1 Secondo Martino - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Secondo Martino

6
Mar

Schede Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause

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Accadimento e specifici fattori di rischio degli eventi mortali avvenuti nei luoghi di lavoro

Schede  Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause

E-learningE-learningLe schede della collana sono articolate secondo una struttura editoriale standard in quattro sezioni dati descrittive, analisi delle dinamiche infortunistiche, possibili misure preventive, riferimenti bibliografici/normativi e storiografia. Nella presente scheda è illustrata la struttura del Sistema Infor.MO, il modello multifattoriale di analisi adottato per la ricostruzione delle dinamiche infortunistiche e le principali risultanze che emergono dai casi in archivio. Prodotto: Pieghevole Edizioni: Inail – 2017. Le schede:

Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause - Schede Infor.MO, Le cadute dall’alto dei lavoratori - Schede Infor.MO, Cadute dall’alto dei gravi - Schede Infor.MO, Il ribaltamento dei mezzi - Schede Infor.MO, Il contatto elettrico diretto - Schede Infor.MO Informo il rischio chimico - Schede Infor.MO La formazione a distanza su INFOR.MO - Schede Infor.MO Investimento dei lavoratori in ambiente di lavoro - Schede Infor.MO Avviamento intempestivo di mezzi fissi e su ruote - Schede Infor.MO Lavoratori immigrati - Schede

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28
Feb

Responsabilità dell’ingegnere nell’esercizio di una professione

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La responsabilità dell’ingegnere  per terremoti, frane, crolli e altri disastri

Responsabilità dell’ingegnere nell’esercizio di una professione

E-learningNell'ambito del Seminario tecnico: Responsabilità dell’ingegnere nell’esercizio della professione, pubblichiamo in allegato gli atti del Avv. Claudio Coratella tenutosi nel seminario del 16 febbraio 2017 presso l'Ordine degli Ingegneri della provincia di ROMA. In materia edlizia il principale riferimento normativo è il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Il c.d. Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (TUE) L’articolo 44 del D.P.R. 380/2001 individua le sanzioni penali, più ricorrenti in materia di abusi urbanistico-edilizi. Art. 44 - Sanzioni penali (Le sanzioni pecuniarie di cui al presente articolo sono aumentate del cento per cento ai sensi dell'art. 32, comma 47, legge n. 326 del 2003) Salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica: l'ammenda fino a 10.329 euro per l'inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal presente titolo, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire; b) l'arresto fino a due anni e l'ammenda da 5.164 a 51.645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l'ordine di sospensione; c) l'arresto fino a due anni e l'ammenda da 15.493 a 51.645 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, come previsto dal primo comma dell'articolo 30. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso. Art. 44 - Sanzioni penali 2-bis. (…) Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli interventi edilizi suscettibili di realizzazione mediante segnalazione certificata di inizio attività ai sensi dell'articolo 23, comma 01, eseguiti in assenza o in totale difformità dalla stessa. (comma aggiunto dal d.lgs. n. 301 del 2002) Tali sanzioni possono essere applicate anche agli ingegneri, tenuto conto di quanto stabilito dall'art. 29 del medesimo D.P.R. 380/2001, laddove assumano la qualifica di direttore dei lavori o di progettista.    E-learningResponsabilità dell’ingegnere nell’esercizio di una professione File formato PPT per powerpoint

 
8
Feb

registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici proroga

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DL 30 dicembre 2016, n. 244, cosiddetto Decreto Milleproroghe 2016

registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici proroga

agenti-cancerogeni-biologiciLa sorveglianza sanitaria nel D.Lgs. 81/2008 e la tutela della salute individuale e collettiva. Gli strumenti del medico competente: i registri degli esposti e la relazione sanitaria periodica. Il DL 30 dicembre 2016, n. 244, cosiddetto Decreto Milleproroghe 2016, contiene tra le altre una importante proroga ad una disposizione del Testo Unico di Sicurezza relativamente ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici. Registri degli esposti. Il Decreto legislativo 81/2008 prevede diversi tipi di Registri degli esposti: ad agenti cancerogeni (art. 243), ad amianto (art. 260) e ad agenti biologici del gruppo 3 e 4 (art. 280). In particolare nel caso dell’amianto “l’iscrizione nel registro degli esposti prevede che l’esposizione sia superiore al livello di 10 fibre/litro, per gli altri agenti non è previsto un livello minimo”. E “per quanto riguarda l’amianto l’iscrizione deve intendersi come temporanea, in quanto l’esposizione superiore a 10 fibre/litro, se tutte le norme vengono rispettate, può accadere solo in situazioni impreviste o di emergenza, nel qual caso vanno immediatamente ripristinate le condizioni di sicurezza e quindi va anche attuata la cancellazione dal registro dei soggetti esposti”. Viene prolungato a 12 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto SINP (in vigore dal 12 ottobre 2016) il tempo di vigenza delle disposizioni relative ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici e di conseguenza la permanenza dei suddetti registri. L'articolo 53 (Tenuta della documentazione) del Testo Unico si trova nel Capo III alla SEZIONE VIII (Documentazione tecnico amministrativa e statistiche degli infortuni e delle malattie professionali ) e stabilisce che "Fino ai sei mesi successivi all'emanazione del decreto interministeriale di cui all'articolo 8 comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizioni relative [...] ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici". La modifica introdotta L'Art. 3 del Milleproroghe modifica l'articolo 53, comma 6, del D.lgs 9 aprile 2008,n. 81: le parole: «Fino ai sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Fino ai 12 mesi». L'articolo 53 del Testo Unico (Tenuta della documentazione) stabilisce che "Fino ai sei mesi successivi all'emanazione del decreto interministeriale di cui all'articolo 8 comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizioni relative [...] ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici". Il punto 4 dell'articolo 8 (Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro) fa riferimento all'emanazione del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP), avvenuta con Decreto interministeriale del 25 maggio 2016, n. 183 (in Gazzetta Ufficiale n.226 del 27-9-2016- Suppl. Ordinario n. 42)

 
1
Feb

Sorveglianza sanitaria

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Sopralluogo attivita’ sanitarie per la verifica di alcuni essenziali adempimenti

Sorveglianza sanitaria

sorveglianza sanitariaIl medico competente deve programmare ed effettuare la sorveglianza sanitaria in caso di rischi individuati sia pur in termini incerti o comunque bassi, deve assicurare la tutela dello stato di salute dei lavoratori e soggetti equiparati, in relazione all’ambiente di lavoro, alle attrezzature con rischio per la salute specifico, sostanze chimiche ed agenti biologici eventualmente impiegati/presenti, ai fattori di rischio professionali ed ai processi lavorativi e conseguentemente garantire che i lavoratori svolgano mansioni per le quali siano idonei. Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori e gli equiparati (ad es. studenti), per i quali nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) è indicato un livello di rischio per il quale la normativa vigente ne prevede l’obbligo. Tipologie di visite (ai sensi del D.Lgs 81/2008, cioè in caso di tutti i rischi fatta eccezione per le radiazioni ionizzanti) La sorveglianza sanitaria comprende: visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato; visita medica periodica per controllare nel tempo lo stato di salute dei lavoratori esposti al rischio; visita medica in occasione del cambio della mansione (con modifica dei rischi per la salute); visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente (rischio chimico) - per motivi organizzativi la visita medica è eseguibile solo se concordata con il medico competente prima della formale cessazione del rapporto di lavoro medesimo; visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai 60 giorni continuativi (solo per lavoratori in sorveglianza sanitaria periodica); visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta. La sorveglianza sanitaria è finalizzata (D.Lgs. 81/2008, art 41, comma 6) all’espressione dei giudizi di idoneità alla mansione specifica che vanno obbligatoriamente comunicati per iscritto al Datore di Lavoro e in copia al lavoratore stesso.

E' possibile scarica una checklist del Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Dipartimento Sanità Pubblica della regione Emilia Romagna che puo' essere utilizzata per la verifica documentale

E-learningchecklist Sopralluogo attivita’ sanitarie

 
26
Gen

Ruolo e funzioni dei rls e rlst

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Nell'ambito di un recente convegno sulla 'Sicurezza nelle imprese Artigiane in Piemonte' il condirettore di Olympus, prof. Luciano Angelini, tratteggia le problematiche e le potenzialità del sistema di RLS e RLST che spesso coesistono in siti produttivi complessi.

