1 sicurezza Archives - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘sicurezza’ Category

19
Lug

MODI anche in estate e in particolare ad agosto 2019 ha organizzato corsi per addetti antincendio, primo soccorso, lavoratori, RLS, preposti, RSPP datore di lavoro – Attiva sempre anche la piattaforma online

I discenti potranno partecipare ai corsi a Mestre sita in Via Volturno 4/e zona Carpenedo (uscita tangenziale Castellana indicazioni per il centro parcheggio sotterraneo CONDOMINIO CAROSSA) e nei limitrofi.  Per visionare le recensioni di chi ha già partecipato cliccare qui

INCARICATI ALLA SQUADRA DI EMERGENZA E LOTTA ANTINCENDIO

Corsi di aggiornamento periodico rivolto agli “incaricati alla lotta antincendio” operanti in aziende a  “rischio basso” al costo di € 50,00 + IVA
Il programma rispetta quanto richiesto dalle normative vigenti e la durata è pari a 2 ore.

Per scaricare la scheda con la programmazione completa cliccare qui 
Giovedì 1 agosto 2019 orario 08.30/10.30.

Corso di AGGIORNAMENTO dell’addestramento per incaricati ANTINCENDIO operanti in aziende a rischio medio – durata del docenza 5 ore al costo di € 100,00 + IVA
Qui di seguito l’elenco delle attività di aggiornamento periodico organizzate in aula a Mestre/Asseggiano attrezzata con campo prova per eseguire la prova di spegnimento
nei giorni dell’anno 2019 sotto indicati:
Per scaricare la scheda con la programmazione completa cliccare qui 
Venerdì 2 agosto 2019 orario 08.30/13.30.

Pianificazione delle date dei corsi del 2019 per “nuovi ADDETTI ANTINCENDIO RISCHIO BASSO” - 4 ore  al costo di € 80,00
Organizzato in aula a Mestre Centro nei giorni sotto indicati:
Per scaricare la scheda con la programmazione completa cliccare qui  
Giovedì 1 agosto 2019 orario 08.30/12.30.

Programmazione del corso rivolto agli “Incaricati ANTINCENDIO A RISCHIO MEDIO” - durata 8  (questo corso oltre alla teoria prevede lo svolgimento di una prova pratica di spegnimento) al costo di € 150,00.
Fruibile in aula a Mestre nei giorni sotto indicati.
Per scaricare la scheda con la programmazione completa cliccare qui 
1 agosto 2019 orario 08.30/12.30 e 2 agosto 2019 orario 08.30/12.30;

INCARICATI AL PRIMO SOCCORSO

ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO (AGGIORNAMENTO) - 4 ORE (per aziende gruppo B/C) al costo di € 80,00 + IVA:
Fruibile in aula a Mestre nei giorni sotto indicati.
Per scaricare la scheda con la programmazione completa cliccare qui 
Martedì 6 agosto 2019 orario 14.00/18.00.


Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it

18
Lug

Sono obbligatori i corsi di formazione a aggiornamento per addetti alla lotta antincendio anche in aziende picccollissime?.


E’ obbligatorio formare gli addetti alla squadra di emergenza e tenere aggiornate le loro qualifiche con corsi periodici anche in aziende con pochissimi dipendenti.  

Il datore di lavoro, previa adeguata formazione, può svolgere il ruoto di addetto antincendio o primo soccorso ma questo non comporta che deve operare in totale autonomia nello svolgimento di tali compiti, lo stesso infatti, si avvarrà dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure anzidette, che vanno designati in numero adeguato e sufficiente nel rispetto di quanto previsto nell’art. 43”.comma 2 del Testo Unico – in relazione alle disposizioni generali della gestione delle emergenze – ‘ai fini delle designazioni di cui all’art.18 comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici dell’azienda o della unità produttiva (…)’..


A Mestre abbiamo in programmazione per settembre 2019 presso la nostra aula corsi di (Via Volturno 4/e fermata tram/bus Volturno con parcheggi gratis limitrofi), corsi della durata di 8 ore per tutto il personale delle aziende a rischio medio che compongono le squadre antincendio. 

Per i lettori del Blog ci sono sconti del 20%.

PROGRAMMA dell'attività didattica formativa per nuovi addetti antincendio:

L’incendio e la prevenzione:
  • Principi sulla combustione e l'incendio;
  • Le sostanze estinguenti;
  • Triangolo della combustione;
  • Le principali cause di un incendio;
  • Rischi alle persone in caso di incendio;
  • Principali accorgimenti e misure per prevenire gli incendi.
Protezione antincendio e le procedure da adottare in caso di incendio:
  • Principali misure di protezione antincendio;
  • Procedure per l'evacuazione in caso di incendio;
  • Chiamata dei soccorsi;
  • Attrezzature ed impianti di estinzione; 
  • Sistemi di allarme;
  • Segnaletica di sicurezza;
  • Illuminazione di emergenza.
Esercitazioni pratiche:
  • Presa visione e chiarimenti sugli estintori portatili;
  • Istruzioni sull’uso degli estintori portatili, naspi ed idranti.
Date: 12 Settembre 2019 dalle 14.00 alle 18.00 e 16 Settembre 2019 dalle 8.30 alle 12.30

Quota di partecipazione: € 150,00 + IVA per persona VIENE scontato del 20%.

