.lgs. 231/01 deve essere redatto su misura in relazione alla natura, dimensione e attività svolta;
    19. Il Modello Organizzativo Gestione e Controllo D.Lgs 231/01 consiste in un insieme di elementi per creare un sistema gestione preventiva del rischio;
    20. L’esonero dalla responsabilità dell’ente è possibile se si riesce a dimostrare di aver adottato ed attuato il Modello 231 prima della commissione del fatto di reato;
    21. Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo D.Lgs 231/01 deve essere reso ancora più efficace per mezzo della nomina di un Organismo di Vigilanza (collegiale o monocratico) in grado di verificare la corretta applicazione del documento stesso da parte degli operatori aziendali;
    22. La metodologia per lo sviluppo di un modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 inizia con delle interviste alla figure strategiche della società al fine di comprendere le aree di rischio di commissione dei reati 231;
    23. I Modelli di Organizzazione e Gestione 231/2001 devono prima di tutto individuare le attività che possono essere a rischio di commissione dei reati di cui al D.lgs. 231/2001, poi devono prevedere: a) dei protocolli/regole di condotta/divieti per la mitigazione dei rischi di reato all’interno dei processi aziendali, b) la nomina di un Organismo di Vigilanza, c) degli obblighi di informazione da e verso l’ODV e un sistema di segnalazione di condotte illecite;
    24. Siamo in grado di erogare corsi formativi sulla disciplina di cui al D.lgs. 231/2001 al fine di preparare il personale aziendale sui contenuti del Decreto 231 e sul Modello adottato dall’azienda stessa;
    25. Il Modello Organizzativo 231 deve essere attuato, osservato nell’attività quotidiana, soggetto alla verifica continua da parte dell’Organismo di Vigilanza e reso ancora più efficace dall’individuazione di un ODV collegiale o monocratico e con l’adozione di un Codice Etico;
    26. Sono sempre di più le piccole e medie imprese che decidono di adottare un Modello di cui al D.Lgs. 231/2001 con l’intento di prevenire le pesanti conseguenze derivanti dalla commissione di reati in violazione alle norme antinfortunistiche;
    27. Sempre più imprese per evitare di incorrere nelle sanzioni pecuniarie ed interdittive previste dal decreto legislativo 231/01 lo adottano. Il Modello Organizzativo Gestione e Controllo consiste in un insieme di elementi per creare un sistema gestione preventiva del rischio;
    28. L’adozione del Modello 231 qualifica la Società quale interlocutore etico e affidabile a beneficio dell’immagine aziendale e competitività;
    29. L’Organismo di Vigilanza è uno degli elementi essenziali del modello di organizzazione e gestione previsto nel D.Lgs 231/01. L’attività di formazione e comunicazione a tutto lo Staff aziendale è fondamentale per la prevenzione dei reati D.lgs 231/01;
    30. Il D.lgs 231 disciplina la responsabilità delle società, associazioni e più in generale di qualsiasi soggetto diverso dalla persona fisica;
    31. In MODI progettiamo strumenti formativi in grado di preparare il personale sui contenuti del Decreto 231 e sul Modello di Organizzazione e Gestione D.lgs. 231/2001 adottato dalla Società;
    1. Il Modello 231 è il sistema interno all’azienda che mira a evitare o contrastare la commissione dei reati, sanzionati dal D.lgs 231/01. Prima di redigerlo i consulenti fanno un’analisi di rischio per aree e settori di attività nel cui ambito possono verificarsi gli illeciti;
    2. Il Modello 231 è l’unica possibilità degli enti per invocare l’esimente della non punibilità prevista dalla Legge nell’ipotesi di reato;
    3. Un Modello Organizzativo di Gestione D.lgs. 231/01, per essere reso ancora più efficace dall’individuazione di un ODV collegiale o monocratico e con l’adozione di un Codice Etico;
    4. Il Modello231 è un insieme coerente di principi, procedure e disposizioni che incidono sul funzionamento interno di un’Azienda Se il MOG231 risulta efficacemente adottato e attuato è l’unica possibile tutela per evitare la responsabilità amministrativa;
    5. Nell’elenco dei reati presente nel D.Lgs. 231/01 troviamo il reato di omicidio colposo e lesione colposa grave o gravissimi in violazione delle norme antinfortunistiche, reati ambientali, reati tributari, reati contro la pubblica amministrazione;
    6. Il MOG231 deve individuare le modalità di gestione delle risorse finanziare idonee ad impedire la commissione di reati e prevedere obblighi di informazione verso l’organismo designato a vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli;
    7. Le sanzioni previste nel D.Lgs. 231/08 possono essere di natura pecuniaria, interdittiva, la confisca e la pubblicazione della sentenza. Esse vengono proporzionate dal giudice, non solo in base alla gravità dell’illecito, ma anche alla capacità economica della società;
    8. Le finalità previste dal MOG231 possono essere soddisfatte solo se questo viene elaborato in modo da cogliere le specificità dell’impresa;
    9. Nel MOG231 devono essere individuate con estrema attenzione le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati. Questo avviene con una mappatura del rischio di commissione dei reati previsti dal D.lgs. 231/01, con particolare attenzione alle aree e i processi più sensibili;
    10. L’adeguatezza del MOG231 adottato può essere espressa in un duplice modo: sia sotto l’aspetto dell’astratta idoneità dello stesso in relazione ai reati da prevenire, sia sotto il profilo della reale capacità di prevenirli;