Ruolo e funzioni dei rls e rlst

rls e rlstIl documento in formato PPT evidenzia la problematica del ruolo dei RLS e la presenza degli RLST. Ecco uno stralcio del documento che è possibile scaricare integralmente. Il convegno Il sistema della sicurezza nelle imprese artigiane in piemonte si è tenuto al campus Euigi Einaudi torino – 23 novembre 2016

Art. 9 St. lav. Tutela della salute e dell’integrità fisica I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica. La legge affida alla contrattazione collettiva il compito di rendere davvero effettiva la rappresentanza collettiva Condivisibile prefigurare in capo alla contrattazione collettiva anche una «funzione orientativa» dei lavoratori nel considerare la rappresentanza territoriale più efficace di quella aziendale in quanto a competenze, capacità relazionali e dinamiche operativo/collaborative Il valore aggiunto del modello di rappresentanza territoriale si esprime anche attraverso la rete degli Organismi paritetici, ai quali il legislatore riconosce anche il ruolo di prima istanza di riferimento per la soluzione di controversie relative all’applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, comprese le attribuzioni degli RLS, come specificate in sede di contrattazione (art. 47, co. 5, d. lgs. n. 81/2008). Tuttavia, il diritto dei lavoratori a scegliere direttamente un proprio  RLS nelle imprese fino a 15 lavoratori resta radicato direttamente nella legge. Interpello 25 ottobre 2016, n. 16 Quesito Regione Marche: se nell’ambito delle società in cui operino esclusivamente soci-lavoratori, a causa del divieto di eleggibilità sia attiva che passiva come RLS posto dall’Accordo interconfederale dell’Artigianato, sia da considerarsi necessario il ricorso alla rappresentanza territoriale o di sito produttivo Responso: - visto l’art. 2, co. 1 lett. a) del decreto 81/2008 che equipara il socio lavoratore di cooperativa o di società al lavoratore; - visto l’art. 47, comma 2 che prevede la presenza in tutte le aziende di un Rappresentante dei lavoratori - se, anche in virtù della contrattazione collettiva, non si procede alle elezioni di cui ai commi 3 e 4 dello stesso art. 47 (RLS) Le funzioni di rappresentante devono essere esercitate  dal RLST o dal RLSSP.

Se l’obiettivo da perseguire è quello di assicurare una rappresentanza collettiva efficace in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, occorre ripensare la condizione di radicale alternatività fra i due modelli, l’aziendale e il territoriale In tale prospettiva, la contrattazione dell’edilizia ci offre alcuni importanti esempi di: - possibile convivenza operativa e funzionale fra RLS e RLST nell’ambito di una stessa azienda - possibile ruolo di coordinamento degli RLS di imprese affidatarie o appaltatrici svolto da RLST o RLS di sito produttivo

E-learningRuolo e funzioni dei rls e rlst

 
17
Gen

I rischi e le precauzioni per l’ambiente

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Modulo 3 Il corretto impiego dei prodotti fitosanitari