Ogni Azienda (uffici, cantieri temporanei, magazzini, …) deve essere presidiata da un numero sufficiente di addetti all’antincendio.

Per prendere visione delle  recensioni dei nostri corsisti cliccare alla pagina DICONO DI NOI.


Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it.

16
Lug

Antincendio, in vigore la norma per i campeggi

16/07/2019 – In vigore dallo scorso 13 luglio il DM 2 luglio 2019 che contiene la regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle strutture turistico-ricettive all'aria aperta (campeggi, villaggi turistici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone.   Il nuovo provvedimento modifica il precedente DM 28 febbraio 2014.   Prevenzione incendi strutture turistiche: cosa prevede il DM Il decreto si applica principalmente a: tende da campeggio, aree roulottes e caravan, camper, case mobili, chalet e bungalows.   La classificazione delle strutture è effettuata in base alla loro capacità: - tipo 1: strutture con capacità ricettiva sino a 400 persone; - tipo 2: strutture con capacità ricettiva compresa fra 401 e 3.000 persone; - tipo 3: strutture con capacità ricettiva superiore a 3.000 persone.   Inoltre, indica le distanze di sicurezza (dalla vegetazione,..
Continua a leggere su Edilportale.com

15
Lug

Quali fonti sono utilizzabili per la valutazione del rischio e quali sanzioni comporta la mancata valutazione del rischio da Radiazioni Ottiche Artificiali?

Quali fonti sono utilizzabili per la valutazione del rischio e quali sanzioni comporta la mancata valutazione del rischio da Radiazioni Ottiche Artificiali?

L’articolo 216 del D. Lgs. 81/08 precisa che “il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori….” in conformità alle norme CIE e CEN per quanto riguarda le radiazioni non coerenti e le norme IEC per i laser. Allo stato attuale i riferimenti per le misurazioni delle radiazioni ottiche non coerenti sono:
  • UNI EN 14255-1:2005 per gli UV;
  • UNI EN 14255-2:2006 per il visibile e l’infrarosso;
  • UNI EN 14255-4:2007 sulla terminologia e le grandezze da utilizzare per le misurazioni;
  • I valori limite di esposizione (VLE) per le ROA non coerenti sono contenuti nell’Allegato XXXVII Parte I del D. Lgs. 81/2008. Altre norme che trattano la valutazione e la misura in ambiti specifici sono:
  • UNI EN 12198-1:2009/UNI EN 12198-2:2009/UNI EN 12198-3:2008 per le radiazioni emesse dal macchinario;
  • CEI EN 62471:2009 per la valutazione della sicurezza fotobiologica delle lampade e dei sistemi di lampade.
Allo stato attuale i riferimenti per le misurazioni delle radiazioni laser sono:
  • le norme CEI-EN 60825-1:2009 fascicolo 9891 (anche denominata “nuova classificazione”) e CEI-EN 60825-1 fascicolo 4405 R (anche denominata “vecchia classificazione”);
  • i VLE per le ROA coerenti sono contenuti nell’Allegato XXXVII - Parte II del D. Lgs. 81/2008.

Altre norme che trattano la valutazione e la misura in ambiti specifici sono:
  • UNI EN ISO 11553-1:2009 / UNI EN ISO 11553-2:2009 sui requisiti di sicurezza per macchine laser e laser portatili;
  • UNI EN ISO 11554:2008 sui metodi di prova per determinare la potenza e l’energia di fasci laser ad onda continua e ad impulsi.
Tanto per le radiazioni laser quanto per quelle non coerenti, ulteriori fonti di cui tenere conto sono le informazioni reperibili in pubblicazioni scientifiche ed i dati della sorveglianza sanitaria dove attuata (art. 216, comma 2, lettera h). La mancata valutazione del rischio da Radiazioni Ottiche Artificiali prevede la sanzione dell’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2.740 a 7.014 euro (art. 219 comma 1 lettera a D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) e l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2192 a 4384 euro (art. 219 comma 1 lettera b D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) per il Datore di Lavoro. Mentre Datore di Lavoro e Dirigenti sono puniti con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.192 a 4.384 euro (art. 219 comma 2 lettera a D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) e con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 822 a 4.384 euro (art. 219 comma 2 lettera b D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.). Il Medico Competente è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 438,84 a 1.753,60 euro (art. 220 comma 1 D.Lgs. 81/2008).

MODI S.r.l. organizza corsi aziendali per lavoratori che operano in presenza di Radiazioni Ottiche Artificiali. 

Per visionare le FAQ ROA e approfondire l'argomento cliccare qui.  Per le recensioni, opinioni espresse dai nostri Clienti e Allievi cliccare qui.

