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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘sicurezza’ Category

23
Ott

Stai cercando un corso con CFP per aggiornare la tua qualifica di Coordinatore Sicurezza?

Se stai cercando un corso on line con rilascio o non di CFP per aggiornare la tua qualifica di Coordinatore Sicurezza rivolgiti a MODI.

L'offerta formativa che proponiamo online con piattaforma multimediale attiva 365 giorni all'anno 24 ore su 24 è rivolta a tutti i lavoratori, datori di lavoro, preposti, dirigenti.

Per queste figure sono a disposizione corsi di aggiornamento con rilascio di CFP.

Proponiamo corsi di formazione per tecnici, ingegneri, architetti che svolgono il ruolo di RSPP/ASPP e coordinatori della sicurezza.

I corsi a distanza sono comodi, economici e proposti a condizioni economiche vantaggiose e in offerta.

Gli argomenti trattati nelle dispense sono idonei per chi segue la  fase di progettazione (CSP) e per lavoro ha  il compito di:

• pianificare le misure necessarie a tutela di salute e sicurezza;
• redigere il piano di sicurezza e di coordinamento (PSC);
• predisporre il fascicolo con le caratteristiche dell'opera.

I corsi di MODI SRL sono raccomandati dagli stessi allievi.

Per raccogliere elementi utili per fare una valutazione sui nostri corsi prendete visione dei commenti lasciati dai discenti nella pagina "dicono di noi" dei nostri siti web.

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it e www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it

18
Ott

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Edizioni: Inail – 2017

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlatoNella pubblicazione sono illustrate le novità derivanti dall’attività di ricerca del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale su questo tema. A sei anni dalla sua creazione e diffusione, grazie all’adozione della metodologia da parte di un consistente numero di aziende, ben distribuite sul territorio italiano e rappresentative dei vari settori produttivi, è stato possibile integrare i risultati delle attività di ricerca con le esperienze derivanti da autorevoli collaborazioni nazionali ed internazionali, per aggiornare e ottimizzare gli strumenti metodologici offerti, al fine di supportare ulteriormente le aziende che effettuano la valutazione e gestione di questo rischio.

Manuale ad uso delle aziende in attuazione del d.lgs. 81/2008 e s.m.i.

L’attuale quadro normativo di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, costituito dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i., ha specificamente individuato lo stress lavoro-correlato (SLC) come uno dei rischi oggetto di valutazione e di conseguente adeguata gestione, secondo i contenuti dell’Accordo Quadro europeo dell’8 ottobre 2004 (di seguito denominato Accordo europeo), puntualmente richiamato dal decreto stesso. La norma ha, inoltre, demandato alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro (di seguito denominata Commissione) il compito di ‘elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato’, successivamente emanate nel 2010, attraverso l’individuazione di un ‘percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo […]’ (Comunicato del Ministero del lavoro in G.U. n. 304 del 30/12/2010). Pertanto, in considerazione dello specifico obbligo e, ancor più, in presenza di indicazioni procedurali definite ‘minime’, è evidente l’attualità del ruolo della ricerca scientifica nel fornire rigorosi contributi sulla specifica tematica finalizzati all’elaborazione e all’aggiornamento continuo di strumenti validi e soluzioni utili per la valutazione e gestione di tale rischio, anche attraverso l’individuazione e la diffusione di buone pratiche gestibili dalle figure della prevenzione che operano in azienda. In tale ottica, il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, attraverso una fitta rete di collaborazioni internazionali e nazionali, nel 2011 ha sviluppato una proposta metodologica per la valutazione e gestione del rischio SLC sostenibile, di facile utilizzo per le aziende, basata su approcci e procedure scientificamente fondati. L’obiettivo perseguito nello sviluppo di tale metodologia, che riadatta e integra il modello Management standard approntato dall’Health and safety executive (Hse), è stato quello di offrire un percorso sistematico, frutto di esperienze di ricerca, che permetta al datore di lavoro (DL), attraverso il coinvolgimento attivo di tutte le figure della prevenzione presenti in azienda, di gestire il rischio SLC al pari di tutti gli altri rischi previsti dalla vigente normativa, in maniera integrata, nell’ottica della semplicità ma, al tempo stesso, del rigore metodologico anche attraverso l’utilizzo di strumenti validati. Tale percorso è contestualizzato al d.lgs. 81/2008 e s.m.i. e raccordato con le esperienze nazionali sulla specifica tematica, tra cui le attività del Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro, nell’ottica di offrire all’utenza un ‘metodo unico integrato’ che, a partire dal modello operativo dei Management standard, adatti e valorizzi i punti di forza delle esperienze metodologiche nazionali.

valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlatovalutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato

 
18
Ott

applicazione della Direttiva Macchine

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Sorveglianza del mercato ai sensi del d.lgs. 17/2010

applicazione della Direttiva Macchine

applicazione della Direttiva Macchine9° rapporto rappresenta la sintesi organizzata dei dati estrapolati dalla banca Inail per la gestione dell’accertamento tecnico per la Sorveglianza del Mercato, rappresentando il contributo di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti. Il documento fornisce analisi e informazioni di supporto al monitoraggio e all’ottimizzazione dell’azione di Sorveglianza del Mercato, oltre a contenuti di indirizzo, per sviluppare nuove linee di ricerca e prodotti di supporto all’individuazione delle soluzioni adeguate per la totalità dell’utenza di settore. Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazione tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.