I rischi e le precauzioni per l'ambiente

rischiIL CORRETTO IMPIEGO DEI PRODOTTI FITOSANITARI Guida al patentino per l’acquisto e l’impiego dei prodotti fitosanitari in Emilia-Romagna Modulo 3 - I rischi e le precauzioni per l'ambiente Unità 1 - Gestione dei rifiuti dei trattamenti Unità 2 - Effetti sugli organismi non bersaglio Unità 3 - Tutela della biodiversità in aree protette e rete Natura 2000 Valutazione comparativa dei prodotti fitosanitari Al termine di questa unità sarai in grado di: - riconoscere i rischi ambientali connessi con l’utilizzo dei prodotti fitosanitari - conoscere le misure da adottare per lo stoccaggio, lo smaltimento degli imballaggi vuoti e di altro materiale contaminato dai prodotti fitosanitari nonché delle rimanenze delle miscele contenute nei serbatoi delle macchine irroratrici - acquisire le necessarie conoscenze per la gestione delle emergenze quali contaminazioni ambientali e accidentali UNITÀ 1 Gestione dei rifiuti dei trattamenti In questa unità didattica affronterai i seguenti argomenti: Precauzioni per l’ambiente Precauzioni da adottare per la tutela delle acque dall’inquinamento Gestione dei rifiuti agricoli Gestione della miscela residua e delle acque di lavaggio Gestione dei contenitori vuoti dei prodotti fitosanitari UNITÀ 2 Effetti sugli organismi non bersaglio In questa unità didattica affronterai i seguenti argomenti: Gli effetti dei prodotti fitosanitari sugli organismi non bersaglio e le misure di precauzione La tutela di organismi acquatici e di piante non bersaglio Frasi di precauzione inserite in etichetta UNITÀ 3 Tutela della biodiversità in aree protette e rete Natura 2000 In questa unità didattica affronterai i seguenti argomenti: L’utilizzo di prodotti fitosanitari e la tutela ambientale nella Normativa europea e nazionale Cos’è Rete Natura 2000 Il sistema regionale delle Aree protette e dei Siti della Rete Natura 2000 in Emilia- Romagna La gestione delle Aree naturali protette e dei Siti della Rete Natura 2000 dell’Emilia-Romagna Valutazione di incidenza Monitoraggio della Rete Natura 2000 Valutazione comparativa dei prodotti fitosanitari CONTENUTI Valutazione comparativa dei prodotti fitosanitari Aspetti di comparazione E-learning_1.pngGestione dei rifiuti dei trattamenti E-learning_1.pngEffetti sugli organismi non bersaglio E-learning_1.pngTutela della biodiversità in aree protette e rete E-learning_1.pngValutazione comparativa dei prodotti fitosanitari Ulteriori Moduli del corso IL CORRETTO IMPIEGO DEI PRODOTTI FITOSANITARI >> IL CORRETTO IMPIEGO DEI PRODOTTI FITOSANITARI  
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Gen

Sicurezza e della salute dei lavoratori nelle attività di saldatura di acciai inox

 

Piano Mirato di Prevenzione Le misure di prevenzione Saldatura e rischi per la salute Rischi da Campi Elettromagnetici e Radiazioni Ottiche Artificiali Gli impianti di aspirazione

Sicurezza e della salute dei lavoratori nelle attività di saldatura di acciai inox

E-learningPiano mirato di prevenzione: applicazione del vademecum per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle attività di saldatura di acciai inox. Nel periodo 2016-2017, il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Servizio PSAL) svilupperà un piano finalizzato alla prevenzione del rischio cancerogeno, da campi elettromagnetici (CEM) e da radiazioni ottiche artificiali (ROA) in imprese che effettuano attività di saldatura di acciai inox. L’iniziativa rientra nell’ambito dei Piani Mirati di Prevenzione promossi dalla Regione Lombardia. La finalità del piano mirato è quella di diffondere i contenuti del Vademecum regionale e promuovere la riduzione al livello tecnico più basso possibile dell’esposizione a cancerogeni, in particolare cromo e nichel, nonché dei CEM e ROA. Al fine di presentare l'iniziativa, mercoledì 7 dicembre 2016 , presso l'ATS di Brescia si è svolto un'incontro per la Presentazione del Piano. Di seguito si riporta la sintesi di alcune relazioni: Piano Mirato di Prevenzione Le misure di prevenzione Saldatura e rischi per la salute Rischi da Campi Elettromagnetici e Radiazioni Ottiche Artificiali Gli impianti di aspirazione Altra documentazione Scheda di Autovalutazione Aziendale

E-learning Scheda di Autovalutazione Aziendale
E-learning Gli impianti di aspirazione
E-learning Rischi da Campi Elettromagnetici e Radiazioni Ottiche Artificiali
E-learning SALDATURA E RISCHI PER LA SALUTE
E-learning Le misure di prevenzione
E-learning Prevenzione del rischio cancerogeno
Gli autori dei documenti sono presenti nelle pubblicazioni e nella scheda di download   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231  
28
Dic