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
13
Lug

prevenzione e protezione dai rischi caduta dall’alto Regione Marche


L.R. 31 luglio 2018, n. 30 - Modifiche l.r. n. 7/2014

prevenzione e protezione dai rischi caduta dall’alto Regione Marche

L.R. 31 luglio 2018, n. 30 - Modifiche l.r. n. 7/2014Regione Marche Legge regionale 31 luglio 2018, n. 30
Modifiche alla legge regionale 22 aprile 2014, n. 7 “Norme sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi di caduta dall’alto da predisporre negli edifici per l’esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza". B.U.R. 2 agosto 2018, n. 67 semplificazioni della norma per le cadute dall’alto da coperture edili: interventi interessati, elaborato tecnico della copertura, sanzioni e formazione
Il Consiglio _ Assemblea legislativa regionale ha approvato.
Il Presidente della Giunta regionale promulga,la seguente legge regionale:
Art. 1
(Sostituzione dell’articolo 1 della l.r. 7/2014)
1. L’articolo 1 della legge regionale 22 aprile 2014, n. 7 (Norme sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi di caduta dall’alto da predisporre negli edifici per l’esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza), è sostituito dal seguente:
“Art. 1 (Oggetto e finalità)
1. Nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario nonché dei principi stabiliti dalla legislazione statale e in particolare dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), questa legge, nell’ambito delle materie di competenza regionale di cui all’articolo 117 della Costituzione, detta disposizioni sulle misure di prevenzione e protezione da adottare nella progettazione e realizzazione di interventi edilizi, pubblici e privati, riferiti a nuove costruzioni o a edifici esistenti, al fine di prevenire i rischi di infortunio a seguito di caduta dall’alto e garantire, nei successivi interventi impiantistici o di manutenzione, l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza.”.
 Art. 2
(Modifiche all'articolo 2 della l.r. 7/2014)
1. La lettera b) del comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 7/2014 è sostituita dalla seguente:
“b) manutenzione ordinaria o straordinaria comportante il rifacimento, anche parziale del manto di copertura per la cui esecuzione sia necessario l’accesso in copertura, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui all’articolo 6;”.
2. La lettera e) del comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 7/2014 è abrogata.
3. Dopo il comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 7/2014 sono aggiunti i seguenti:
“1 bis. Sono esclusi:
a) gli interventi che interessano le coperture, sia pubbliche che private, con tetto a falda inclinata o piana, che presentano un’altezza alla linea di gronda inferiore o uguale a 3 metri rispetto al suolo naturale o artificiale sottostante o che comunque possono essere svolti senza l’accesso in copertura;
b) le opere di restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia ai sensi delle lettere c) e d) del comma 1 dell’articolo 3 del d.p.r. 380/2001 che non prevedono interventi strutturali sulla copertura, salvo l’esecuzione contestuale di opere rientranti nelle previsioni di cui alle lettere b) e d) del comma 1;
c) interventi su coperture piane o a falda inclinata già dotate di dispositivi di protezione collettiva con idonee caratteristiche nel rispetto della normativa vigente a difesa dei bordi nonché delle eventuali aree non calpestagli;
d) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e destinate a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e comunque entro un termine non superiore a novanta giorni.
1 ter. Le opere e i manufatti costituenti componenti essenziali del sistema di protezione contro le cadute dall’alto realizzati nella misura strettamente necessaria a garantire l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori sulle coperture in condizioni di sicurezza non sono considerati nelle verifiche di conformità urbanistico-edilizia riferite a parametri quali il volume, la superficie utile o l’altezza massima delle costruzioni.”.
Art. 3
(Modifica all’articolo 4 della l.r. 7/2014)
1. Dopo il comma 3 dell’articolo 4 della l.r. 7/2014 è aggiunto il seguente:
“3 bis. L’elaborato tecnico della copertura non è soggetto alle procedure previste dal d.p.r. 380/2001 per le costruzioni in zona sismica.”.
Art. 4
(Improcedibilità e inefficacia del titolo abilitativo)
1. Al comma 1 dell’articolo 5 della l.r. 7/2014 dopo la parola: “determina” sono inserite le parole: “l’inefficacia della comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) o della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) presentata ovvero”.
Art. 5
(Inserimento degli articoli 5 bis, 5 ter e 5 quater nella l.r. 7/2014)
1. Dopo l’articolo 5 della l.r. 7/2014 sono inseriti i seguenti:
“Art. 5 bis (Formazione e informazione)
1. La Regione, al fine di assicurare il coordinamento delle attività di formazione e il riconoscimento di crediti formativi previsti dalle disposizioni vigenti e nel rispetto del d.lgs. 81/2008, promuove, anche con la sottoscrizione di specifici accordi con altri soggetti competenti in materia, la realizzazione di attività formative da parte dell’Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) rivolte ai lavoratori, nonché ai soggetti incaricati di assicurare in sede progettuale ed esecutiva l’adozione delle misure di sicurezza. 
2. La Giunta regionale, con propria deliberazione, individua gli standard formativi per la realizzazione delle attività di cui al comma 1 nonché le modalità per la raccolta e la comunicazione alla Giunta stessa dei dati relativi agli infortuni per caduta dall’alto nel settore delle costruzioni e delle attività che comportano accesso alle coperture rilevati dai competenti servizi dell’ASUR.
3. La Regione, anche previ specifici accordi con i soggetti competenti in materia, promuove iniziative volte ad accrescere la cultura della prevenzione e della tutela della salute e sicurezza sul lavoro, in particolare mediante campagne di informazione e comunicazione realizzate dal- l’ASUR.
Art. 5 ter (Sanzioni)
1. Fermo restando l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa statale vigente, in caso di mancata redazione dell’elaborato tecnico della copertura nell’attività edilizia libera si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 258,00 a euro 1.200,00.
2. Le sanzioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, compresa la sanzione di cui al comma 1, sono irrogate, con le modalità di cui alla legge regionale 10 agosto 1998, n. 33 (Disciplina generale e delega per l’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale), dall’ASUR, che introita i relativi proventi e li utilizza anche per finanziare l’attività formativa e informativa di cui all’articolo 5 bis.
Art. 5 quater (Clausola valutativa)
1. La Giunta regionale trasmette all’Assemblea legislativa con cadenza annuale una relazione sullo stato di attuazione e sugli effetti della legge contenente almeno le seguenti informazioni:
a) la distribuzione per provincia del numero dei controlli sui cantieri effettuati dall’ASUR, del loro esito e delle sanzioni erogate;
b) l’andamento delle denunce di infortunio per caduta dall’alto nel settore delle costruzioni e delle attività che comportano accesso alle coperture, distinto per provincia e per modalità di accadimento;
c) le attività formative realizzate dall’ASUR, distinte per provincia e per tipologia di soggetti coinvolti con particolare riferimento ai lavoratori ed ai progettisti;
d) le attività formative realizzate dagli ordini professionali, comunicate alla Regione sulla base degli accordi indicati all’articolo 5 bis;
e) le campagne informative realizzate;
f) il numero delle notifiche preliminari dei cantieri effettuate ai sensi dell’articolo 99 del decreto legislativo 81/2008;
g) i punti di forza e le criticità riscontrate nell’attuazione della legge.”.
Art. 6
(Modifica all’articolo 6 della l.r. 7/2014)
1. Al comma 1 dell’articolo 6 della l.r. 7/2014 dopo le parole “commissione assembleare,” sono inserite le parole: “detta le disposizioni necessarie all’attuazione della presente legge e in particolare”.
Art. 7
(Invarianza finanziaria)
1. Dall’applicazione di questa legge non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione. All’attuazione si fa fronte con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla legislazione vigente.
Art. 8
(Norma transitoria)
1. Il regolamento di cui all’articolo 6 della l.r. 7/2014, come modificato dall’articolo 6, è adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore di questa legge.
Art. 9
(Dichiarazione d’urgenza)
1. Questa legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
La presente legge regionale è pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della regione Marche.
Ancona, 31 luglio 2018.
 