    11. Affinché i Modelli di Organizzazione e Gestione possano ritenersi efficaci nel prevenire i rischi di commissione dei reati previsti dal D.lgs. 231/2001, è necessario che vengano progettati su misura per il Cliente;
    12. I MOG231 devono essere adottati partendo da una mappatura iniziale dei rischi di reato; mappatura che deve contenere una chiara illustrazione di ogni categoria di reato considerata, delle possibili condotte illecite e delle aree aziendali coinvolte;
    13. E’ un dato certo che l’Ente che implementa volontariamente uno o più Sistemi di gestione certificati da enti terzi indipendenti dimostra un’inclinazione alla cultura del rispetto delle regole;
    14. Saper organizzare un piano di flussi informativi diventa uno strumento fondamentale per qualsiasi sistema di controllo e per una efficace applicazione del Modello 231;
    15. L’Organismo di Vigilanza ha la funzione di controllo per quanto concerne l’adozione e il corretto rispetto del Modello di Organizzazione e Gestione;
    16. L’Organismo di Vigilanza è uno degli elementi essenziali del modello di organizzazione e gestione previsto nel D.Lgs 231/01;
    17. L’Organismo di Vigilanza (ODV) ha il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservazione del MOG, inoltre deve rispettare i requisiti di professionalità, autonomia e indipendenza;
    18. L’Organismo di Vigilanza può essere monocratico ovvero formato da un solo componente, interno o esterno oppure collegiale con componenti che possono essere esterni, interni o misti rispetto l’ente;
    19. I poteri e i compiti dell’Organismo di Vigilanza (ODV ) vengono definiti all’Art. 6 comma 1, punto b) del D.Lgs 231/2001;
    20. L’ODV, per svolgere i suoi compiti, deve avere pieno accesso ai documenti rilevanti per l’attività, oltreché le risorse necessarie per il monitoraggio del MOG231;
    21. L’onorabilità e la professionalità sono i requisiti minimi per poter essere componenti dell’Organismo di Vigilanza;
    22. Il Modello di Organizzazione, Gestione e controllo deve definire in modo chiaro i principali flussi di informazioni che vi dovranno costantemente essere fra l’Organismo di Vigilanza, l’Organo Dirigente e i responsabili di funzione;
    23. Nello “statuto dell’ODV” si definiscono poteri e compiti, i requisiti richiesti, le cause di ineleggibilità, la durata dell’incarico e la frequenza dell’attività di reporting;
    24. L’ODV è libero di regolamentare le modalità di convocazione e verbalizzazione delle proprie riunioni. Le riunioni vengono di norma convocate dal Presidente via mail, nella quale vengono segnalati i punti salienti trattati;
    25. Lo scopo della verbalizzazione dell’ODV consiste nella conservazione di una documentazione che possa provare la continuità e l’efficacia della sua azione e il corretto adempimento dell’incarico ricevuto;
    26. Nell’ODV, il titolare del trattamento di dati personali è tenuto ad adottare tutte le misure idonee a garantire la protezione dei dati trattati;
    27. Fra i compiti dell’Organismo di Vigilanza troviamo quello di verificare il Modello di Organizzazione e Gestione adottato e controllare che venga attuato e aggiornato quando necessario;
    28. L’art. 6 del D.Lgs 231/2001 prevede che l’ente possa essere esonerato da responsabilità conseguente al reato commesso, se ha adottato i modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati prima del fatto di reato;
    29. L’Organismo di Vigilanza verifica l’adeguatezza del MOG231, vigila e analizza nel tempo l’effettività e il mantenimento di esso, cura ove necessita l’aggiornamento del modello;
    30. In caso di necessità di aggiornamento del Modello di Gestione dovuto a un cambiamento normativo, l’ODV deve verificare se l’Ente presenta aree sensibili nelle quali tale modifica possa comportare un mutamento del profilo di rischio;
    31. L’Organismo di Vigilanza deve opportunamente documentare le attività svolte con il fine di tracciare il lavoro svolto a garanzia di una costante applicazione del Modello, nell’interesse dell’Ente;
    32. L’Organismo di Vigilanza ODV deve avere la capacità di adeguare e rendere efficiente sul piano operativo il Modello di Organizzazione e Gestione, facendo così esso non resta solo su carta;
    33. Ogni segnalazione, reportistica o informazione devono essere conservati dall’Organismo di Vigilanza in un apposito archivio cartaceo e/o informatico. Le modalità di raccolta e conservazione sono definite nel Modello;
    34. All’Organo Dirigente di una società spetta anche l’approvazione della versione aggiornata del Modello di Organizzazione, Gestione e controllo, il quale passerà anche per l’ODV per procedere alla valutazione di adeguatezza;
    35. Anche le modifiche riguardanti l’assetto organizzativo della società o dello svolgimento dell’attività d’impresa possono prevedere una modifica al Modello di Organizzazione, Gestione e controllo;
    36. Laddove siano presenti sistemi di gestione recepiti dal Modello 231, è indispensabile che l’ODV acquisisca almeno annualmente tutte le evidenze e gli esiti degli audit effettuati;
    37. La presenza di un’indagine in corso deve immediatamente stimolare l’ODV a svolgere un eventuale audit interno sulla vicenda, acquisendo informazioni per poi verbalizzarle;
    38. L’Organismo di Vigilanza o ODV deve essere dotato di poteri autonomi di iniziativa e di controllo e vigilare sul funzionamento del modello 231;
    39. La funzione dell’ODV è la sorveglianza. Non ha compiti operativi, e non può sostituirsi al vertice per eventuali interventi correttivi.