Sicurezza sul lavoro nelle forze armate

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Legislazione generale, regolamenti speciali, adempimenti e responsabilità dei Datori di lavoro, dei Dirigenti e dei Preposti I modelli organizzativi del lavoro

Sicurezza sul lavoro nelle forze armate

Sicurezza sul lavoro nelle forze armateAUTORE: Balduino Simone

I modelli organizzativi del lavoro, la tutela dei diritti fondamentali e la cultura della legalità nelle strutture del territorio, La legislazione generale,  regolamenti speciali per le forze di polizia e per le forze armate, regolamenti adottati per definire le effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative delle forze armate e delle forze di polizia. I modelli organizzativi del lavoro costituiscono settori di primaria attenzione sociale, sia per l’acquisita consapevolezza della pericolosità, che alcuni lavori rivestono, ai fini della tutela della salute degli addetti, sia per le sensibilità che tutti i Paesi industrializzati hanno maturato per la tutela dell’ambiente.

I due fattori

- sicurezza sul lavoro e tutela ambientale del territorio

- sono strettamente legati, specialmente per i lavori che si sviluppano nei grandi siti industriali

Nel nostro Paese queste realtà sono state disciplinate, con una legislazione specifica, che definisce le Aziende a Rischio di Incidente Rilevante (ARIR), tenute ad adempimenti speciali di sicurezza, per prevenire incidenti che possono assumere le dimensioni di catastrofi. Non a caso, questa legislazione è denominata SEVESO, dal nome della cittadina della Brianza, colpita dalla fuoruscita accidentale di un gas dalla fabbrica produttrice. L’attenzione verso questi temi è mantenuta alta dal mondo dell’informazione, consapevole della sensibilità dell’opinione pubblica verso la sicurezza in generale e per la salute in particolare. Così, il lavoro, già oggetto di grandi dibattiti, per i risvolti sociali, che esso acquista ai fini della tutela della dignità dei lavoratori, della giusta retribuzione e di qualità della vita, si connota di un’ulteriore rilevanza, per la tutela della salute e della sicurezza. Questi temi - salute e sicurezza - sono oggetto di normative internazionali, europee e nazionali, che prevalgono anche su quelle relative alla giusta retribuzione. Queste ultime, infatti, dispongono di ammortizzatori, come misure in grado di sopperire in tutto o in parte al venir meno della retribuzione per chi perde il lavoro, misure che, al contrario, non esistono per mitigare i pericoli per la salute e per la sicurezza.

ll D.Lgs. n. 81/2008 ha operato l’assimilazione, sul piano della prevenzione e della sicurezza tra il lavoro privato ed il lavoro pubblico, salva la necessità di specifici adeguamenti, da adottare attraverso disposizioni normative regolamentari, in relazione alle peculiarità di determinate attività della Pubblica Amministrazione. Pertanto, anche per la pubblica amministrazione, la disciplina primaria per la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro è costituita dal D.Lgs 9 aprile 2009, n. 81, un vero e proprio Testo Unico che disciplina, in maniera organica, l’intera materia e sostituisce quella adottata con D.Lgs 626/1994. Delle normative precedenti, dedicate alla prevenzione degli infortuni e all’igiene del lavoro, restano in vigore, per quanto non previsto dal decreto legislativo, il D.P.R. 04.55, n. 547 - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e il D.P.R. 19.03.56, n. 303 - Norme generali per l’igiene sul lavoro, che prevede le caratteristiche minimali degli ambienti di lavoro: altezza-cubatura e superficie, coperture, pavimenti, pareti e aperture, locali sotterranei, ricambio dell’aria, illuminazione, temperatura, ecc. Nonostante il legislatore volesse comprendere in un solo Testo Unico tutte le disposizioni a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, restano fuori dalla sua portata alcune disposizioni speciali di primaria importanza, e tutti i decreti integrativi, di cui all’art. 304, comma 2, del D.Lgs. 81/2008 “con uno o più decreti integrativi attuativi della delega prevista dall’articolo 1, comma 6, della legge 3 agosto 2007, n. 123, si provvede all’armonizzazione [ove necessario] delle disposizioni del presente decreto con quelle contenute in leggi o regolamenti che dispongono rinvii a norme del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero ad altre disposizioni abrogate dal comma 1”.