L’Inail, in base a quanto previsto dal comma 2 dell’art. 6 del d.lgs. 17/2010 (ex comma 2 dell’art. 7 del d.p.r. 459/96), conduce attività di accertamento tecnico in supporto all’autorità italiana preposta alla sorveglianza del mercato (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). In particolare, all’intero del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici di Inail è istituita la sezione tecnico scientifica accertamenti tecnici, che coordina a livello nazionale le attività di valutazione della conformità di macchine, impianti, apparecchi e prodotti ai requisiti di sicurezza prescritti dalle disposizioni legislative di recepimento delle direttive di prodotto applicabili. La banca dati che Inail ha negli anni composto per gestire le informazioni relative a detta attività di accertamento tecnico rappresenta una sintesi di tutte le informazioni su cui si fonda il processo di sorveglianza del mercato e costituisce, pertanto, un insostituibile strumento di analisi e monitoraggio, offrendo indirizzi e supporto a tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nella filiera (organi preposti alla vigilanza nei luoghi di lavoro, fabbricanti, datori di lavoro, ecc.). Il 9° Rapporto, previsto dall’art. 3 del decreto direttoriale prot. 11972 del 15 dicembre 2004, costituisce la sintesi organizzata dei dati contenuti nell’archivio informatico di Inail: partendo dalle segnalazioni di presunta non conformità di organi di vigilanza, Inail, magistratura, altri stati membri, ecc., viene ricostruito il meccanismo che, attivando un percorso di confronto tra le autorità e i fabbricanti, punta a garantire, nel rispetto delle prescrizioni della Direttiva Macchine, livelli minimi di sicurezza per i lavoratori. A valle di questo contraddittorio tra i soggetti preposti all’attività di sorveglianza e i fabbricanti, infatti, sono stati realizzati, condividendo strategie e soluzioni a breve e lungo termine, interventi migliorativi sia sul parco macchine già immesso sul mercato, sia sulle nuove produzioni, a dimostrazione della possibilità di superare la logica controllato/controllore/sanzione per giungere alla più efficace collaborazione tra le diverse parti interessate, nell’ottica di un incremento continuo dei livelli di sicurezza per gli operatori delle macchine e, più in generale, dei lavoratori.

applicazione della Direttiva Macchine applicazione della Direttiva Macchine

 
18
Ott

omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

esposti a un rischio specifico lettera circolare n. 3/2017

omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori

Indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratoriIl 12 ottobre 2017 L'INL ha fornito ai propri Uffici territoriali chiarimenti inerenti l'omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a un rischio specifico. In particolare la lettera circolare n. 3/2017 illustra le tre ipotesi  cui ricondurre i comportamenti omissivi dell'obbligo per ognuna delle quali sono previste specifiche sanzioni penali ed amministrative.

Prot. n. 3/2017 Oggetto: Indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Come è noto, nell'ambito della normativa in materia di salute e sicurezza la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, così come declinata dall'art. 41 del d.lgs. n. 81/2008, diviene un obbligo nel momento in cui la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di sottoporre il lavoratore a sorveglianza sanitaria. Tale obbligo non è però esplicitamente individuato da un'unica disposizione normativa ma, almeno nel Titolo I del D.Lgs. 81/2008, vi sono almeno tre fattispecie cui ricondurre i comportamenti omissivi dell'obbligo in esame, fattispecie dotate ognuna di una diversa previsione sanzionatoria. Tale situazione determina comportamenti diversificati nei vari uffici e pertanto appare necessario fornire indicazioni univoche al fine di assicurare l'uniformità di comportamento da parte di tutto il personale ispettivo nell'adozione dei provvedimenti sanzionatori. In considerazione di quanto sopra premesso, si ritiene che la sanzione da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria sia riconducibile alla violazione dell'obbligo sancito dai seguenti articoli del d.lgs. n. 81/2008: a) art. 18 comma 1 lettera c): nei casi in cui si debba valutare lo stato di salute del lavoratore, al fine dell'affidamento dei compiti specifici, che non dipendono dai rischi presenti nell'ambiente di lavoro, ma dalla capacità del lavoratore stesso di svolgerli (es. lavori in quota, lavori in sotterraneo o in ambienti chiusi in genere, lavori subacquei, ecc.); b) art 18 comma 1 lettera g): in tutti i casi in cui la normativa vigente prevede l'obbligo della sorveglianza sanitaria; c) art. 18 comma 1 lettera bb): nei casi in cui nei confronti del lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria (pur essendo stato sottoposto a visita, esami clinici e biologici e indagini diagnostiche), non sia stato ancora espresso il giudizio di idoneità ed in sede ispettiva si riscontri che lo stesso sia adibito a quella specifica mansione; in questo caso risulta evidente il difetto di vigilanza del datore di lavoro o del dirigente. Si ricorda da ultimo che, come precisato con la circolare n. 33/2009 (alla quale si rinvia per ogni ulteriore chiarimento), l'accertamento delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve avvenire "nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza” in forza dell'art. 13 del d.lgs. n. 81/2008. Pertanto, qualora l'omessa sorveglianza sanitaria sia riscontrata in settori diversi dall'edilizia, gli ispettori del lavoro devono comunicare la notizia di reato all'Autorità Giudiziaria ai sensi dell'art. 347 del c.p.p.

