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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘sicurezza’ Category

20
Lug

Salute e sicurezza sul lavoro, ministra Grillo

 

Si è insediato al Ministero della Salute, il 3 luglio 2018, il “Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”

Salute e sicurezza sul lavoro, ministra Grillo

Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoroSi è insediato al Ministero della Salute, il 3 luglio 2018, il “Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. 
Presieduto dal ministro della Salute Giulia Grillo, il Comitato, è composto da rappresentanti dei Ministeri della Salute, del Lavoro, dell’Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti e delle Regioni e Province autonome. L’INAIL Partecipa con funzione consultiva.
“Il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro sarà sempre più al centro della mia attenzione - ha dichiarato il ministro Giulia Grillo nell’aprire i lavori del Comitato - anche davanti a fenomeni purtroppo sempre più frequenti anche in sanità, come le aggressioni al personale medico e non medico. Vogliamo tenere alta la guardia e puntare i riflettori su tutte le forme vecchie e nuove di mancanza di sicurezza e di tutela della salute su ogni posto di lavoro”.
La Cabina di regia si occuperà di:
  • stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • individuare obiettivi e programmi dell’azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori
  • definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell’azione di vigilanza, i piani di attività e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria
  • programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l’uniformità dell’applicazione della normativa vigente
  • individuare le priorità della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.
Fonte ministero Sanità
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20
Lug

LAVORI SU IMPIANTI ELETTRICI IN BASSA TENSIONE

 

Con la pubblicazione del d.lgs. 81/2008 e delle norme CEI 11-27, IV edizione e CEI EN 50110-1:2013, i datori di lavoro hanno accesso a tutte le disposizioni legislative e normative da mettere in atto per ridurre il rischio nei lavori sugli impianti elettrici a bassa tensione.

LAVORI SU IMPIANTI ELETTRICI IN BASSA TENSIONE INAIL 2018

rischio elettricoIl rischio elettrico è qualcosa a cui la maggior parte dei lavoratori sono esposti solo a seguito del venir meno delle barriere di sicurezza di cui sono stati dotati in fase realizzativa gli impianti o le apparecchiature, pertanto solo a seguito di un’errata realizzazione o di incuria nell’uso. Vi sono invece lavoratori, come quelli che si occupano dell’esercizio, della manutenzione o delle verifiche dei sistemi elettrici, che hanno particolarmente a che fare con il rischio elettrico durante l’attività lavorativa. Il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i.) dedica un intero “Capo” (il III del Titolo III) all’attenzione che il datore di lavoro deve dedicare alla riduzione del possibile rischio elettrico. Con la pubblicazione del d.lgs. 81/2008 e delle norme CEI 11-15 e CEI 11-27, IV Edizione, e con il recepimento della norma En 50110-1:2013, sono a disposizione dei datori di lavoro tutte le disposizioni legislative e normative da mettere in atto per ridurre il rischio nei lavori con rischio elettrico. L’Inail ha preso parte all’evoluzione della normativa e svolge attività di ricerca e di formazione sulla valutazione del rischio anche in tale campo. Il presente lavoro ha lo scopo di presentare:
• le disposizioni legislative e normative,
• esempi e procedure per la sicurezza dei lavoratori.
Il rischio elettrico è il rischio a cui la maggior parte dei lavoratori sono esposti solo a seguito del venir meno delle barriere di sicurezza di cui sono stati dotati gli impianti o le apparecchiature, pertanto solo a seguito di un’errata realizzazione o di incuria nell’uso. Altri lavoratori, invece, sono esposti a tale rischio poiché svolgono la propria attività lavorativa sugli impianti elettrici stessi, ad esempio per l’esercizio, le verifiche o la manutenzione; ulteriori lavoratori, infine, sono esposti a causa di una attività lavorativa svolta nei pressi di impianti elettrici, come ad esempio la potatura di piante o altre attività nei cantieri edili in presenza di linee elettriche aeree. Il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i. nel seguito indicato semplicemente come “d.lgs. 81/2008” o come “Testo Unico”) dedica il Capo III del Titolo III agli elementi di cui il datore di lavoro deve tener conto per ridurre il rischio di natura elettrica. Se un lavoro comporta un rischio elettrico, devono essere adottati opportuni accorgimenti e procedure di lavoro, soprattutto se tale lavoro rientra nella definizione di “lavoro sotto tensione” ai sensi dell’art. 82 del Testo Unico. non tutti i lavoratori possono eseguire un simile lavoro. Per chiarire quali sono gli obblighi di sicurezza il Testo Unico fornisce alcune indicazioni e rimanda per ulteriori particolari alle norme tecniche pertinenti. La norma tecnica internazionale che disciplina i lavori elettrici è la norma CEI En 50110-1. Le norme tecniche nazionali che disciplinano i lavori elettrici sono la norma CEI 11-27 (di cui a gennaio 2014 è stata pubblicata la IV edizione per allinearla alla norma internazionale) e la norma CEI 11-15 (specifica per i lavori in media e alta tensione).
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19
Lug