E-learningSicurezza sul lavoro nelle forze armate

 
26
Dic

Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati

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Norme in materia ambientale Decreto 7 dicembre 2016

Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati

E-learningAdozione dello schema di statuto-tipo per il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati. Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale», in particolare il Titolo II della Parte IV relativo alla gestione degli imballaggi; Visto la direttiva 98/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti; Visto l’art. 236, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006 che demanda al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero dello sviluppo economico l’approvazione dello schema tipo dello statuto del Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati; Per il raggiungimento delle finalità defi nite dal presente statuto,il Consorzio svolge i seguenti compiti: a) promuove la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche della raccolta attraverso campagne di comunicazione per il conseguimento dell’oggetto consortile; b) assicura e incentiva la raccolta degli oli usati ritirandoli dai detentori e dalle imprese autorizzate; c) espleta direttamente l’attività di raccolta degli oli usati dai detentori che ne facciano richiesta nelle aree in cui la raccolta risulti diffi coltosa o economicamente svantaggiosa ovvero nel caso in cui nessuna impresa di rigenerazione ne faccia richiesta; d) seleziona gli oli usati raccolti ai fi ni della loro corretta eliminazione tramite rigenerazione combustione o smaltimento, e) nel rispetto del comma 2 dell’art. 236 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, provvede affi nché gli oli usati raccolti siano destinati: 1) in via prioritaria, alla rigenerazione tesa alla produzione di oli base; 2) in caso ostino effettivi vincoli di carattere tecnico economico e organizzativo, alla combustione o coincenerimento; 3) in difetto dei requisiti per l’avvio agli usi di cui ai punti precedenti, allo smaltimento tramite incenerimento o deposito permanente; f) persegue e incentiva lo studio, la sperimentazione e la realizzazione di nuovi processi di trattamento e di impiego alternativi, conducendo studi, attività di ricerca e analisi fi nalizzati a ottimizzare e a rendere più effi ciente il ciclo delle attività di gestione degli oli usati; g) svolge attività di formazione, attraverso corsi, seminari, convegni, su tutti gli aspetti concernenti la gestione degli oli usati; h) opera nel rispetto dei principi di concorrenza, di libera circolazione dei beni, di economicità della gestione, nonché della tutela della salute e dell’ambiente da ogni inquinamento dell’aria, delle acque del suolo; i) annota ed elabora tutti i dati tecnici relativi alla raccolta, al trattamento o all’eliminazione degli oli usati e li comunica annualmente al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministero dello sviluppo economico corredati da una relazione illustrativa; l) trasmette entro il 31 maggio di ogni anno al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministero dello sviluppo economico una relazione tecnica sull’attività complessiva sviluppata dagli stessi e dai loro singoli aderenti nell’anno solare precedente; m) concorda con le imprese che svolgono attività di rigenerazione i parametri tecnici per la selezione degli oli usati idonei per l’avvio alla rigenerazione; n) incentiva la raccolta degli oli usati rigenerabili; o) cede gli oli usati rigenerabili raccolti alle imprese di rigenerazione che ne facciano richiesta in ragione del rapporto fra quantità raccolte e richieste, delle capacità produttive degli impianti previste dalle relative autorizzazioni e, per gli impianti già in funzione, della pregressa produzione di basi lubrifi canti rigenerate di qualità idonea per il consumo; p) corrisponde alle imprese di rigenerazione un corrispettivo a fronte del trattamento determinato in funzione della situazione corrente del mercato delle basi lubrifi canti rigenerate, dei costi di raffi nazione e del prezzo ricavabile dall’avvio degli oli usati al riutilizzo tramite combustione; tale corrispettivo sarà erogato con riferimento alla quantità di base lubrifi cante ottenuta per tonnellata di olio usato, di qualità idonea per il consumo ed effettivamente ricavata dal processo di rigenerazione degli oli usati ceduti all’impresa stessa dal Consorzio o da imprese di raccolta che abbiano ricevuto specifi co mandato per l’attività di cessione ai sensi dell’art. 236, comma 13, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; q) assicura l’avvio alla combustione dell’olio usato non rigenerabile e lo smaltimento dell’olio usato non riutilizzabile