circolare n. 3/2017circolare n. 3/2017

 
17
Ott

Salute Sicurezza nel luoghi di lavoro? L’RSPP in esterno vantaggi e utilità

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
I Commenti, le recensioni, i post positivi sui corsi e sui servizi erogati da MODI SRL www.modiq.it. possono tornare utili a quei imprenditori che stanno cercando un'azienda di consulenza seria a cui  affidare l'incarico di RSPP in esterno. Dal 1998 MODI presta la sua professionlità e esperienza a imprenditori del Veneto e del Nord Est. Con la formazione online siamo riusciti a farci conoscere in tutta Italia. Lo Staff tecnico MODI S.r.l. verificherà il rispetto dei limiti di legge individuando nel contempo eventuali rischi connessi alle lavorazioni effettuate dall’azienda e suggerendo opportuni adeguamenti, nello specifico i sopralluoghi sono mirati alla verifica circa: le caratteristiche e la idoneità degli ambienti di lavoro; le modalità di stoccaggio dei materiali; la movimentazione dei carichi; il rischio incendio; le macchine utilizzate nel ciclo produttivo; l’esposizione agli agenti chimici, fisici e biologici; l’esposizione ai videoterminali; altri servizi. Lo Studio di Consulenza MODI SRL con sedi in Veneto, fornisce la docenza per lo svolgimento di corsi aziendali ed interaziendali, quando possibile cofinanziati da Fondimpresa, a Mestre, Spinea, Marghera, Venezia, Treviso, Padova, Marcon. Crediamo che per Voi la  nostra brand reputation possa essere una garanzia per avvicinarsi alla nostra azienda. La reputazione che abbiamo ci identifica la web e ci permette di essere apprezzati. Grazie alle recensione dei nostri allievi, Clienti e partner in rete vi sono commenti che riempiono di orgoglio la nostra squadra di lavoro. E' possibile consultare i commenti nella home dei nostri siti. Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it e www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
13
Ott

I Sistemi di Gestione per la Sicurezza nei luoghi di Lavoro OHSAS 18001 e UNI INAIL possono facilmente integrarsi con i Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001 e per la Qualità ISO 9001

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231Sicurezza sul Lavoro – Standard OHSAS 18001 consulenza e formazione per le aziende del Veneto da MODI SRL
MODI SRL operativa dal 1998 in Veneto e nel Nord Est, si  propone alle aziende interessate alla realizzazione di un Sistema di Gestione Qualità a norma UNI EN ISO 9001:2015 o alla transizione di quello già certificato con la normativa precedente ISO 9001:2008. I Sistemi di Gestione per la Sicurezza nei luoghi di Lavoro OHSAS 18001 e UNI INAIL possono facilmente integrarsi con i Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001 e per la Qualità ISO 9001; inoltre si integrano anche con i Modelli Organizzativi 231/01.
Questi Sistemi di Gestione diventano un concreto strumento di tutela del Datore di Lavoro e dell'Azienda dal rischio di commissione di reati anche di natura colposa in materia di salute e sicurezza, così come previsti dal D. Lgs. 81/2008 e dal D. Lgs. 231/2001. Chiedici al numero verde 800300333 un check-up iniziale gratuito. In sede di incontro verranno rilevate e valutate le caratteristiche relative all’organizzazione e raccolti elementi utili per una proposta di consulenza.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
13
Ott

Contaminazione fungina in ambienti indoor

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

rischi per la salute occupazionale

Contaminazione fungina in ambienti indoor

rischi per la salute occupazionaleAmbienti indoor; Funghi; Impianti di trattamento aria. Pubblicazione INAIL 2017

Le problematiche connesse con l’esposizione ad agenti fungini in ambienti indoor sono oggetto di studio da tempo, tuttavia solo recentemente è emersa l’esigenza di approfondire le conoscenze relative alle fonti di inquinamento ambientale e alle patologie ad essi correlate. Il documento fornisce una panoramica circa le principali sorgenti interne di accumulo e rilascio di tali agenti di rischio, gli effetti sulla salute, le misure di prevenzione e controllo più idonee alla luce della normativa nazionale di riferimento in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 7 febbraio 2013.