Quando devono avvenire la formazione e l’addestramento dei lavoratori? La formazione dei lavoratori sulla sicurezza, l’addestramento e l’obbligo informativo

Quando devono avvenire la formazione e l’addestramento dei lavoratori? La formazione dei lavoratori sulla sicurezza, l’addestramento e l’obbligo informativo.

 

 
Il D. Lgs. n. 81 del 2008, il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, prevede tre obblighi in materia di prevenzione, per la valutazione dei rischi per la salute e sicurezza, e per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. I lavoratori, e i datori di lavoro stesso, vanno formati, informati e addestrati csoì come chi ricopre dei ruoli chiave in materia di sicurezza come l'RLS Responsabile dei lavoratori per la sicurezza, il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP),  i dirigenti e i preposti. Con la formazione dei lavoratori si inesca il processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi”; Per informazione dei lavoratori si intendolo le  attività che servono a fornire le conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro”; Con il termine "addestramento" si frequentano corsi per far apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.  La formazione e l’addestramento specifico devono avvenire all’inizio del rapporto di lavoro (o entro (60) sessanta giorni), in occasione del trasferimento o del cambiamento di mansione, quando si introducono nuove attrezzature e tecnologie o sostanze e preparati pericolosi.
Lo Staff di Consulenza Sicurezza Veneto by MODI S.r.l., (composto da ingegneri, giuristi d’impresa, consulenti di Organizzazione aziendale, docenti e tecnici della prevenzione) mette a disposizione dei Clienti e dei potenziali il numero verde 800300333 per rispondere a domande su questo argomento e più in generale sugli adempimenti previsti in materia di Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro, implementazione/realizzazione/integrazione/mantenimento dei Sistemi di Gestione Qualità ISO 9001:2015, Ambiente ISO 14001:2015, Sicurezza (passaggio dalla OHAS 18001 alla ISO 45001), Modelli Organizzativi D.lgs 231 e applicazione del nuovo Regolamento GDPR Privacy 2016/679.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari organizzati a Mestre. Marghera, Spinea, Venezia chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.consulenzasicurezzaveneto.it,; www.mog231.it; www.modiq.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
18
Lug

Cosa si intende per “addestramento” dei lavoratori?

Cosa si intende per “addestramento”?
Con “addestramento” si intendono tutte le attività volte a far apprendere ai lavoratori l’uso corretto di macchine, attrezzature, impianti, sostanze, dispositivi anche di protezione individuale e procedure di lavoro.
La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi così come indicato nell' Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e tenendo conto anche delle modifiche apportate negli anni successici dall’Accordo come per esempio quella del 25 luglio 2012.
Lo Staff di Consulenza Sicurezza Veneto by MODI S.r.l., (composto da ingegneri, giuristi d’impresa, consulenti di Organizzazione aziendale, docenti e tecnici della prevenzione) mette a disposizione dei Clienti e dei potenziali il numero verde 800300333 per rispondere a domande su questo argomento e più in generale sugli adempimenti previsti in materia di Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro, implementazione/realizzazione/integrazione/mantenimento dei Sistemi di Gestione Qualità ISO 9001:2015, Ambiente ISO 14001:2015, Sicurezza (passaggio dalla OHAS 18001 alla ISO 45001), Modelli Organizzativi D.lgs 231 e applicazione del nuovo Regolamento GDPR Privacy 2016/679.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari organizzati a Mestre. Marghera, Spinea, Venezia chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.consulenzasicurezzaveneto.it,; www.mog231.it; www.modiq.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
 