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA 
Luca Ceriscioli

11
Lug

Linee Guida per la raccolta e lo smaltimento di piccole quantità di Manufatti Contenenti Amianto

 

Delibera Num. 1071 del 01/07/2019 Giunta Regionale Emilia-Romagna

Linee Guida per la raccolta e lo smaltimento di piccole quantità di Manufatti Contenenti Amianto

amiantoSono state deliberate il 1° luglio 2019 dalla Giunta Regionale Emilia-Romagna le Linee Guida per la raccolta e lo smaltimento di piccole quantità di Manufatti Contenenti Amianto (Microraccolta) con Delibera Num. 1071 del 01/07/2019
Per diventare operativa in tutti i comuni dell’Emilia-Romagna si deve attendere la modifica del Regolamento sulla gestione dei Rifiuti Solidi Urbani da parte di ATERSIR (l’agenzia regionale per l’acqua ed i rifiuti partecipata dai Comuni dell’Emilia-Romagna) che ha 60 gg. di tempo per realizzarla.
 
Si tratta di un provvedimento importante ed innovativo in quanto indica un unico standard di procedure per tutti i cittadini della Regione, per tutti i comuni e per tutti i gestori dei rifiuti.
Il provvedimento ha l’obiettivo di rendere più agevole e conveniente la pratica di rimozione dei Manufatti di Cemento Amianto (in matrice compatta) da parte del singolo cittadino, combattere il fenomeno dello smaltimento abusivo, garantire alti livelli di sicurezza per il cittadino nelle operazioni di rimozione, semplificare la procedura ed abbattere i costi.
 
Soggetti destinatari: Privati Cittadini relativamente alla rimozione di piccoli manufatti di cemento-amianto nelle proprie abitazioni/pertinenze.
 
Campo di applicazione: rimozione Materiali costituiti da amianto in matrice compatta in buono stato di conservazione presenti in insediamenti civili (sono esclusi quelli di origine industriale ed artigianale).
Sono esclusi dal campo di applicazione: Manufatti in matrice friabile (coibentazioni di tubazioni e caldaie, coibentazioni di soffitti, polverino in amianto, guarnizioni, pannelli in cartone-amianto, ecc…). Operazioni di rimozione che presentino evidenti rischi di infortunio. Che il materiale da rimuovere sia in cattivo stato di conservazione. Che le quantità da rimuovere siano superiori a quelle previste.
Alla base dell’azione, vi è la necessità di ridurre i rischi di esposizione all’amianto nell’ambito delle civili abitazioni e i rischi per la collettività derivanti da un non corretto smaltimento dei rifiuti contenenti amianto.
Delibera Num. 1071 del 01/07/2019Scarica Delibera Num. 1071 del 01/07/2019 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
11
Lug

Disponibile l’opinione finale sulla restrizione di sostanze per tatuaggi e trucco permanente

 

È disponibile, sul sito ECHA, il parere finale dei comitati per la valutazione dei rischi (RAC) e per l'analisi socio economica (SEAC), sulla restrizione di sostanze contenute in inchiostri per tatuaggi e trucco permanente.

