CONSULENZA AZIENDALE
Giovedì 30 Maggio 2024




FAQ Modello 231 obbligo adeguamento al D.Lgs. n. 24/2023 Whistleblowing

Il Decreto Legislativo 231/2001 è una norma dell’ordinamento giuridico Italiano che ha introdotto un regime di responsabilità amministrativa a carico degli Enti per alcuni reati commessi, nell’interesse o vantaggio degli stessi, da persone fisiche che rivestano, anche di fatto, funzioni di rappresentanza, amministrazione e direzione o da persone soggette a direzione e vigilanza.

Le disposizioni previste dal D.Lgs. 231/01 si applicano agli Enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica (società per azioni, società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, società per azioni con partecipazione dello Stato o di enti pubblici, società cooperative, fondazioni, società sportive, enti pubblici economici). Non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli enti pubblici non economici, nonché agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale (Regione, Province, Università, Partiti politici, Sindacati).

Gli enti e le società dotati di Modelli Organizzativi 231 devono adattare i canali di segnalazione già utilizzati, in modo che soddisfino quanto definito dal Decreto Whistleblowing. Inoltre gli enti devono organizzare la gestione dei canali di segnalazione per mezzo di una procedura affidata a personale specificamente formato per la gestione del canale di segnalazione o a un soggetto esterno qualificato.

Il Decreto Whistleblowing impone alle imprese l’implementazione obbligatoria di canali di segnalazione, ampliando la categoria dei soggetti tutelati in caso di segnalazione comprendendo, oltre ai dipendenti, le figure di seguito indicate:

  1. lavoratori autonomi;
  2. liberi professionisti e consulenti;
  3. volontari e tirocinanti;
  4. azionisti e persone con funzioni di amministrazione; direzione; controllo e vigilanza o rappresentanza;
  5. candidati;
  6. lavoratori in prova;
  7. ex dipendenti;
  8. facilitatori;
  9. parenti o colleghi di lavoro del segnalante;
  10. enti di proprietà del segnalante o che operano nel medesimo contesto lavorativo del segnalante.

Il D.lgs. 24/2023 impone agli enti pubblici e alle imprese tenute ad adeguarsi l’obbligo di: a) attivare canali di segnalazione, b) adottare procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni, c) assicurare le misure di tutela nei confronti del segnalante.

  1. Dipendenti pubblici;
  2. Lavoratori subordinati di soggetti del settore privato;
  3. Lavoratori autonomi che svolgono la propria attività lavorativa presso soggetti del settore pubblico o del settore privato;
  4. Collaboratori, liberi professionisti e i consulenti che prestano la propria attività presso soggetti del settore pubblico o del settore privato;
  5. Volontari e i tirocinanti, retribuiti e non retribuiti;
  6. Azionisti e le persone con funzioni di amministrazione, direzione, controllo, vigilanza o rappresentanza, anche qualora tali funzioni siano esercitate in via di mero fatto presso soggetti del settore pubblico o del settore privato.

Possono essere segnalati comportamenti, atti o omissioni che ledono l’interesse pubblico o l’integrità  dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato e che consistono in:

  • Violazioni di disposizioni normative nazionali:
  1. Illeciti amministrativi, contabili, civili o penali;
  2. Condotte illecite rilevanti ai sensi del D.lgs. 231/2001 o violazioni dei modelli di organizzazione e gestione ivi previsti.
  • Violazioni di disposizioni normative europee:
  1. Illeciti che rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea relativi ai seguenti settori: appalti pubblici; servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; sicurezza e conformità dei prodotti; sicurezza dei trasporti; tutela dell’ambiente; radioprotezione e sicurezza nucleare; sicurezza degli alimenti e dei mangimi e salute e benessere degli animali; salute pubblica; protezione dei consumatori; tutela della vita privata e protezione dei dati personali e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi;
  2. Atti od omissioni che ledono gli interessi finanziari dell’Unione;
  3. Atti o omissioni riguardanti il mercato interno;
  4. Atti o comportamenti che vanificano l’oggetto o la finalità delle disposizioni di cui agli atti dell’Unione.

Le segnalazioni possono essere trasmesse per mezzo di:

  1. canali di segnalazione interna, implementati dagli enti del settore privato o dalle amministrazioni pubbliche;
  2. canale di segnalazione esterna, attivato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC);
  3. divulgazioni pubbliche, tramite i mass media.

Nel settore privato, l’obbligo di attivare canali di segnalazione, adottare procedure per l’effettuazione e la gestione delle segnalazioni, e assicurare le misure di tutela si applica agli enti privati (incluse le società) che:

  1. nell’ultimo anno, hanno impiegato la media di almeno 50 lavoratori subordinati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato, a prescindere dal settore di appartenenza;
  1. hanno adottato un modello organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 (“Modelli 231”), a prescindere dal numero dei dipendenti impiegati e dal settore di appartenenza;
  2. rientrano nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione Europea – elencati nell’allegato al Decreto.

L’obbligo di adeguamento alle previsioni del D.lgs. 24/2023 scatta a partire dal 17 dicembre 2023 per i soggetti privati con 50 o più dipendenti.

L’obbligo di adeguamento alle previsioni del D.lgs. 24/2023 scatta a partire dal 15 luglio 2023, per gli enti privati con 250 o più dipendenti.

  1. Quando il rapporto giuridico è in corso;
  2. Quando il rapporto giuridico non è ancora iniziato, se le informazioni sulle violazioni sono state acquisite durante il processo di selezione o in altre fasi precontrattuali;
  3. Durante il periodo di prova;
  4. Successivamente allo scioglimento del rapporto giuridico se le informazioni sulle violazioni sono state acquisite prima dello scioglimento del rapporto stesso (pensionati).

Ultima verifica: 05/05/2021