17
Lug

A Mestre corso formazione lavoratori modulo generale a soli € 80 il 02 agosto 2018 dalle 09.00 alle 13.00

La Società di Consulenza e Formazione MODI SRL attiva a Mestre in Via Volturno 4/e (zona centro comoda ai mezzi pubblici e con parcheggi auto disponibili in zona,  vari corsi di formazione per nuovi lavoratori costituito da un modulo generale e da uno relativo al rischio il cui il lavoratore è esposto (rischio basso, medio o alto).
Il giorno 2 Agosto 2018 MODI SRL eroga il modulo per la formazione generale dei lavoratori in aula a Mestre al vantaggioso prezzo di € 80.
Il corso è oblligatorio perchè il lavoratore deve ricevere una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:
a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.
Le sanzioni a carico del datore di lavoro per le violazioni sono l'arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200  euro)
Il datore di lavoro deve addestrare i lavoratori dipendenti entro un massimo di sessanta/60 giorni dopo l’assunzione.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
 
17
Lug

Cosa si intende per “formazione” dei lavoratori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro?

Cosa si intende per “formazione”?
Per “formazione” si intende un processo educativo tramite il quale si trasferiscono ai lavoratori e agli altri soggetti appartenenti al sistema di prevenzione e protezione aziendale le conoscenze e le procedure utili per essere in grado di svolgere in sicurezza i rispettivi compiti, e per prevenire i rischi. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi. In ogni caso deve essere aggiornata secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e tenendo conto anche delle modifiche apportate dall’Accordo del 25 luglio 2012. Lo Staff di Consulenza Sicurezza Veneto by MODI S.r.l., (composto da ingegneri, giuristi d’impresa, consulenti di Organizzazione aziendale, docenti e tecnici della prevenzione) mette a disposizione dei Clienti e dei potenziali il numero verde 800300333 per rispondere a domande su questo argomento e più in generale sugli adempimenti previsti in materia di Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro, implementazione/realizzazione/integrazione/mantenimento dei Sistemi di Gestione Qualità ISO 9001:2015, Ambiente ISO 14001:2015, Sicurezza (passaggio dalla OHAS 18001 alla ISO 45001), Modelli Organizzativi D.lgs 231 e applicazione del nuovo Regolamento GDPR Privacy 2016/679.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari organizzati a Mestre. Marghera, Spinea, Venezia chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.consulenzasicurezzaveneto.it,; www.mog231.it; www.modiq.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
16
Lug

ZOONOSI TRASMESSE DA ZECCHE

 