Disponibile l'opinione finale sulla restrizione di sostanze per tatuaggi e trucco permanente

Il registro delle intenzioni di restrizione fino al risultato elenca le intenzioni e le proposte di restrizione di cui allI tatuaggi sono una forma diffusa di body art, a cui si è sottoposto il 12% della popolazione europea. Vengono effettuati attraverso l’iniezione sottocutanea di inchiostri colorati in modo da creare un disegno permanente. Se è vero che i rischi sanitari derivanti dall’utilizzo di aghi sporchi per iniettare gli inchiostri sono noti già da tempo, un altro problema da considerare riguarda le sostanze chimiche utilizzate. Gli inchiostri per tatuaggi e il trucco permanente, come ad esempio gli inchiostri per eyeliner, sono costituiti da miscele di diverse sostanze chimiche, che possono rimanere nel nostro organismo per tutta la vita; ciò implica la possibilità di un’esposizione a lungo termine a ingredienti potenzialmente nocivi presenti nei prodotti per realizzare tatuaggi e in quelli utilizzati per ottenere un trucco permanente. Queste sostanze chimiche possono causare effetti nocivi sulla salute, ma si sa poco delle conseguenze relative al loro uso.
Registro delle intenzioni di restrizione fino al risultato
Il registro delle intenzioni di restrizione fino al risultato elenca le intenzioni e le proposte di restrizione di cui all'allegato XV ricevute dall'ECHA.
Una proposta di restrizione può essere preparata da uno Stato membro o dall'ECHA su richiesta della Commissione o di propria iniziativa per sostanze incluse nell'elenco delle autorizzazioni. È un obbligo giuridico per uno Stato membro informare l'ECHA della sua intenzione di preparare un fascicolo di restrizione. Il preavviso consente alle parti interessate di pianificare e prepararsi a commentare in seguito.
Le parti interessate possono seguire lo stato di avanzamento di una proposta attraverso la procedura di restrizione, dalla notifica dell'intenzione all'adozione dei pareri definitivi da parte del comitato per la valutazione dei rischi (RAC) e del comitato per l'analisi socioeconomica (SEAC), e adozione della restrizione da parte della Commissione europea.
Le parti interessate sono incoraggiate a fornire tutte le informazioni pertinenti ai richiedenti il ​​fascicolo durante la preparazione della proposta di restrizione e durante le consultazioni pubbliche. Le informazioni per motivare eventuali deroghe allo scopo descritto nell'intenzione sono particolarmente utili per ricevere nella fase preparatoria del fascicolo.
 
11
Lug

contrastare il lavoro irregolare nel quartiere fieristico di Milano

 

Protocollo Inail Dr Lombardia e Prefettura di Milano, Ispettorato territoriale del lavoro Milano-Lodi e altri

contrastare il lavoro irregolare nel quartiere fieristico di Milano

contrastare il lavoro irregolare nel quartiere fieristico di MilanoLa Direzione regionale della Lombardia sigla un'intesa per prevenire il lavoro irregolare nei quartieri fieristici gestiti da "Fiera di Milano S.p.A."
Siglato lo scorso 21 giugno un protocollo per prevenire e contrastare il lavoro sommerso e irregolare nell’ambito dei quartieri fieristici gestiti da “Fiera Milano S.p.A.”.
 
Le parti coinvolte. L’intesa è frutto della collaborazione tra le principali realtà pubbliche e private dell’area milanese: hanno firmato l’accordo la Direzione regionale Inail della Lombardia, la Prefettura, l’Ispettorato del lavoro di Milano – Lodi, la filiale metropolitana Inps, Ats città di Milano, Fiera di Milano S.p.A., Cgil, Cisl, Uil. Al protocollo aderiscono inoltre la Questura, il Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri e il Comando provinciale della Guardia di Finanza.
 
Obiettivi del protocollo. Gli impegni presi dalle parti nascono dall’esigenza di diffondere legalità e sicurezza nel quartiere espositivo gestito dal Gruppo Fiera Milano che ogni anno ospita migliaia di lavoratori proveniente da tutto il mondo.
 
Le iniziative concrete. Il protocollo si concretizza con la nascita di un Osservatorio permanente grazie al quale si potranno condividere le conoscenze utili a potenziare l’efficacia nell’azione di prevenzione e di contrasto del lavoro sommerso e irregolare, sotto il profilo retributivo, assicurativo e previdenziale, per garantire trasparenza delle attività economiche e regolarità della concorrenza. 
Nasce inoltre un gruppo di lavoro permanente presso la Prefettura di Milano per sviluppare attività di studio e analisi delle problematiche connesse al fenomeno fieristico, allo scopo di creare una rete di coordinamento di azioni tempestive per la prevenzione, la vigilanza e le azioni di contrasto. Infine, sono previste iniziative di informazione e formazione nel quartiere fieristico per promuovere la cultura della legalità e della sicurezza, anche in relazione alle tematiche degli appalti.
 
Fonte INAIL
 
>> Protocollo d'intesa tra Inail Dr Lombardia e Prefettura di Milano, Ispettorato territoriale del lavoro Milano-Lodi e altri

Protocollo d'Itesa per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso ed irregolare nell’ambito dei quartieri fieristici gestiti da Fiera Milano S.p.A., attraverso la costituzione di un Osservatorio permanente finalizzato al coordinamento di attività di vigilanza.