E-learningDecreto 7 dicembre 2016  
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Dic

Defeating di un dispositivo di interblocco associato ai ripari

 

Neutralizzazione di un dispositivo con funzioni di sicurezza per macchine ed attrezzature di lavoro

Defeating di un dispositivo di interblocco associato ai ripari

E-learningLe linee di indirizzo contenute nella pubblicazione, edita nelle due lingue italiano e tedesco, sono state elaborate - dal gruppo di lavoro formato dal Laboratorio macchine ed attrezzature di lavoro del Dit dell’Inail insieme a Ministero del Lavoro, Gruppo Interregionale macchine e impianti, Federmacchine, UNI, UCIMA, Schmersal Italia S.p.A. - con l’intento di approfondire un argomento di grande rilevanza sociale e prevenzionale quale il defeating ovvero la neutralizzazione di un dispositivo con funzioni di sicurezza per macchine ed attrezzature di lavoro. Si configurano quindi come valido aiuto ai fabbricanti, datori di lavoro e progettisti che si confrontano con la necessità di utilizzare le prescrizioni contenute nella nuova edizione della norma entrata in vigore dal 1 maggio 2015. Prodotto: Volume Edizioni: Inail -  2016 Norma EN ISO 14119:2013. Caso studio Il documento è nato da una collaborazione tra Inail (Laboratorio macchine ed attrezzature di lavoro del Dit, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici), Ministero del Lavoro, Gruppo Interregionale macchine e impianti, Federmacchine, UNI, UCIMA, Schmersal Italia S.p.A., con l’intento di approfondire un argomento di grande rilevanza sociale e prevenzionale quale il defeating ovvero la neutralizzazione di un dispositivo con funzioni di sicurezza per macchine ed attrezzature di lavoro. La norma EN ISO 14119:2013 “Sicurezza del macchinario. Dispositivi di interblocco associati ai ripari. Principi di progettazione e scelta” fornisce delle indicazioni per la minimizzazione della possibilità di neutralizzazione in modo ragionevolmente prevedibile di detti dispositivi e definisce la neutralizzazione come l’azione che rende non funzionante o bypassa il dispositivo di interblocco, facendo sì che una macchina sia utilizzata in modo non previsto dal fabbricante o senza le necessarie misure di sicurezza. La neutralizzazione può configurarsi come un uso scorretto ragionevolmente prevedibile se riconducibile ad una non puntuale applicazione del principio di integrazione della sicurezza prescritto dalla direttiva macchine 2006/42/CE. I confini tra i comportamenti che si configurano come uso scorretto piuttosto che come uso scorretto ragionevolmente prevedibile sono largamente dibattuti. La norma EN ISO 12100:2010 “Sicurezza del macchinario - Principi generali di progettazione - Valutazione del rischio e riduzione del rischio”, fornisce alcune tipologie esemplificative di uso scorretto o di comportamento umano facilmente prevedibile da prendere in considerazione nella valutazione dei rischi, tra cui la scelta del comportamento derivante dall’adozione della “linea di minor resistenza” nell’esecuzione di un compito e il comportamento risultante da pressioni per tenere la macchina in esercizio in tutte le circostanze. Si ricorda che la sospensione della funzione di sicurezza di un dispositivo non è in assoluto vietata purché prevista e in tali casi si parla di condizioni di utilizzo a sicurezza sospesa ma con situazione di controllo del comando migliorato (ad esempio dispositivi di comando ad azione mantenuta, per spostamenti limitati, ….). Si ricorre a dette condizioni di utilizzo laddove si ha l’esigenza di eseguire alcune azioni di regolazione e di manutenzione con parti della macchina alimentate e/o in moto. E-learningNeutralizzazione di un dispositivo con funzioni di sicurezza per macchine ed attrezzature di lavoro

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