MODI S.r.l. fornisce un servizio di consulenza dedicato all’adeguamento degli enti privati agli obblighi previsti dal D.Lgs. 24/2023 – Decreto Whistleblowing, oggi pienamente operativo e soggetto a verifiche e sanzioni da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Il Decreto impone a specifiche categorie di enti l’adozione di canali di segnalazione interni, procedure di gestione delle segnalazioni e misure di tutela a favore dei soggetti segnalanti. Nel 2026 l’adeguamento non rappresenta più una novità normativa, ma un requisito di conformità la cui mancata applicazione espone l’organizzazione a sanzioni amministrative e responsabilità reputazionali.
A chi è rivolto il servizio
Il servizio è rivolto agli enti del settore privato che:
-
occupano mediamente almeno 50 lavoratori subordinati;
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hanno adottato un Modello Organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, indipendentemente dal numero di dipendenti;
-
rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea richiamati dal Decreto.
Chi può fare le segnalazioni?
- dipendenti pubblici;
- lavoratori subordinati di soggetti del settore privato;
- lavoratori autonomi che svolgono la propria attività lavorativa presso soggetti del settore pubblico o del settore privato;
- collaboratori, liberi professionisti e i consulenti che prestano la propria attività presso soggetti del settore pubblico o del settore privato;
- volontari e i tirocinanti, retribuiti e non retribuiti;
- azionisti e le persone con funzioni di amministrazione, direzione, controllo, vigilanza o rappresentanza, anche qualora tali funzioni siano esercitate in via di mero fatto presso soggetti del settore pubblico o del settore privato.
Quando si può segnalare?
- quando il rapporto giuridico è in corso;
- quando il rapporto giuridico non è ancora iniziato, se le informazioni sulle violazioni sono state acquisite durante il processo di selezione o in altre fasi precontrattuali;
- durante il periodo di prova;
- successivamente allo scioglimento del rapporto giuridico se le informazioni sulle violazioni sono state acquisite prima dello scioglimento del rapporto stesso (pensionati).
Cosa si può segnalare?
Possono essere segnalati comportamenti, atti o omissioni che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato e che consistono in:
- violazioni di disposizioni normative nazionali:
a) illeciti amministrativi, contabili, civili o penali;
b) condotte illecite rilevanti ai sensi del D.lgs. 231/2001 o violazioni dei modelli di organizzazione e gestione ivi previsti. - Violazioni di disposizioni normative europee:
a) illeciti che rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea relativi ai seguenti settori: appalti pubblici; servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; sicurezza e conformità dei prodotti; sicurezza dei trasporti; tutela dell’ambiente; radioprotezione e sicurezza nucleare; sicurezza degli alimenti e dei mangimi e salute e benessere degli animali; salute pubblica; protezione dei consumatori; tutela della vita privata e protezione dei dati personali e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
b) atti od omissioni che ledono gli interessi finanziari dell’Unione;
c) atti o omissioni riguardanti il mercato interno;
d) atti o comportamenti che vanificano l’oggetto o la finalità delle disposizioni di cui agli atti dell’Unione.
Le segnalazioni possono essere trasmesse attraverso:
- canali di segnalazione interna, implementati dagli enti del settore privato o dalle amministrazioni pubbliche;
- canale di segnalazione esterna, attivato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC);
- divulgazioni pubbliche, tramite i mass media.
Nel settore privato, l’obbligo di attivare canali di segnalazione, adottare procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni, e assicurare le misure di tutela si applica agli enti privati (incluse le società) che:
- nell’ultimo anno, hanno impiegato la media di almeno 50 lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato, a prescindere dal settore di appartenenza;
- hanno adottato un modello organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 (“Modelli 231”), a prescindere dal numero dei dipendenti impiegati e dal settore di appartenenza;
- rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea – elencati nell’allegato al Decreto.
Ultima verifica: 26/02/2026