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
11
Lug

Cassazione Penale, Sez. 4, 9 luglio 2019, n. 29919

 

Infortunio mortale durante l'installazione della "pista banco basculante". Operazioni sotto un carico sospeso

Cassazione Penale, Sez. 4, 9 luglio 2019, n. 29919

Presidente: PICCIALLI PATRIZIA Relatore: CIAMPI FRANCESCO MARIA Data Udienza: 17/01/2019

Fatto

Cassazione Penale, Sez. 4, 9 luglio 2019, n. 299191. Con la gravata sentenza la Corte d'Appello di L'Aquila in parziale riforma della sentenza del Tribunale di L'Aquila in data 11 dicembre 2015, appellata dagli imputati C.R. e F.F., ha dichiarato non doversi procedere nei confronti dei medesimi in relazione ai capi b), c), d) ed f) dell'imputazione perché estinti per intervenuta prescrizione; ha assolto F.F. dai reati lui ascritti a capi a) ed e) perché il fatto non sussiste; ha ridotto le somme liquidate a titolo di provvisionale. Agli imputati (oltre alle fattispecie contravvenzionali dichiarate prescritte) era stato contestato il reato p. e p. dagli artt. 113, 589 , 2 comma c.p. perché in cooperazione colposa tra loro, CH.R. (la cui posizione non rileva in questa sede) e C.R., nella qualità di contitolari della ditta R&R s.r.l. che aveva ricevuto la commessa da parte della FOREX PREFABBRICATI s.r.l. per la costruzione ed il montaggio in azienda della macchina denominata "Pista banco basculante" e datori di lavoro di S.N., per colpa consistita , quanto a, CH.R. (e C.R.) nella qualità di contitolari della ditta R&R srl che aveva ricevuto commessa da parte della Forex Prefabbricati Srl per la costruzione ed il montaggio in azienda di macchina denominata "pista banco-basculante" (nel prosieguo "pista") e datori di lavoro di S.N., in negligenza, imperizia ed imprudenza e nella violazione dei precetti di cui alla norme di prevenzione (art. 2087 codice civile, 29 comma primo, 71 commi terzo e quarto del decreto legislativo n. 81 del 2008) omettendo di adottare nell'esecuzione dei lavori cui era stato adibito il dipendente S.N. le misure necessarie, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica a tutelarne l'integrità fisica; omettendo altresì la valutazione di tutti i rischi concernenti l'installazione e montaggio della pista ed in particolare quelli connessi al possibile investimento dei lavoratori da parte della componentistica; omettendo di adottare le migliori misure tecniche idonee ad assicurare un montaggio accurato della pista ed in particolare misure idonee ad evitare che i lavoratori operassero sotto carichi sospesi e che venissero prese misure per garantirne la sicurezza quali l'utilizzo di idonei cavalletti o spessori, omettendo di utilizzare il carroponte messo a disposizione dalla Forex Prefabbricati conformemente alle istruzioni d’uso ed invece operando per trascinare la pesante sponda metallica della pista dopo che erano già stati messi in opera alcuni perni che la univano alla restante attrezzatura facendo sì che - in espressa violazione di legge- venisse sollevato un carico ormai fissato al suolo omettendo di collegare tutte e quattro le imbragature in metallo presenti sul carroponte per sollevare la sponda ed anzi utilizzandone una sola. F.F. nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione e responsabile tecnico di produzione della ditta Forex Prefabbricati Srl, per colpa consistita in negligenza, imperizia ed imprudenza e nella violazione dei precetti di cui alla norma di prevenzione 26 del decreto legislativo n. 81 del 2008, omettendo di effettuare il coordinamento con la ditta R&R Srl cui aveva messo a disposizione il carroponte presente all'interno della propria azienda per montare la pista, così da predispone gli interventi di protezione e prevenzione dei rischi cui era esposto il S.N., anche vigilando sul corretto uso delle attrezzature messe a disposizione (il manuale d'uso dei carroponte richiama espressamente il divieto di sollevare carichi non liberi e in qualche modo fissati), cagionavano tutti la morte di S.N. il quale, posto ad infilare altro perno sotto la sponda sollevata dal carroponte mediante una sola braca che si spezzava e per il peso eccessivo e per le forze innescate dal fissaggio al suolo della stessa, veniva investito dalla sponda metallica che lo schiacciava procurandone il decesso istantaneo. 2. Avverso tale decisione ricorrono. 2.1. L'imputato C.R. lamentando violazione di legge e vizio di motivazione quanto al ritenuto nesso di causalità tra le condotte attribuite ad esso ricorrente e l'evento. La gravata sentenza non avrebbe poi proceduto al doveroso giudizio contro fattuale ed avrebbe male Interpretato la deposizione del teste T., addirittura travisandola. Deduce ancora vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'elemento soggettivo e dei profili di colpevolezza. Sostiene poi l'intervenuta violazione dei criteri di valutazione della prova liberatoria e la mancata valutazione della consulenza tecnica di parte. Ritiene altresì la sussistenza di vizi motivazionali ed in relazione all'ammontare della provvisionale ed al trattamento sanzionatorio. 2.2. Le parti civili M.A. e S.O. dolendosi sotto più profili della riforma della gravata sentenza quanto alla assoluzione dell'imputato F.F., il cui comportamento era da considerarsi quale necessario antecedente logico delle vento infausto occorso a S.N.. In particolare lamenta la mancata applicazione dell'art. 26 del D.lgsvo n. 81/2008 in materia di "rischio interferenziale".