Il manuale INAIL ha lo scopo di fare chiarezza sui rischi reali

ZOONOSI TRASMESSE DA ZECCHE

Il manuale ha lo scopo di fare chiarezza sui rischi reali a cui l’uomo, e in particolare il lavoratore che opera in ambienti outdoor, può andare incontro qualora venga punto da una zeccaPubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale 2018 INAIL
I mutamenti climatici, l’alterazione e la trasformazione degli ecosistemi naturali, la maggiore suscettibilità alle infezioni da parte dell’uomo, dovuti ai cambiamenti nelle abitudini di vita, di lavoro e di relazione, hanno favorito negli ultimi anni una maggiore e diversificata diffusione delle zecche su tutto il territorio nazionale con una conseguente circolazione, non sempre controllabile, dei patogeni da esse trasmessi.
Tra le infezioni occupazionali le zoonosi vettore trasmesse, in particolare quelle veicolate da zecche, rappresentano un rischio emergente tra i lavoratori.
La diagnosi e la gestione clinica delle zoonosi richiedono, oltre a un livello elevato di competenza, anche una sinergica collaborazione tra servizi medici e veterinari, in modo da facilitare un adeguato e proficuo scambio di informazioni e garantire un approccio One Health al problema. Il recente sviluppo di metodi diagnostici ha determinato nuovi possibili scenari relativi alla diffusione delle infezioni nelle popolazioni animali e umane e al rapporto tra ospite e vettore.
Questo prodotto editoriale, che rappresenta un aggiornamento e ampliamento di un precedente manuale realizzato con il contributo del Ministero del lavoro e della Previdenza sociale (Fondo Infortuni; d.m. 03/12/2014), nasce dalla necessità di fare chiarezza sui rischi reali a cui l’uomo, e in particolare il lavoratore che opera in ambienti outdoor, può andare incontro qualora venga punto da una zecca. Inoltre l’analisi accurata che viene fatta dei microrganismi patogeni che possono essere veicolati dalle zecche contribuisce alla comprensione del perché è necessario adottare comportamenti e procedure specifici, atti ad evitare l’interazione con tali patogeni.
Pertanto il manuale intende tradurre l’attività di studio e di ricerca espletata nel settore dal dipartimento in strumenti operativi per la gestione del rischio biologico, fruibili da tutti coloro che prestano il proprio lavoro in ambito rurale.
ZOONOSI TRASMESSE DA ZECCHEZOONOSI TRASMESSE DA ZECCHE
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16
Lug

La Valutazione del Microclima

 

INAIL una corretta valutazione del rischio microclima. 2018

La Valutazione del Microclima

portaleconsulentiL’esposizione al caldo e al freddo Quando è un fattore di discomfort Quando è un fattore di rischio per la salute Pubblicazione realizzata da Inail Direzione regionale per la Campania.
Le condizioni microclimatiche di un luogo di lavoro e di vita, possono interferire significativamente con le attività degli occupanti. In ambienti d’ufficio o domestici si possono creare condizioni non confortevoli che possono ridurre la produttività ma anche favorire il verificarsi di infortuni e di piccoli malesseri. Negli ambienti di lavoro in cui il ciclo produttivo richiede condizioni ambientali estreme con temperature particolarmente elevate o estremamente basse è addirittura necessario
proteggere la salute dei lavoratori modificando, quando è possibile, il ciclo produttivo o realizzando adeguati sistemi di protezione collettiva e individuale. Una particolare attenzione deve essere rivolta ai luoghi di lavoro all’aperto in cui, durante la stagione estiva o durante l’inverno, i lavoratori possono essere esposti a condizioni climatiche estreme. I settori dell’agricoltura e dell’edilizia, caratterizzati dalla maggiore frequenza di infortuni e malattie professionali, sono particolarmente esposti a queste problematiche anche perché in questi settori è maggiormente diffusa la manodopera irregolare.
Benché il d.lgs. 81/08 abbia inserito il microclima nel rischi fisici da valutare ai sensi del Titolo VIII, l’assenza di uno specifico capo non fornisce, alla pari degli altri rischi come rumore, vibrazioni ecc., delle univoche indicazioni su come valutare tale rischio. La valutazione del microclima viene effettuata facendo riferimento alla normativa tecnica internazionale e nazionale basata su principi indiscussi da oltre quarant’anni. La Direzione regionale Inail Campania, avvalendosi degli esperti del settore Certificazione, Verifica e Ricerca, ha voluto realizzare questo opuscolo per fornire ai datori di lavoro, ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione e a tutti coloro che si occupano di prevenzione nei luoghi di lavoro, un momento di sintesi sulle attuali conoscenze e permettere loro di valutare nel migliore dei modi i rischi legati alle condizioni microclimatiche del luogo di lavoro e di realizzare le migliori azioni correttive. 
La Valutazione del MicroclimaLa Valutazione del Microclima
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16
Lug

Direttiva UE 2018/957 in materia di distacco dei lavoratori

 

Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 9 luglio 2018

Direttiva UE 2018/957 in materia di distacco dei lavoratori

Emanata la Direttiva UE 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 giugno 2018 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 9 luglio 2018) recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi.Emanata la Direttiva UE 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 giugno 2018 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 9 luglio 2018) recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi.
La direttiva garantisce la protezione dei lavoratori distaccati durante il loro distacco in relazione alla libera prestazione dei servizi, stabilendo disposizioni obbligatorie riguardanti le condizioni di lavoro e la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che devono essere rispettate.
Gli Stati membri sono tenuti a conformarsi alla direttiva entro il 30 luglio 2020. Fino alla data di entrata in vigore della normativa di recepimento, la direttiva 96/71/CE rimane applicabile nella versione precedente alle modifiche introdotte dalla presente direttiva.
Nel caso in cui un lavoratore, che sia stato fornito da una impresa di lavoro temporaneo o da una impresa che effettua cessioni temporanee presso un’impresa utilizzatrice di cui alla lettera c), sia chiamato, dall’impresa utilizzatrice, a svolgere un lavoro nel quadro di una prestazione di servizi transnazionale ai sensi delle lettere a), b) o c), nel territorio di uno Stato membro diverso da quello in cui il lavoratore abitualmente lavora per l’impresa di lavoro temporaneo o per l’impresa che effettua cessioni temporanee, oppure per l’impresa utilizzatrice, il lavoratore è considerato distaccato nel territorio di tale Stato membro dall’impresa di lavoro temporaneo o dall’impresa che effettua la fornitura con la quale sussiste un rapporto di lavoro. L’impresa di lavoro temporaneo o l’impresa che effettua la fornitura di lavoratori si considera essere un’impresa di cui al paragrafo 1 e tale impresa deve rispettare pienamente le pertinenti disposizioni della presente direttiva e della direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio.
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11
Lug

Stress lavoro correlato: un rischio da gestire insieme

 

REST@Work Le dimensioni del fenomeno stress lavoro-correlato La tutela della salute e sicurezza sul lavoro

Stress lavoro correlato: un rischio da gestire insieme

Stress lavoro correlato: un rischio da gestire insiemePubblicazione realizzata all’interno del progetto REST@Work - REducing STress at Work Co-financed by the European Union under the Programme Social Dialogue – DG EMPL La presente pubblicazione riflette unicamente l’opinione degli autori e la Commissione europea non è responsabile dell’uso che potrebbe essere fatto delle informazioni qui contenute. Non è una malattia ma può diventare una patologia seria: lo stress da lavoro, che colpisce una persona su quattro, provoca ansia, irritabilità, disturbi fisici e psicosomatici e, ancor peggio, può arrivare a caratterizzare il comportamento di una persona, dall’aumento dell’impulsività alla voglia di isolarsi fino alla difficoltà ad instaurare rapporti interpersonali. Lo stress lavoro-correlato in Europa Le dimensioni del fenomeno stress lavoro-correlato La tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Il concetto di stress lavoro-correlato nella legislazione degli Stati membri dell’UE
Attuazione dell’Accordo sullo stress lavoro-correlato – Lo stato dell’arte Diritti di rappresentanza e coinvolgimento dei lavoratori
Sanzioni
Monitoraggio e valutazione delle misure volte a prevenire o combattere lo stress lavoro correlato
Strumenti per supportare il controllo dello stress lavoro-correlato nelle PMI
Ruolo delle parti sociali
Indagine conoscitiva su Lavoratori, Rappresentati dei Lavoratori e Datori di Lavoro
Il questionario REST@Work
Il campione d’indagine
Analisi dei dati
I risultati
Dati socio-demografici e lavorativi
Stato dell’arte della valutazione dello stress lavoro-correlato
Coinvolgimento dei lavoratori e dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Formazione e informazione dei lavoratori
Le caratteristiche del rischio da stress lavoro-correlato dell’ambiente di lavoro Condizioni e livelli di benessere sul lavoro
Focus Group nazionali
Conclusioni ed orientamenti politici
Stress lavoro correlato: un rischio da gestire insieme
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