CONSULENZA AZIENDALE
Mercoledì 22 Maggio 2024




Modello 231 obbligo adeguamento al D.Lgs. n. 24/2023 Whistleblowing

In data 15 marzo 2023 è stato pubblicato il Decreto Whistleblowing (D.lgs. 24/2023), entrato in vigore il 30 marzo u.s. Il Decreto Whistleblowing ha l’obiettivo di tutelare le persone che segnalano violazioni di disposizioni normative nazionali o dell’Unione Europea che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato, di cui siano venute a conoscenza nel proprio contesto lavorativo. Chi può fare le segnalazioni:

  1. Dipendenti pubblici;
  2. Lavoratori subordinati di soggetti del settore privato;
  3. Lavoratori autonomi che svolgono la propria attività lavorativa presso soggetti del settore pubblico o del settore privato;
  4. Collaboratori, liberi professionisti e i consulenti che prestano la propria attività presso soggetti del settore pubblico o del settore privato;
  5. Volontari e i tirocinanti, retribuiti e non retribuiti;
  6. Azionisti e le persone con funzioni di amministrazione, direzione, controllo, vigilanza o rappresentanza, anche qualora tali funzioni siano esercitate in via di mero fatto presso soggetti del settore pubblico o del settore privato.

Quando si può segnalare:

  1. Quando il rapporto giuridico è in corso;
  2. Quando il rapporto giuridico non è ancora iniziato, se le informazioni sulle violazioni sono state acquisite durante il processo di selezione o in altre fasi precontrattuali;
  3. Durante il periodo di prova;
  4. Successivamente allo scioglimento del rapporto giuridico se le informazioni sulle violazioni sono state acquisite prima dello scioglimento del rapporto stesso (pensionati).

Cosa si può segnalare:
Possono essere segnalati comportamenti, atti o omissioni che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato e che consistono in:

  1. Violazioni di disposizioni normative nazionali:
    a)  Illeciti amministrativi, contabili, civili o penali;
    b)  Condotte illecite rilevanti ai sensi del D.lgs. 231/2001 o violazioni dei modelli di organizzazione e gestione ivi previsti.
  2. Violazioni di disposizioni normative europee:
    a)  Illeciti che rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea relativi ai seguenti settori: appalti pubblici; servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; sicurezza e conformità dei prodotti; sicurezza dei trasporti; tutela dell’ambiente; radioprotezione e sicurezza nucleare; sicurezza degli alimenti e dei mangimi e salute e benessere degli animali; salute pubblica; protezione dei consumatori; tutela della vita privata e protezione dei dati personali e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
    b)  Atti od omissioni che ledono gli interessi finanziari dell’Unione;
    c)  Atti o omissioni riguardanti il mercato interno;
    d)  Atti o comportamenti che vanificano l’oggetto o la finalità delle disposizioni di cui agli atti dell’Unione.

Le segnalazioni possono essere trasmesse attraverso:

  1. canali di segnalazione interna, implementati dagli enti del settore privato o dalle amministrazioni pubbliche;
  2. canale di segnalazione esterna, attivato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC);
  3. divulgazioni pubbliche, tramite i mass media.

Nel settore privato, l’obbligo di attivare canali di segnalazione, adottare procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni, e assicurare le misure di tutela si applica agli enti privati (incluse le società) che:

  1. nell’ultimo anno, hanno impiegato la media di almeno 50 lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato, a prescindere dal settore di appartenenza;
  2. hanno adottato un modello organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 (“Modelli 231”), a prescindere dal numero dei dipendenti impiegati e dal settore di appartenenza;
  3. rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea – elencati nell’allegato al Decreto.

Cosa devono fare gli enti?

Gli enti e le società dotati di Modelli Organizzativi 231 devono adattare i canali di segnalazione già utilizzati, in modo che soddisfino nel settore privato, l’obbligo di attivare canali di segnalazione, adottare procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni, e assicurare le misure di tutela si applica agli enti privati (incluse le società) che:

  1. nell’ultimo anno, hanno impiegato la media di almeno 50 lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato, a prescindere dal settore di appartenenza;
  2. hanno adottato un modello organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 (“Modelli 231”), a prescindere dal numero dei dipendenti impiegati e dal settore di appartenenza;
  3. rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea – elencati nell’allegato al Decreto.

Cosa devono fare gli enti?
Gli enti e le società dotati di Modelli Organizzativi 231 devono adattare i canali di segnalazione già utilizzati, in modo che soddisfino quanto definito dal Decreto Whistleblowing.
Allo stesso tempo gli enti devono organizzare la gestione dei canali di segnalazione, che deve essere disciplinata da una procedura affidata a personale specificamente formato per la gestione del canale di segnalazione o a un soggetto esterno qualificato.
L’obbligo di implementare i canali di segnalazione scatta:

  1. dal 15 luglio 2023, per gli enti privati con 250 o più dipendenti;
  2. dal 17 dicembre 2023 per i soggetti privati con 50 o più dipendenti.

Il sistema di protezione contemplato dal Decreto per chi effettua la segnalazione prevede la tutela delle riservatezza, misure di sostegno, protezione dalle ritorsioni, limitazioni delle responsabilità.
L’ANAC applica al responsabile sanzioni amministrative pecuniarie fino a 50.000 euro quando accerta che:

  1. sono state commesse ritorsioni;
  2. la segnalazione è stata ostacolata/si è tentato di ostacolarla;
  3. è stato violato l’obbligo di riservatezza;
  4. non sono stati istituiti canali di segnalazione;
  5. non sono state adottate procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni o le procedure adottate non sono conformi al Decreto;
  6. non è stata svolta l’attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute.

I consulenti MOG231 by MODI Srl restano a disposizione per una consulenza personalizzata per indicare ai Clienti come possono essere trasmesse le segnalazioni, quali sono i soggetti obbligati nel settore privato, chi possono essere nella loro realtà aziendale i segnalanti/whistleblower tutelati e quali sono le misure di protezione previste da implementare per essere conformi al Decreto in oggetto.

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