Diritto

3. Il ricorso dell'imputato è da ritenersi infondato e va pertanto disatteso. Va premesso che è giurisprudenza pacifica di questa Suprema Corte che la sentenza appellata e quella di appello, quando non vi è difformità sui punti denunciati, si integrano vicendevolmente, formando un tutto organico ed inscindibile, una sola entità logico-giuridica, alla quale occorre fare riferimento per giudicare della congruità della motivazione, integrando e completando con quella adottata dal primo giudice le eventuali carenze di quella di appello (Sez. 5, Sentenza n. 14022 del 12/01/2016 , Rv. 266617 - OlSez. 1A, 22/11/1993-4/2/1994, n. 1309, Albergamo, Rv. 197250; Sez. 3A, 14/2- 23/4/1994, n. 4700, Scauri, Rv. 197497; Sez. 2A, 2/3-4/5/1994, n. 5112, Palazzotto, Rv. 198487; Sez. 2, 13/11-5/12/1997, n. 11220, Ambrosino, riv. 209145; Sez. 6, 20/113/3/2003, n. 224079). Ne consegue che il giudice di appello, in caso di pronuncia conforme a quella appellata, può limitarsi a rinviare per relationem a quest’ultima sia nella ricostruzione del fatto sia nelle parti non oggetto di specifiche censure, dovendo soltanto rispondere in modo congruo alle singole doglianze prospettate dall'appellante. In questo caso il controllo del giudice di legittimità si estenderà alla verifica della congruità e logicità delle risposte fornite alle predette censure. 4. Nel caso di specie dall'esame congiunto delle sentenze di merito emerge la insussistenza delle proposte censure. Va in primo luogo posto in rilievo che il ricorrente (strategia difensiva comune a tutti gli imputati nei giudizi di merito) continua a ritenere esclusa la propria responsabilità riferendo l'evento unicamente alla condotta colposa del di lui coimputato F.F. (mandato assolto dalla Corte territoriale), per poi comunque contraddirsi ove afferma (pag. 10 del ricorso) che "alla condanna del C.R., non può che accompagnarsi quella del F.F.". Appaiono pertanto del tutto non pertinenti le considerazioni del ricorrente in ordine all'escluso rischio interferenziale, la cui mancata esclusione, in ipotesi, non avrebbe vertamente comportato una sua assoluta esenzione da responsabilità, ove si consideri che è giurisprudenza costante di questa Corte che il fatto che la posizione di garanzia fosse rivestita anche da altri soggetti, non costituisce poi esclusione di responsabilità per alcuno dei medesimi, poiché in tema di infortuni sul lavoro, qualora vi siano più titolari di una posizione di garanzia, ciascuno è per intero destinatario dell'obbligo di tutela impostogli dalla legge fin quando si esaurisce il rapporto che ha legittimato la costituzione della singola posizione di garanzia, per cui l'omessa applicazione di una cautela antinfortunistica è addebitabile ad ognuno dei titolari di tale posizione (Sez. 4, n. 6507 del 9/2/2018, Rv. 272464; Sez.4, n.18826 del 9/2/2012, Rv.253850). Nella specie peraltro è emerso oltre al fatto che l'odierno ricorrente era incontestatamente il datore di lavoro del S.N., che questi ebbe ad eseguire unitamente al lavoratore la manovra di istallazione e montaggio della pista basculante, omettendo di utilizzare tutte e quattro le imbracature di metallo presenti sul carro ponte, operando sotto un carico sospeso. Sul punto del resto il ricorso è assolutamente silente, continuando il ricorrente anche nei successivi motivi a dolersi esclusivamente dell'assoluzione del F.F. (cfr. ad esempio pagg. 6 e 7 del ricorso o pag. 9 ove testualmente si afferma: il magistrato dell'impugnazione ha errato nel non considerare il comportamento colposo del F.F. quale necessario antecedente logico dell'evento infausto occorso al S.N.). 5. Del tutto generiche e solo accennate le lagnanze in merito al giudizio contro fattuale su cui pure si è espressa sia pure sinteticamente la impugnata sentenza ed in ordine al preteso comportamento del lavoratore, in tesi interruttivo del nesso causale, censura evidentemente priva di pregio, considerato che- come posto già in rilievo- il S.N. stava operando non solo su disposizione dell'odierno ricorrente, ma addirittura coadiuvando il medesimo nell'operazione da questi intrapresa. 6. Con l'ultimo motivo il ricorrente deduce vizio di motivazione quanto alla mancata riduzione della provvisionale riconosciuta alle costituite parti civili. Sul punto è sufficiente richiamare la costante giurisprudenza di questa Corte secondo cui è peraltro costante, nella giurisprudenza di questa Corte, l'affermazione sia del principio per cui il provvedimento con il quale il giudice di merito, nel pronunciare condanna generica al risarcimento del danno, assegna alla parte civile una somma da imputarsi nella liquidazione definitiva non è impugnabile per cassazione, in quanto per sua natura insuscettibile di passare in giudicato e destinato ad essere travolto dall'effettiva liquidazione dell'integrale risarcimento (Sez. 5, n.5001 del 17/01/2007, Mearini, Rv. 236068), sia del principio per cui, in tema di provvisionale, la determinazione della somma assegnata è riservata insindacabilmente al giudice di merito, che non ha l'obbligo di espressa motivazione quando l'importo rientri nell'ambito del danno prevedibile (Sez. 6, n.49877 del 11/11/2009, Blancaflor, Rv. 245701). 