I funghi sono organismi eucarioti unicellulari (lieviti) o più spesso organizzati in aggregati pluricellulari filamentosi (muffe), largamente diffusi in natura, le cui spore possono raggiungere facilmente gli ambienti indoor attraverso i sistemi di ventilazione naturale (finestre) o meccanica (impianti di trattamento aria), ma possono essere trasportate anche dagli animali e dall’uomo. Condizione necessaria per la loro proliferazione è la presenza di umidità: la maggior parte delle specie fungine prolifera rapidamente su superfici bagnate o semplicemente umide. I funghi necessitano per la loro crescita anche di nutrienti che trovano in residui vegetali o animali, materiali da costruzione ed elementi d’arredo, sebbene questi non siano un fattore limitante poiché possono contaminare anche materiali inerti ricavando le sostanze nutritive dalla polvere e da sostanze disciolte in acqua. Anche la temperatura interna non rappresenta un fattore critico ma può influenzare il tasso di crescita e la produzione di allergeni e metaboliti. Ventilazione inadeguata e scarsa illuminazione dei locali rappresentano, invece, fattori favorenti la proliferazione di tali agenti di rischio. Dal punto di vista qualitativo, la presenza di particolari specie sulle superfici ambientali (soffitti, pavimenti, pareti) dipende, oltre che dalla tipologia di materiale, soprattutto dal loro contenuto di acqua libera (water activity, aw), disponibile per le reazioni chimiche ed enzimatiche nonché per la moltiplicazione microbica.

rischi per la salute occupazionaleContaminazione fungina in ambienti indoor

 
12
Ott

I 60 giorni indicati nell’Accordo non costituiscono un periodo entro il quale il datore di lavoro ha l’obbligo di avviare la formazione di un dipendente nuovo assunto ma il periodo entro il quale lo stesso deve comunque completarla.

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231I 60 giorni indicati nell’Accordo non costituiscono un periodo entro il quale il datore di lavoro ha l’obbligo di avviare la formazione di un dipendente nuovo assunto ma il periodo entro il quale lo stesso deve comunque completarla.
Tra i le perplessità più frequenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, vi è soprattutto quella legata all'incertezza circa la propria formazione come datore di lavoro e su quella da far fare ai lavoratori.
In particolare il Datore di Lavorno non ha chiaro sucome deve comportarsi e quali sono gli obblighi per la propria ditta. L’obbligo della formazione dei lavoratori da parte del datore di lavoro è contenuto nel comma 1 dell’art. 37 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Nel comma 4 dello stesso articolo si precisa il "quando" la suddetta formazione deve essere impartita ai lavoratori: “art 4. La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono avvenire in occasione: a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell'inizio dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi”. La formazione dei lavoratori neoassunti così come quella dei nuovi  dirigenti e preposti deve avvenire anteriormente all'avvio dell'attività lavorative. Se ciò non risulta possibile contestualmente all'assunzione, la formazione stessa deve essere completata prima che il lavoratore sia adibito alla sua attività.
Per le piccole e medie imprese con sedi vicino Mestre, Marcon, Marghera, Mirano, Chioggia, Jesolo, San Donà di Piave, Treviso, Padova e Vicenza, organizziamo seminari gratuiti in materia di sicurezza e a 360 gradi offriamo corsi (aula, online o presso la sede del Cliente) per nuovi dipendenti, addetti al primo soccorso, antincendio, uso attrezzature.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
11
Ott

Vi sono corso di alta formazione per tecnici, ingegneri, architetti che scolgono il ruolo di RSPP/ASPP e coordinatori della sicurezza?

I corsi di aggiornamento e formazione che propone MODI SRL sono attivi 365 giorni all'anno e 24 ore su 24. 
Collegandosi a CORSI ON LINE Italia il portale della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attivi 7 giorni su 7 è possibile accedere alla piattaforma multimediale facile, interattiva e ricca di contenuti in linea con gli aggiornamenti normativi.
L'offerta formativa è rivolta a tutti i lavoratori, datori di lavoro, preposti, dirigenti. Vi sono corso di alta formazione per tecnici, ingegneri, architetti che scolgono il ruolo di RSPP/ASPP e coordinatori della sicurezza.
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Vi sono corsi specifici anche per tecnici, ingegneri, architetti che svolgono il ruolo di RSPP/ASPP e/o coordinatori della sicurezza.
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11
Ott

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