7. A non diverse conclusioni deve pervenirsi con riferimento al ricorso proposto dalle parti civili. Va preliminarmente osservato a riguardo che la totale riforma della sentenza di primo grado impone invece al giudice di appello,secondo una regola di giudizio, sempre ribadita da questa Corte (sez. 1^ sentenza n. 1381 del 10/02/1995, ud. 16/12/1994, PM C/Verderosa Rv. 201487; sez. 2 12.12.2002 n. 15756 PG in proc. contrada Rv. 225564), la dimostrazione dell'incompletezza o della non correttezza ovvero dell'incoerenza delle relative argomentazioni con rigorosa e penetrante analisi critica seguita da corretta, completa e convincente motivazione che, sovrapponendosi a tutto campo a quella del primo giudice, senza lasciare spazio alcuno, dia ragione delle scelte operate e del privilegio accordato ad elementi di prova diversi o diversamente valutati. È quindi indispensabile, ai fini di un persuasivo e completo giudizio di legittimità, rilevare il vizio di mancanza o manifesta illogicità della motivazione non solo dal testo della sentenza di appello, ma anche dal suo raffronto col testo della sentenza appellata, soprattutto quando il vizio investa la valutazione dell'intero quadro probatorio. Ritiene la Corte che la sentenza impugnata abbia pienamente assolto a questo compito. Ed invero è stato innanzitutto richiamato il costante orientamento di questa Corte secondo cui il concetto di interferenza, ai fini dell'operatività degli obblighi di coordinamento e cooperazione previsti dall'art. 7 d.lgs. 626 del 1994 (ora art. 26 d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81), è dato dal contatto rischioso tra il personale di imprese diverse operanti nello stesso contesto aziendale e pertanto occorre aver riguardo alla concreta interferenza tra le diverse organizzazioni, che può essere fonte di ulteriori rischi per l'incolumità dei lavoratori, e non alla mera qualificazione civilistica attribuita al rapporto tra le imprese che cooperano tra loro - vale a dire contratto d'appalto o d'opera o di somministrazione - in quanto la "ratio" della norma è quella di obbligare il datore di lavoro ad organizzare la prevenzione dei rischi interferenziali attivando percorsi condivisi di informazione e cooperazione nonché soluzioni comuni di problematiche complesse (Sez. 4, n. 9167 del 01/02/2018, Rv. 273257 - 01), ritenendo giuridicamente rilevante la previsione normativa di cui all'art. 26 citato, solo quando in concreto si sia in presenza di "rischi interferenziali. Ha poi escluso che nella fattispecie gli stessi ricorressero in quanto l'istallazione ed il montaggio della pista basculante era avvenuta in zona diversa da quella ove operavano i dipendenti della FOREX e che comunque talune omissioni in tesi addebitabili al F.F. avessero avuto efficienza causale nella determinazione dell'evento. In particolare ha poi sottolineato come non potesse addebitarsi al F.F. l'onere di un controllo pressante, continuo e capillare sull'organizzazione e sull'andamento dei lavori a fronte delle capacità organizzative della R&R Srl e della specificità dei lavori da eseguire. 8. Quanto al dedotto travisamento della prova, è sufficiente ricordare che è ripetutamente affermato, nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, che il vizio di travisamento della prova, per utilizzazione di un'informazione inesistente nel materiale processuale o per omessa valutazione di una prova decisiva, può essere dedotto con il ricorso per cassazione quando la decisione impugnata abbia riformato quella di primo grado, non potendo, nel caso di cosiddetta "doppia conforme", essere superato il limite costituito dal devolutum con recuperi in sede di legittimità, salvo il caso in cui il giudice d'appello, per rispondere alle critiche contenute nei motivi di gravame, abbia richiamato dati probatori non esaminati dal primo giudice (Sez. 4, n. 44765 del 22/10/2013. Buonfine, Rv. 256837; Sez.4, n.19710 del 03/02/2009, Buraschi, Rv. 243636). Va poi aggiunto che la sentenza impugnata non si è limitata a basarsi sulla testimonianza del T., ma ha indicato ulteriori e concordi elementi a conferma di tali dichiarazioni. 9. Al rigetto dei ricorsi consegue ex art. 616 cod. proc. pen. la condanna delle parti ricorrenti al pagamento delle spese processuali 

P.Q.M.

Rigetta i ricorsi e condanna l'imputato e le parti civili ricorrenti al pagamento delle spese processuali Così deciso in Roma, li 17 gennaio 2019 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
10
Lug

Cosa fanno gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione? Quali sono le differenze con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione?

Gli Addetti del Servizio Prevenzione e Protezione sono delle figure di supporto al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il D.Lgs 81/2008 prevede che vi siano “un  numero adeguato” di Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, in relazione alle caratteristiche, alla complessità, alle dimensioni e alle attività dell'azienda ed in base alla valutazione del rischio.
Il corso per ASPP e quello per RSPP condividono i primi due moduli (modulo A e B), ma l’ASPP è esonerato dal dover frequentare il modulo C, riguardante gli aspetti relazionali.
Per informazioni su i corsi di Formazione per ASPP e RSPP chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it